Il popolo scomparso

Il Trentino, i Trentini nella prima guerra mondiale 1914-1920

A cura di Laboratorio di storia di Rovereto

Nicolodi editore, 2003, 648 pagine, 1260 fotografie in tricromia,
450 in grande formato, euro 60,00


Tre anni di ricerca negli archivi italiani ed europei per un'opera sui trentini e sul Trentino nella Grande Guerra unica completa e imperdibile.
Una storia piccola che riassume in sé la dimensione mondiale e la ferocia di quel conflitto.

Il popolo scomparso 
Il Trentino, i Trentini nella prima guerra mondiale 1914-1920 


A cura di Laboratorio di storia di Rovereto 

Nicolodi editore, 2003, 648 pagine, 1260 fotografie in tricromia,
450 in grande formato, euro 60,00 

La prima guerra mondiale fu per il Trentino un evento che lo scosse fin dalle fondamenta, disperdendone il popolo ai quattro angoli del mondo e sottoponendolo a pressioni e vessazioni inaudite, e trasformandone radicalmente il paesaggio, divenuto terra di contesa e di conquista.
Il Popolo scomparso presenta e narra per la prima volta questa esperienza in tutta la sua complessità e con la messa in campo di tutti i suoi soggetti, concludendo in tal modo il ciclio di ricerca avviato nei primi anni 80 del secolo scorso e finalizzato a togliere dalla storia del Trentino e dei Trentini nella Grande Guerra le incrostazioni ideologiche, le censure, le rimozioni che da sempre l'hanno segnata.
S'è assunto il compito, arduo, di ricostruire questa epopea il "Laboratorio di storia di Rovereto" che da anni (ormai quattordici....) va raccogliendo i frammenti di una memoria sbiadita ed evanescente per ricomporli in un racconto corale che ne restituisca le reali dimensioni, al contempo tragiche e epiche.
Sono occorsi tre anni di ricerca, che ha interessato i più importanti archivi pubblici italiani ed europei e molte collezioni private, per assumere il materiale documentario - più di cinquemila fotografie, di cui 1200 presenti nel libro - che costituisce la trama de Il popolo scomparso, sulla quale si intrecciano, con pari forza evocativa, aperti di diari, lettere, memorie conservati nell'"Archivio della scrittura popolare" del Museo Storico in Trento: le une e le altre orme indelebili, lasciate da chi quell'evento visse e cercò di darne conto e ragione attraverso la scrittura della luce e delle mani.
Il progretto si è realizzato grazie al sostegno organizzativo e finanziario dei due Musei storici di Rovereto e Trento e del Comune di Rovereto, e può offrirsi così, oggi, all'intera comunità trentina come uno specchio identitario dietro il quale scorre il film di un passato che appare lontano e scialbo, ma ancora capace di incidere sulla coscienza collettiva.
Al di là del suo valore civile, Il popolo scomparso, si presenta anche come modello di ricerca storiogarfica e di utilizzo a fini narrativi delle fonti iconografiche e memorialistiche.

La ricerca fotografica 

Il popolo scomparso è il risultato dell'ultimo ciclo di ricerca del Laboratorio di storia di Rovereto. Il lavoro di consultazione degli archivi, di selezione e classificazione dei materiali, di redazione del volume è durato circa tre anni ed ha seguito un percorso che potremmo definire a spirale. All'inizio di essa ci sono le grandi collezioni trentine, quelle conservate presso i Musei storici di Rovereto e Trenta e presso il Laboratorio, da cui è partita la ricerca sulla base di un indice tematico che includeva tutti gli aspetti dell'esperienza di guerra consumatasi in Trentina e vissuta dai Trentini. Contemporaneamente è stata condotta una ricerca bibliografica mirata soprattutto a inventariare materiali fotografici periferici (di paese, di valle) o monotematici (es. la guerra di montagna, i profughi). Incrociando i risultati di questa prima fase, è stato possibile verificare le rilevanze e le assenze, sono stati così via via visionati tutti gli altri archivi pubblici della provincia, altri di rilevanza nazionale (remù, Trieste, Roma), alcuni europei (lnnsbruck, Vienna, indirettamente Mosca), molti privati. Tutti i materiali selezionati (circa cinquemila pezzi) sono pervenuti - in originale o in copia fotografica o su supporto informatico - alla sede del Laboratorio, termine della spirale, dove sono stati inventariati secondo criteri adatti allo scopo, distribuiti per soggetto, e ripetuta mente selezionati fino ad arrivare alle mille fotografie presenti nel libro. Il risultato è una storia a temi. Si è anche riservato uno spazio ad altri materiali - cartoline, stampe devozionali, scritture, oggetti - che per diverse ragioni e in diversi contesti hanno segnato l'esperienza di guerra dei Trentini. Con questo, intendendo 
ricostruire attraverso le immagini quella storia e, nel contempo, abbozzare una storia delle immagini che, nel corso del conflitto, hanno avuto una presenza pervasiva costituendo il tessuto connettivo e la possibilità di rappresentarsi di un popolo scomparso; e i cui significati "irrompono oggi in quelli storici modificandoli profondamente" e disturbando in tal modo il "processo naturale di trasfigurazione del passato". 

Gli autori dei testi 

Tutti i testi che accompagnano le fotografie provengono da diari, memorie, epistolari - in gran parte inediti -conservati nell'Archivio della scrittura popolare (ASP) del Museo storico in Trento. 
L'Archivio è un luogo fisico di raccolta, di conservazione e di studio di testi autobiografici di origine popolare: diari, autobiografie, epistolari, canzonieri, libri di famiglia, ricettari, quaderni di scuola. 
Il nucleo più consistente è costituito dalle scritture relative alla Grande Guerra: 328 unità archivistiche. Sono quadernetti, taccuini a righe o a quadretti, Kriegsnotizen, agende consunte scritte quasi sempre a matita, epistolari di misura e impegno diversi, di soldati di lingua italiana, appartenenti all'Impero austro-ungarico, inviati per la maggior parte sul fronte orientale, o di uomini e donne profughi nelle regioni più interne dell'Impero. 

Sommario

Ando Gilardi - Diecimila volti;
Diego Leoni - Il popolo scomparso;
La ricerca fotografica: gli autori dei testi;
Ai miei popoli: la mobilitazione;
Messi a fuoco: Trentini in armi e in fotografia; 
Sui campi di Galizia; 
Genti di Galizia; 
Il fronte trentino 1: Soldati dell'imperatore, volontari del re, legionari cecoslovacchi, crocerossine;
L'evacuazione; 
Le città di legno;
Profughi in Italia; 
Profughi galiziani;
Lo sguardo ingannatore 1: Enrico Unterveger, fotografo a Katzenau;
I volti dell'internamento;
Al confino;
Internati in Italia;
Prigionieri;
Trentini, prigionieri in Russia;
In Cina;
Genti di Russia e di Cina;
Il fronte trentino 2: Uomini, animali, macchine;
Il popolo degli esquimesi: la guerra in montagna;
I campi del dolore e della morte;
Lo sguardo ingannatore 2: La a fotografia militare del Trentino;
La giustizia in tempo di guerra;
Le requisizioni;
I civili militarizzati;
Bambini; 
Le città: Trento, Rovereto; 
Gli ultimi giorni dell'umanità;
Gli ultimi giorni della guerra;
Paesaggi dopo la battaglia: il ritorno;
Scritture che escono dall'ombra;
Gli oggetti della guerra;
Devozioni.

Gli autori

Quinto Antonelli è responsabile dell'Archivio della scrittura popolare al Museo storico in Trento. Nella sua ampia produzione a stampa si è occupato della formazione del senso comune (Fede e Lavoro. Ideologia e linguaggio
di un universo simbolico,Trento 1981), dell'immaginario folklorico (Storie da quattro soldi, Trento 1988), di storia della scuola e dell'alfabetizzazione (Per una storia della scuola elementare trentina, Trento 1998 e A scuola! A scuola! Popolazione e istruzione dell'obbligo in una regione dell'area alpina secc. XVIII-XX, Trento 2001). Molti dei suoi studi vertono naturalmente sulle scritture "minori" (con Egle Becchi ha curato Scritture bambine: testi infantili tra passato e presente, Roma - Bari 1995) e popolari. Numerosi sono i volumi da lui scritti e curati per le edizioni del Museo storico in Trento.
Diego Leoni ha svolto molte e diverse ricerche sulla storia sociale del Trentino, studiando in particolare le due guerre mondiali. Con Camillo Zadra ha pubblicato La città di legno: profughi trentini in Austria 1915-1918, Trento 1981) e ha curato il volume La Grande Guerra: esperienza, memoria, immagini (Bologna 1986). Con Fabrizio Rasera ha curato Rovereto 1940-1945: frammenti di un'autobiografia della città (Rovereto 1993) e con Quinto Antonelli e Fabrizio Rasera, La città mondo: Rovereto 1914-1918 (Rovereto 1998). Per i tipi del Museo storico ha curato con Patrizia Marchesoni i volumi Le ali maligne, le meridiane di morte: Trento 1943-1945: i bombardamenti (Trento 1995), Lo sguardo del sapiente glaciale: la ricognizione aerofotografica anglo - americana sul Trentino 1943-1945) (Trento 1997) e La macchina di sorveglianza: la ricognizione aerofotografica italiana e austriaca sul Trentino: 1915 - 1918 (Trento 2001).

Il volume è offerto al prezzo scontato di euro 60,00 anziché 70,00 (spese postali incluse) a quanti lo richiederanno all'indirizzo di posta elettronica:

bookshop@museostorico.it 
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