|
Il progetto SALTO: Studio sul mancato Arrossamento del Lago di TOvel
Il lago di Tovel è noto in tutto il mondo per l’eccezionale fenomeno dell’arrossamento delle sue acque. Durante le ore centrali delle calde giornate estive, ampie porzioni della superficie lacustre - soprattutto il golfo sud-occidentale - assumevano un’intensa colorazione vermiglia, dando vita ad uno scenario fiabesco.
La spettacolare colorazione era dovuta alla forte concentrazione raggiunta da un’alga unicellulare appartenente ai Dinoflagellati, il Glenodinium sanguineum
(chiamato anche Woloszynskya coronata). Quest’alga, lunga appena 1/50 di mm, in particolari condizioni di stress accumula particolari pigmenti, chiamati carotenoidi, che la fanno apparire completamente rossa.
Il 1964 è l’ultimo anno in cui il fenomeno dell’arrossamento si è presentato con la consueta intensità; da allora l’alga pur rimanendo presente nel lago non ha più raggiunto la concentrazione necessaria ad "infuocarne" le acque.
Con lo scopo di fornire finalmente un’interpretazione ed un’analisi oggettiva dei fattori responsabili del mancato arrossamento delle acque del Lago di Tovel, la Provincia Autonoma di Trento dal 2001 finanzia un progetto di ricerca triennale denominato SALTO: Studio sul mancato Arrossamento del Lago di TOvel (in inglese l’acronimo del progetto è BEST, che sta per "Blooms & Environment: Science for Tovel").
Il progetto SALTO, coordinato dal dott. Basilio Borghi, Direttore dell’Istituto Agrario di S. Michele all’Adige (IASMA), coinvolge ben 5 istituzioni scientifiche provinciali: il Museo Tridentino di Scienze Naturali (MTSN), l’IASMA, il Parco Naturale Adamello-Brenta, il Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e il Laboratorio di Chimica Bioorganica del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento. Queste unità di ricerca sono affiancate da altre 16 istituzioni scientifiche fra nazionali e straniere, con competenze complementari di elevata qualificazione.
Nell’ambito di questo progetto vengono adottate moderne metodologie di analisi ambientale e nuove strumentazioni al fine di approfondire quanto già noto sul fenomeno attraverso ricerche multidisciplinari.
|  |
Il progetto si articola in 6 filoni di ricerca o sottoprogetti (in inglese Work Packages - WP).
Il WP1 prevede lo studio del paesaggio antropizzato della Val di Tovel, con la storia dell’uso del territorio e delle modificazioni recenti della vegetazione.
Il WP2 riguarda l’evoluzione ambientale a lungo termine del lago, che sarà ricostruita tramite analisi paleolimnologiche sui sedimenti lacustri.
Il WP3 cerca di approfondire le conoscenze disponibili sulle condizioni attuali del Lago di Tovel, con particolare attenzione alle interazioni fra Glenodinium sanguineum, comunità biologiche e fattori ambientali.
La geologia, idrogeologia, idrodinamica e meteorologia del lago e del suo bacino sono oggetto di studio del WP4.
Il WP5 approfondisce la tassonomia e la fisiologia del G. sanguineum coltivandolo in vitro.
Infine, il WP6 del progetto riguarda lo studio di aspetti dell’ecofisiologia del dinoflagellato in situ, cioè direttamente nelle acque del lago, tramite interventi sperimentali su volumi d’acqua isolati mediante mesocosmi (strutture, generalmente in materiale plastico trasparente, note in ambito scientifico con il termine inglese enclosures).
Visitando le pagine web relative al progetto SALTO, recentemente riorganizzate e rinnovate, è possibile trovare una più completa descrizione del progetto, degli approfondimenti sull’articolazione dei singoli sottoprogetti, la descrizione delle fasi della ricerca, i risultati fino ad ora raggiunti ed una raccolta di immagini che documentano i momenti della ricerca sul campo.
Per chi fosse interessato ad ulteriori approfondimenti una breve bibliografia ed una pagina di link, con risorse di rete correlate a Tovel ed alle tecniche di analisi utilizzate nel progetto, aiutano a completare il quadro. Non resta che augurarvi, buona navigazione!
www.parcoadamellobrenta.tn.it
|