Antropologia medica

Come abbiamo visto a proposito del tipo trentino, sin dall’Ottocento fu attribuita grande importanza alle caratteristiche del luogo. Nel bene e nel male, la topografia del Trentino avrebbe plasmato il “naturale della gente”, cioè l’aspetto fisico degli abitanti. Patologie
Patologie tipicamente legate all’ambiente, per esempio, sono quelle dovute alla carenza di iodio
tipicamente legate all’ambiente, per esempio, sono quelle dovute alla carenza di iodio, che generano due fenomeni diversi ma connessi: il gozzo e il cretinismo. Anche sull’importanza dell’alimentazione una schiera di medici condotti è arrivata alle stesse conclusioni. Il cibo è sempre stato l’elemento fondamentale per conferire una bella o una brutta “cera”. Lo dimostra in primo luogo la pellagra, causata da una dieta poverissima di vitamine, perlopiù a base di sola polenta. La pellagra era una malattia che alterava sia l’aspetto, sia la mente dell’ammalato.
Oggi le malattie dei trentini sono le solite del primo mondo, con una frequenza un po’ “tedesca” di arteriosclerosi, vista la dieta meno mediterranea che nel resto d’Italia. Un tempo le patologie più diffuse erano spiccatamente di origine infiammatoria, soprattutto artrite e polmonite (quest’ultima, la famigerata doja). Più di carattere culturale sembrerebbe invece una misteriosa infermità che affligge i bambini e sconcerta ancora i medici, tradizionalmente nota con l’intraducibile termine di arioma.
una misteriosa infermità nota con l'intraducibile termine di arioma.
D’indubbio interesse per l’antropologia fisica, ma forse ancor più per il folklore, sono infine alcune anomalie fisiche. Nella gente trentina sono infatti radicati notevoli pregiudizi nei confronti dei “diversi”. Per diversi, in questo caso, s’intendono persone che abbiano semplicemente i capelli rossi (vedi i proverbi “Pelo rosso no te conosso” e “El pu bon dei rossi l’a copà so pare”) o portatori di handicap di vario genere. La presenza di grossi nei e di malformazioni dell’iride, venivano popolarmente interpretati come segni di stregoneria. Gli individui anomali in senso lato (claudicanti, deformi, eccetera) nel dialetto locale sono etichettati come pori laori, letteralmente poveri lavori, quasi fossero “pezzi” umani usciti difettati dalla fabbrica. Oppure, più fatalisticamente, vengono bollati con la locuzione segnadi da Dio. Donde il monito crudele: “Ai segnadi da Dio, dese pasi ‘ndrio”. I segnati da Dio - dai quali poco cristianamente dovremmo stare alla larga, addirittura dieci passi indietro, dice l’adagio - sono proprio coloro che portano le stigmate di qualche anomalia fisica. In questo atteggiamento – comprensibile, ma ingiustificabile - si manifesta l’atavica paura nei confronti dell’anormale.



Bibliografia:


Gueresi P., Martuzzi Veronesi F., Pettener D., “Aspetti biodemografici delle valli trentine: l’alta Valle di Sole dal 1750 al 1923”, Bollettino di Demografia Storica, n° 21, pp. 79-102, 1994.
Martuzzi Veronesi F., Pettener D., Gueresi P., “La Valle dei Mocheni: aspetti biodemografici e antropologici”, Atti del convegno Italo-Austriaco “Le comunità germanofone del Trentino – Valle dei Mocheni e Luserna”, Trento, 19-20 maggio 1995 (in corso di stampa).