I FONDI FOTOGRAFICI
Floriano Menapace

Con il passaggio delle competenze tra lo Stato e la Provincia Autonoma di Trento, avvenuto nel 1973, si ereditò parte del materiale appartenuto alla Soprintendenza ai Monumenti e alle Gallerie di Trento che fu, all'avvio dei lavori di catalogazione sul territorio trentino avvenuto nel 1978, di stimolo per la creazione di un più vasto progetto che dotasse l'Amministrazione di una vera e propria memoria visiva degli ultimi centocinquanta anni della propria storia. Con legge appositamente elaborata, vennero dettate nuove disposizioni in materia di catalogazione e, fra i beni culturali da salvaguardare, venne inserita la fotografia. Il referente culturale e metodologico fu da subito l'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (I.C.C.D.) con gli annessi Gabinetto Fotografico Nazionale e Fototeca Nazionale. L'istituto fornì le indicazioni necessarie nel campo della catalogazione in modo che, pur nella sua specifica autonomia amministrativa, il Trentino potesse collegarsi al resto d'Italia e d'Europa in sintonia con gli accordi internazionali in materia. Così a fianco della precatalogazione delle opere d'arte e dei monumenti, si fece strada l'idea di acquisire tutti quei materiali che a vario titolo potessero contribuire all'arricchimento del nucleo originario di lastre e stampe. In tal modo si svilupparono alcuni giacimenti: il primo alimentato dalle campagne sul territorio che sino ad ora hanno prodotto 110.718 negativi 6x6 con le relative stampe 18 x 24 e 17.837 diapositive a colori di vario formato; il secondo, frutto delle acquisizioni di fondi e raccolte attualmente pari a 227.000 negativi e circa 50.000 stampe originali. L'evolversi delle problematiche relative ai beni culturali ha reso evidente come la fotografia, oltre a essere mero strumento di informazione, sia, nella sua fisicità, un bene essa stessa, portando ad una rivalutazione dei suoi significati in sede scientifica, tanto che oggi risulta acquisito che il suo duplice aspetto è solo un problema di approccio culturale. Procedendo in quest'ottica si sono potuti così assicurare alla Provincia alcuni fondi che costituiscono una parte della storia della fotografia trentina dal 1854 fino al 1973. Tale termine costituisce la discriminante tra la raccolta storica e quella contemporanea dell'archivio, in quanto è a partire dal 1973 che la Provincia Autonoma di Trento entra nel pieno delle sue competenze: la documentazione fotografica di questi ultimi anni, ammontante a circa 30.000 fra negativi, stampe e diapositive in vario formato, prodotta per motivi d'ufficio presso il Servizio Beni Culturali preposto alla tutela e al restauro sul territorio, forma la terza componente dell'Archivio.
L'accesso e la sua consultazione sono regolamentati da una apposita normativa che si rifà alle leggi vigenti in campo nazionale; va ricordato altresì che soltanto i materiali che abbiano ricevuto una adeguata schedatura di precatalogazione possono essere consultati dal pubblico. In prospettiva la gestione dell'Archivio Fotografico presenta una serie di problemi che impongono alcune riflessioni sia di carattere tecnico che culturale. I materiali più preziosi, che attualmente sono archiviati nella loro custodia originale, necessitano di interventi di pulitura, riproduzione e conservazione in appositi involucri a pH neutro; a loro volta tutti i locali dove sono depositati i materiali sono mantenuti a temperatura di 20° e umidità relativa intorno al 45 - 50 % costanti. Contemporaneamente, visti anche i nuovi prodotti informatici, si pone la necessità di una catalogazione di tutto il materiale verificando nel contempo lo stato di conservazione di ogni fotografia per un eventuale restauro. Con questo archivio si è voluto allargare le possibilità di ricerca e studio per dotare la Provincia Autonoma di Trento di un efficiente e democratico strumento di conoscenza.

(Il testo è tratto da: Una storia per immagini. La fotografia come bene culturale, catalogo mostra a cura di F. Menapace, ("Beni Artistici e Storici del Trentino", 3), Trento 1996.

FONDO CENTRO CATALOGAZIONE (1978-1995)

FONDO FEDERICO VENDER (1901)

FONDO F.LLI ALINARI (1905)

FONDO FOTOTECA NAZIONALE

FONDO FRATELLI PEDROTTI (1929-1980)

FONDO GADENZ (1910-1968)

FONDO GIOVANNI PEDROTTI (1867-1938)

FONDO GIULIO CAGOL (1928-1990)

FONDO MARIO ALBERTINI (1906 - 1979)

FONDO MISCELLANEO EX SOPRINTENDENZA

FONDO MISCELLANEO n.1

FONDO MISCELLANEO N.2

FONDO O.N.A.I.R.C. (1922-1978)

FONDO RODOLFO RENSI (1913-1975)

FONDO S.A.T. (1893 - 1915)

FONDO SERGIO PERDOMI (1887-1935)

FONDO G.B.UNTERVEGER (1833-1912) ALBUM DI VIAGGI

FONDO G.B.UNTERVEGER (1833 - 1912): Lastre al collodio