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Le norme di attuazione dello Statuto Speciale
di Autonomia attribuirono nel 1973 le competenze statali nel campo dei beni storico -
artistici alla Provincia Autonoma di Trento, che ben presto si dotò degli strumenti
legislativi opportuni (L. P. 23 novembre 1973, n. 55) per poter affrontare in modo
organico la problematica della catalogazione. La legge n. 14 febbraio 1980 n. 2, abrogò
la precedente, e diede definitiva veste giuridica alle operazioni di inventariazione,
peraltro già avviate dal 1978 e attuate sulla base dell'esperienza dell'Istituto Centrale
per il Catalogo e la Documentazione (ICCD).
Il Centro di Catalogazione opera a partire da una programmazione territoriale a tappeto
che individua i complessi monumentali - a partire da quelli ecclesiastici data la loro
maggiore esposizione - e, dopo una preventiva ricerca bibliografica, inizia la schedatura
delle opere d'arte mobili in essi contenuti, corredata sempre da fotografie che ne
documentano linsieme e i particolari utili a meglio interpretare il manufatto.
La documentazione degli oggetti esaminati prevede l'addestramento alla lettura e
descrizione dell'opera in base a regole e terminologie ben precise, previste da norme
redazionali unificate su tutto il territorio nazionale. Il saper leggere un oggetto porta
alla descrizione minuziosa di ogni particolarità anche apparentemente insignificante e
alla decodifica dei molti messaggi contenuti in esso. L'analisi non ha per scopo il puro
godimento estetico dell'opera, ma è finalizzata sempre ad una ricerca scientifica che sia
base di informazione per studi, pubblicazioni e dizionari per settore . Questa operazione
si è rivelata inoltre determinante nella difesa del patrimonio artistico dai furti e
dalle alienazioni.
La seconda fase del lavoro di catalogazione prevede, oltre al riordino del materiale
ancora provvisorio, indagini comparative, approfondimenti bibliografici ed archivistici -
limitati, al momento, solo a complessi e materiali di particolare interesse o per
pubblicazioni a carattere scientifico -, studi stilistici e tecnologici, per portare a
maggior perfezionamento l'elaborato finale. Si è privilegiata la schedatura di
Precatalogazione per la ovvia necessità di coprire nel minor tempo possibile il
territorio seguendo, anche in questo, i più recenti orientamenti dell'ICCD.
Con la consapevolezza che questa prima raccolta di notizie costituisce una scheda
provvisoria e quindi da perfezionare, si tenta tuttavia di fornire un materiale di base
che raccolga i dati fondamentali per vari tipi di ricerca e, in tal modo, fornire
informazioni certe per la salvaguardia e tutela dei beni, il restauro, e, non ultimo,
quello di costruire una memoria storica per la collettività.
La catalogazione è, per definizione, aperta a continui contributi conoscitivi che,
superando il concetto idealistico del definitivo ed espandendosi oltre il contatto fisico
con l'oggetto, diviene conoscenza di un mondo antico ancora presente tra noi.
Nasce in questo modo una diversa figura professionale nell'ambito della ricerca
storico-artistica, che segue metodi di analisi e di informazione codificati in funzione di
una ampia visione del bene culturale, lasciando la propria opera sempre aperta a
contributi e aggiornamenti.
A tutt'oggi presso il Centro sono consultabili schede informatizzate del patrimonio
ecclesiastico - nonchè di alcuni complessi museali a Riva del Garda, Ala, Predazzo,
Trento, Rovereto, Cavalese - per un totale di 71.054 schede OA (opera d'arte) D
(disegni) S (stampe) MI (matrici d'incisione), accorpate in 1.623
localizzazioni e corrispondenti a 81.559 immagini.
Per completare l'intero territorio provinciale sono da ultimare la Valle di Cembra,
la Valle dei Laghi, mentre per quanto riguarda il capoluogo non si è ancora attuata la
catalogazione della chiesa cattedrale.
Per un'indagine sul patrimonio culturale del Trentino che offra un approfondimento teorico
integrato all'aspetto territoriale, l'Ufficio Beni storico - artistici cura da anni la
collana " Beni Artistici e Storici del Trentino.Quaderni ", sino ad oggi i
volumi pubblicati sono:
Dipinti veneti restaurati dalla chiesa di Tiarno di Sotto, catalogo mostra a cura di
Elvio Mich, 1990.
Dalle chiese delle Giudicarie Esteriori. Un esempio di catalogazione, catalogo mostra
a cura di Ezio Chini e Floriano Menapace, 1991.
Una storia per immagini. La fotografia come bene culturale, catalogo mostra a cura di
Floriano Menapace, 1996.
Le pitture murali della cappella di S. Martino nel Castello di Stenico, a cura di
Giovanna Fogliardi, 1996.
Catalogazione e sistemi informatici I.C.C.D. - P.A.T.. Esperienze a confronto,
a cura di Daniela Floris e Luciana Giacomelli, 1998.
Giuseppe Maria Crespi e altri maestri bolognesi nelle collezioni di Castel Thun,
catalogo mostra a cura di Elvio Mich, 1998.
7. Giuseppe Garbari. Fotografie di montagna 1893- 1895, catalogo mostra a cura di
Floriano Menapace, 1998.
Altri studi e volumi recenti con contributi del Centro di Catalogazione su arredi liturgici, oreficeria , scultura, arti decorative nell'ottica territoriale sono stati pubblicati dalla rivista " Studi Trentini di Scienze Storiche", in particolare nelle annate:
Sezione II, Annata LXIII n.1- 1984 (ma 1988).
Sezione II, Annata LXVI n.2 -1987 (ma 1992).
Sezione II, Annata LXX n.2 - 1991 (ma 1995).
Sezione II, Annata LXXI n.1 - 1992 (ma 1996).
Sezione II Annata LXXII-LXXIII, 1993-1994 (ma 1997).
Sezione II, Annata LXXIV n. 2 - 1995 (ma 1998).
I funzionari del Centro hanno poi contribuito alla redazione di
alcuni volumi e cataloghi di mostre come:
La chiesa di Santa Maria Assunta a Riva del Garda, catalogo mostra a cura di Marina
Botteri, Museo Civico di Riva, Trento 1989.
La chiesa di Santa Maria Assunta ad Arco, catalogo mostra a cura di Marina Botteri,
Museo Civico di Riva sul Garda, Trento 1992.
I Madruzzo e L'Europa 1539-1658. I principi vescovi di Trento fra Papato e Impero,
catalogo mostra a cura di Laura Dal Prà, Milano 1993.
La chiesa di Santa Maria Assunta ad Avio e i dipinti di Stefano Cattani, a cura di
Mario Peghini,Biblioteca Comunale di Avio, Rovereto 1994.
L'antica Pieve di Avio, a cura di Mario Peghini, Biblioteca Comunale di Avio,
Trento 1997.
Sulla storia dellarte nel Trentino si rivelano utili alcuni testi a carattere
generale:
A. Gorfer, Le valli del Trentino. Trentino Occidentale. Trentino Orientale, 2
volumi, Calliano ( Trento) 1975-1977.
S. Weber, Artisti trentini e artisti che operarono nel Trentino, Trento 1933 (II
ed. a cura di N. Rasmo, Trento 1977).
G.B.Emert, Fonti manoscritte inedite per la storia dellarte nel Trentino,
Firenze 1939 ( rist.an. Trento 1977).
B.Passamani, Le ville del Trentino, Trento 1965.
N. Rasmo, Storia dellarte nel Trentino, Trento 1982.
Restauri ed acquisizioni 1973-1978, catalogo mostra a cura di Vari, Trento 1978.
Beni Culturali nel Trentino, catalogo mostra a cura di Vari,
8 volumi, Trento 1983.
Bernardo Cles e larte del Rinascimento nel Trentino, catalogo mostra a cura di Ezio
Chini e Francesca de Gramatica, Milano 1985.
Un museo nel Castello del Buonconsiglio. Acquisizioni, contributi, restauri, catalogo
mostra a cura di Laura Dal Prà, Trento 1995.