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Che
luomo sia ciò che mangia è forse una riduzione eccessivamente materialista.
Ma che la salute delluomo dipenda molto da ciò che ingurgita è sacrosanto. Gli esperti
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dall'espressione idiomatica trentina "vardar fora mal"
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di microstoria, cioè gli storici della vita quotidiana, si sono spesso occupati anche di
alimentazione, giungendo a dimostrare quanto la miseria, in passato, costringesse le classi
popolari a una dieta scarsa, cattiva, monotona. I alcuni casi addirittura intossicante.
Ne conseguivano deficienze immunitarie, debolezza, pallore; imperversava, insomma, la bruta
cera, quellaspetto debilitato reso dallespressione idiomatica trentina vardar fora mal,
letteralmente, guardare fuori male.
Gli ironici versi dialettali che seguono, alludono proprio a un passato di privazioni
siamo in val di Cembra - riscattato dallattività (ahinoi, attualmente illegale) della
distillazione in proprio.
Na volta n val de Cembra
i la vedeva magra,
par gnent no i la ciamava
la val de la pelagra.
Ma ades no ghè negun
che gabia bruta cera,
i à parà for le filze
a sgnapa a borsa nera.
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Una volta in val di Cembra
la vedevano magra,
non per nulla la chiamavano
La val della pallagra.
Ma adesso non cè nessuno
che abbia brutta cera,
si sono tutti saziati
(vendendo) grappa a borsa nera.
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Nel folklore trentino, il premio per le anime dei defunti meritevoli, una volta giunte
in Paradiso, è un mitico Pan dOro. Senza ricorrere alla distillazione abusiva degli
alcolici per riscattarsi dalla brutta cera, oggi il Pan dOro e altre cento leccornie si
trovano, in terra trentina, sugli scaffali dei supermercati. Disponibili per tutti,
peccatori compresi. Questo per dire che i tempi sono cambiati, che i trentini guardano
fuori anche troppo bene e che la nostra cera è diventata buona. Tanto che il coro della
S.A.T. può intonare, allegramente,
"Viva la faccia nostra
."
In verità, siamo quasi tutti iperalimentati.
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