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L'Annuario:
un anno di attività del Dipartimento Beni e Attività culturali della Provincia autonoma di Trento


Il Dipartimento Beni e attività culturali della Provincia autonoma di Trento presenta l'Annuario 2009 e 2010, un documento che, per ciascun esercizio finanziario della XIV legislatura, intende restituire maggior trasparenza possibile all'attività svolta in ambito culturale, lasciando al contempo memoria degli eventi più significativi.

Un anno di attività del Dipartimento Beni e attività culturali della Provincia autonoma di Trento, questo il titolo esteso del documento che di seguito, per brevità e convenzione, chiameremo Annuario. Ma proprio nella differenza concettuale tra le due denominazioni è racchiuso il principio ispiratore del volume: non la volontà di offrire alla collettività una sorta di rendiconto esaustivo della molteplicità dei compiti affrontati nel corso di un anno dalle strutture facenti capo al Dipartimento e da esso coordinate, ma di presentarne un significativo ed analitico quadro esemplificativo.
Si tratta di un lavoro avviato nel 2009 che per ciascun esercizio finanziario della XIV legislatura, intende restituire maggior trasparenza possibile all'attività svolta in ambito culturale e, al contempo, lasciare memoria di taluni eventi emblematici, più interessanti, che hanno registrato un maggior gradimento del pubblico, un maggiore impegno per la loro realizzazione, o sono magari frutto della collaborazione tra diversi soggetti.
Proprio per la novità che rappresenta, nell'esperienza del Dipartimento, l'Annuario non risponde ad un modello perfettamente definito sin dall'inizio, ma va considerato come un documento in progress, aperto a successivi sviluppi che è anche l'ampiezza evolutiva della tematica culturale stessa a giustificare e suggerire. Pensato inizialmente per offrire al lettore una sintetica rendicontazione degli interventi caratterizzanti ciascun esercizio e delle risorse finanziarie a disposizione del comparto cultura, si è progressivamente arricchito fino ad assumere la struttura con cui vengono ora presentati congiuntamente i due primi numeri, riguardanti rispettivamente il 2009 e il 2010.
Diversi i soggetti che hanno proficuamente collaborato alla realizzazione dell'Annuario nel rispetto di una scelta low cost che, sin dall'inizio, il Dipartimento si era prefissato: le Strutture "interne" al Dipartimento (Soprintendenze per i Beni architettonici, storico-artistici, librari, archivistici e archeologici, Servizio attività culturali) e quelle "autonome" facenti capo al Dipartimento (Museo Castello del Buonconsiglio - Monumenti e collezioni provinciali, Museo degli usi e costumi della gente trentina, Museo d'Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto - Mart, Museo tridentino di scienze naturali, Fondazione museo storico del Trentino, Centro servizi culturali Santa Chiara), nonché svariati altri soggetti esterni all'Amministrazione, coinvolti nel fornire dati o materiale fotografico. Oltre ad essi, va menzionato il supporto fornito dall'Ufficio Stampa sia durante la realizzazione del documento sia per quanto riguarda la messa a disposizione del software per la sua visualizzazione on-line.
Tre sono i filoni narrativi che l'Annuario propone e la loro chiara individuabilità all'interno del documento agevola l'approccio del lettore, rendendolo in grado di indirizzarsi facilmente verso il settore o la prospettiva più attinente al suo interesse.
Il primo dei filoni che percorre ciascun volume ed unificherà l'intera serie, è rappresentato dall'efficace ed elegante narrazione per immagini che, sin dalla pagina di copertina, attira lo sguardo e stimola la curiosità. Attraverso un intuitivo richiamo ai colori "istituzionali" dell'aquila di San Venceslao, un sottile gioco di rimandi si sussegue tra le pagine evocando suggestioni ed accostamenti e garantendo al contempo quella qualità di immagini e di contenuti che renda l'Annuario un prodotto di livello anche per il suo sfoglio e la sua consultazione on-line.
La seconda prospettiva di narrazione, che è la più ampia e strettamente collegata alla prima, si compone dell'apparato fotografico, accuratamente selezionato per offrire al lettore una panoramica della molteplicità dei compiti che rientrano nelle competenze dei diversi soggetti; a ciò si accompagnano delle descrizioni che entrano nel dettaglio delle tematiche esemplificate. In questo senso, l'Annuario si pone come un testo di approfondimento che mette in luce diverse sfaccettature, anche meno note, dell'offerta culturale del territorio e fornisce allo studioso delle coordinate sulle quali fondare ulteriori ricerche.
Il terzo, e non meno importante filone, riguarda l'aspetto di natura economico-contabile che, per ciascuno dei dieci soggetti facenti capo al Dipartimento, restituisce in forma analitica l'elenco delle attività svolte in corso d'anno, raggruppate per tipologie omogenee, e le risorse finanziarie allo scopo impiegate.

In Appendice, poi, attraverso una serie di sintetici prospetti, l'Annuario intende fornire quei dati che non solo permettano di conoscere l'entità delle risorse finanziarie di cui dispone il comparto cultura dell'Amministrazione provinciale nel suo complesso, ma ne consentano una lettura comparativa tra le singole strutture che lo compongono, al fine di mettere in luce tendenze, progressioni, ambiti di intervento da potenziare. L'analisi viene effettuata partendo da una prospettiva generale di confronto tra le risorse del bilancio provinciale e quelle assegnate al comparto cultura e, arricchendosi di una serie di successive comparazioni, si conclude con uno sguardo alla distribuzione dei pagamenti all'interno del territorio provinciale. Questa scelta consente anche delle successive indagini sulle ricadute economiche che da tali interventi potranno derivare sia in ambito locale, che in una proiezione più ampia.
Completano l'Annuario altre informazioni utili a conoscere l'organizzazione del comparto cultura dell'Amministrazione provinciale, la sua strutturazione interna, le sedi in cui opera nonché la normativa principale su cui la sua attività si fonda.
Si sottolinea inoltre che, proprio in relazione alla sua natura di documento in progress, l'Annuario 2010 presenta già degli arricchimenti rispetto al precedente numero, sotto almeno due punti di vista. Innanzitutto nella proposta di una tematica "unificante" (ma nei prossimi anni potrà essere più d'una) per il Dipartimento che, nel 2010, non ha lasciato dubbi rispetto alla scelta dell'evento cui riservare uno spazio particolare: l'impegno dei diversi soggetti che hanno collaborato al progetto di restauro di Castel Thun, riconsegnato ufficialmente al pubblico il 17 aprile 2010.
Altra significativa novità proposta nel 2010 è la sezione "Uno sguardo sul panorama culturale trentino", con la quale si è voluto offrire al pubblico una "fotografia" del ricco contesto culturale che in provincia ha assunto dimensioni, tratti distintivi e livelli di qualità assolutamente rilevanti. Questo soprattutto grazie all'attività dei molti soggetti pubblici e privati che, con passione e competenza, si dedicano alla promozione ed organizzazione di eventi artistico-culturali. Nell'ambito di tale patrimonio, il corale sforzo di miglioramento di cui si avverte l'esigenza non riguarda tanto la qualità dei singoli tasselli, ma la loro attitudine ad essere ricomposti in un disegno unitario, in un sistema di offerta riconoscibile, completo e facilmente fruibile. Pur nella consapevolezza di non poter restituire un quadro esaustivo dei numerosissimi soggetti promotori della ricchezza culturale che anima il territorio provinciale, l'Annuario fa menzione di alcuni tra essi di particolare rilevanza. Tra essi, ad esempio, i musei non facenti capo direttamente all'Amministrazione provinciale, gli istituti di valorizzazione dei beni e della tradizioni locali, gli ecomusei, le federazioni, le scuole musicali, i soggetti impegnati nella realizzazione dei numerosi festival ed eventi, o in ambito teatrale o, più genericamente, in quel fenomeno che in Trentino ha diffusione notevole e capillare e viene fatto rientrare sotto la denominazione di "associazionismo". Il numero di tali soggetti è davvero elevato, nella sola città di Trento si contano infatti più di un centinaio di associazioni, e molto diversificati sono i settori di intervento in cui essi apportano un prezioso contributo. L'attività che svolgono spazia dall'ambito letterario a quello artistico, dallo storico all'archeologico, da proposte teatrali e cinematografiche alla danza e alla musica esplorandone le diverse espressioni; ma si estende anche alla salvaguardia degli usi e delle tradizioni locali, aprendosi al contempo a linguaggi contemporanei e a sperimentazioni, ad attività di studio, di ricerca e di documentazione sulla cultura, la storia, e la realtà sociale, a finalità di solidarietà sociale, ad aspetti connessi all'assistenza per i migranti trentini e i loro discendenti.
Solo i brevi accenni qui introdotti riescono a restituire un'idea dell'ampiezza e complessità dell'associazionismo culturale presente in Trentino, suggerendo al contempo di riservare a tale fenomeno un'esaustiva pubblicazione a parte, cui il Dipartimento Beni e attività culturali sta già pensando.

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