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Il Libro
Tra l'antefatto e l'epilogo sta l'ex voto che riassume, per il devoto, l'impegno e lo scioglimento,
o la presa d'atto che c'è stato un accadimento che poteva avere conseguenze tragiche, non le ha avute,
e di questo si ringrazia il Santo o la Madonna che si ritiene possano averci messo del proprio.
Quando la devozione era senza incertezze, la medicina senza prospettive, la religione un potente talismano,
le tavole o i segni votivi erano pane quotidiano. Soprattutto nei santuari. Per chi osserva con lo sguardo
furtivo della fretta sembrano racconti naif, piccole storie di un mondo ormai al tramonto. Ma per chi le ha
vissute, queste storie, sono avvenimenti epocali, lo spartiacque fra la malattia e la guarigione, tra la vita
e la morte, tra un "prima" ed un "dopo". C'è chi la chiama casualità, chi "colpo di fortuna" e chi, come coloro
che hanno lasciato memoria sulle pareti dei santuari o della chiesa del villaggio, individua nella soluzione al
proprio problema un intervento di Dio. Ottenuto per il tramite di un Santo o della Madonna alla quale viene lasciato
l'oggetto votivo come segno di ringraziamento. Un tempo erano "racconti" su tavola, pennellati da poveri analfabeti
o da mano d'artista; oggetti legati alla malattia o all'invalidità: grucce o stecche di legno, crocifissi o immagini
sacre debitamente incorniciate. Adesso, e non sembri un paradosso, balaustra ed altari sono stipati di ceri.
Certamente votivi poiché esprimono, con la fiammella accesa, una qualche forma di ringraziamento per una qualche
"grazia ricevuta". Parallelamente, negli ultimi decenni, sono drasticamente diminuiti i dipinti a "svantaggio"
di cuori d'argento, ritagli di giornale, cineserie del sacro e paccottiglia varia. Brutti ex voto per brutte storie
finite bene. La testimonianza di quei "sacri baratti", antichi anche di secoli, pende dalle pareti dei santuari in
mille quadri ed oggetti votivi.
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La documentazione dei voti comunitari riemerge dai "faldoni" degli archivi, segnatamente dagli archivi diocesani
dove ogni iniziativa devozionale di impegno replicato doveva essere comunicata per il prescritto "placet" o
"non placet". Altri impegni si tramandano ancor oggi come tradizione e si perpetuano nelle sagre di paese o nella
sottolineatura di talune date del calendario. "Tante grazie e così sia" ripercorre vicende singole e decisioni
comunitarie, con lo stile collaudato del racconto giornalistico. La storia si fa cronaca, la notizia diventa
approfondimento. I grandi temi: le siccità e le alluvioni, le pestilenze ed i contagi, le guerre e le invasioni
si dipanano in storie di villaggio o drammi personali. Alberto Folgheraiter li descrive ancorandoli ad una robusta
documentazione d'archivio e a ripetuti contatti sul territorio.
L'autore
Alberto Folgheraiter (1952) fa il giornalista alla RAI dove, dal 1979, si occupa di cronaca e di avvenimenti anche minimi della comunità trentina. Dalla sua insaziabile curiosità (ed amore) per la storia minore del Trentino sono nati volumi di fortunato riscontro presso i lettori: La collera di Dio (sulle epidemie di colera nell'Ottocento trentino); I Dannati della Peste (sulle pandemie che in tre secoli devastarono villaggi e popolazioni); I Custodi del silenzio (la storia degli eremiti del Trentino); I Sentieri dell'Infinito (sui santuari della regione); La Terra dei Padri (sugli usi e costumi del Trentino-Alto Adige); I Figli della Terra (completamento del primo volume sui percorsi della memoria).
L'editore
Edizioni Curcu & Genovese
Via Ghiaie, 15 38100 Trento
Tel. 0461/362122 - Fax 0461/362170
www.libritrentrini.it
info@libritrentini.it
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