1992
FONDO GIULIO CAGOL (1928-1990)
(n.975)
Il fondo Cagol è stato acquisito nel 1982 e consta di 975
negativi, di vario formato, raffiguranti i bombardamenti subiti dalla città di Trento nel
periodo 1943 - 45. Questa documentazione è da considerare una omogenea e capillare
indagine sui danni subiti dalla città con particolare attenzione ai monumenti e alle
chiese. Gli ingrandimenti ricavati dai negativi sono stati raccolti in album per
permetterne la rapida consultazione.
Giulio Cagol avviò la sua carriera di fotografo presso i fratelli Pedrotti nel 1942. Nel
periodo 1943 - 45 la ditta poteva contare solo sporadicamente sulla presenza dei suoi
componenti: Enrico che, peraltro, aveva già trasferito la propria attività a Bolzano nel
1937, era, assieme ad Aldo, impegnato nella Resistenza; Silvio, richiamato nel battaglione
alpino Valfassa, solo verso la fine del '43 riprese il lavoro. Fu solo Mario (1906-1995)
che, con l'aiuto di Cagol, gestì l'ordinaria e scarsa attività dello studio. Utilizzando
soprattutto apparecchi Leica e Contax documentò, sotto la guida di Silvio Pedrotti, le
distruzioni dei bombardamenti aerei alleati, che, a partire dal 2 settembre 1943, furono
particolarmente pesanti. Le riprese venivano effettuate subito dopo le incursioni e in
alcuni casi anche durante, cercando di fotografare i vari stadi di distruzione con
spericolati angoli di ripresa e spesso anche a rischio della propria incolumità.
Interessante, fra le altre, la documentazione dell'abbattimento del campanile della chiesa
di San Martino (1944) effettuato dagli artificieri, dove le sequenze assumono un ritmo
cinematografico; drammatiche le immagini della distruzione della chiesa dei Cappuccini,
dell'Annunziata e del cimitero monumentale. Le testimonianze più tragiche sono comunque
quelle del bombardamento del rione della Portela e le riprese delle incursioni al
ponte ferroviario dei Vodi. Solo l'incoscienza della gioventù permise a Giulio
Cagol tanto coraggio, dandogli la possibilità di dimostrare, nonostante la giovane età,
una già notevole capacità tecnica. Rimase presso i Pedrotti, che nel frattempo avevano
assunto anche il fratello Romano (1935-1988), fino al 1961 anno in cui rilevò lo studio
di Giuseppe Grosselli cominciando, parallelamente, l'attività di reporter presso il
quotidiano "L'Adige" e alcuni enti quali la Regione e la Camera di Commercio.