1980
FONDO SERGIO PERDOMI (1887-1935)
(n.9.351)
Proprietà della Provincia Autonoma di Trento, proviene dal
Castello del Buonconsiglio ed è in deposito permanente dal 1980 presso la Fototeca del
Centro. E' formato da circa 8000 lastre di varie misure e da stampe originali ora in fase
di precatalogazione.
Sergio Perdomi, nato ad Ostiglia (Mantova) nel 1887, allo scoppio del primo conflitto
mondiale si arruolò nell'esercito italiano come specialista fotografo. Il suo
insediamento nella città di Trento risale alla fine del 1921, quando prese possesso di
alcuni locali, che gli servirono da abitazione e laboratorio, presso il Castello del
Buonconsiglio, divenuto sede del Museo Nazionale nel 1924. Suoi clienti più importanti in
questo periodo furono la Soprintendenza ai monumenti e alle Gallerie di Trento e il Genio
Civile per i quali effettuò tutta la documentazione fotografica necessaria ai loro
compiti di istituto. Affiancò, ai già numerosi lavori per gli enti pubblici, anche
un'intensa attività per privati, imprese industriali e per l'editoria turistica, fornendo
cartoline e opuscoli. Assunse nel 1926 Silvio Pedrotti, che lo lasciò due anni dopo
quando si associò con i fratelli Enrico, Mario, Aldo e, verso la metà degli anni '30,
con Rodolfo Rensi. Alla sua morte lo studio venne occupato fino al 1945 dai Pedrotti che
lo cedettero a loro volta a Rensi, rientrato in quell'anno dalla prigionia.
Come si ricordava, i primi incarichi gli furono commissionati dalla nuova amministrazione
italiana. Iniziò in tal modo a fotografare strade di recente costruzione, centrali
elettriche, cantieri edili, bonifiche; importante fu la documentazione del sistema
idro-geologico del bacino dell'Adige dalle sorgenti alla chiusa di Rivoli.
Contemporaneamente seguì i restauri del Castello del Buonconsiglio, riprendendo numerosi
dipinti e oggetti artistici. Accanto a questa attività praticò anche quella di
fotoreporter: la sua preparazione tecnica e professionale, particolarmente dinamica, gli
permise di essere il primo in grado di documentare cerimonie, eventi ufficiali, attività
di enti pubblici quali asili, ambulatori o la situazione edilizia della regione; infine,
da ricordare, le spedizioni in alcune grotte le cui riprese ancora oggi sono di estremo
interesse per gli speleologi. Si occupò anche di editoria proponendo cartoline, album,
ingrandimenti, cartelloni pubblicitari, lavori per artisti. Le sue cartoline illustrarono
paesaggi alpestri, scorci pittoreschi, scene di genere, utilizzando spesso le tecniche
pittorialiste. Furono sue le edizioni relative all'arresto, al processo e all'esecuzione
di Cesare Battisti. Accanto all'attività industriale praticò ricerche personali con
tecniche sofisticate quali il bromolio, la resinotipia, la gomma bicromata che propose in
mostre e concorsi, fra i quali l'esposizione di Torino del 1927. Questa attività
parallela comunque non influenzò né la tecnica, né il taglio estetico dei suoi lavori.
Fu maestro per le nuove generazioni di fotografi trentini superando con grande dinamismo
la dimensione ristretta della cosiddetta attività di bottega.