"Rovine - La Valsugana orientale nella distruzione della Grande Guerra"

Circolo Culturale Croxarie, Strigno, 204 pagg., 15 Euro.

 

Con la prima Guerra mondiale non soltanto prende avvio la moderna società industriale e di massa, annunciata dalle trasformazioni dei primi anni del '900, ma si assiste a una forte accelerazione delle tecniche della comunicazione fotogiornalistica. Al reportage di guerra si aggiunge un tema nuovo, la documentazione delle atrocità nei confronti della popolazione civile e delle macerie nei centri abitati squarciati dalle granate. Un bilancio drammatico e una devastante esperienza collettiva per l'Europa. Quasi 10 milioni di morti, intere regioni distrutte, risorse bruciate in quattro anni, uno strascico di odi e rivalità nazionali.
"Rovine - La Valsugana orientale nella distruzione della Grande Guerra", a cura di Attilio Pedenzini, edizioni Circolo Culturale Croxarie di Strigno, raccoglie 142 fotografie, in parte inedite, sugli effetti della Grande Guerra in Valsugana orientale, terra di confine e campo di battaglia fra Impero Austro-ungarico e Regno d'Italia. Le immagini in bianco e nero, messe a disposizione da enti e associazioni (Archivio Storico Fotografico della Provincia, Museo Storico in Trento Museo della Guerra di Rovereto, Sat di Borgo Valsugana) e da singoli ricercatori, sono state impaginate seguendo l'itinerario tracciato da Ottone Brentari, giornalista, insegnante e fervente interventista (1852-1921), nelle sue "Lettere dal Trentino". Dopo aver svolto per conto della Lega Nazionale di Milano, nella primavera del 1919, un'inchiesta sullo stato dei territori redenti, qualche mese più tardi Brentari scrisse diverse lettere a giornali, ministri e parlamentari, per lamentare inefficienze e ritardi nell'assistenza alla popolazione e nell'opera di ricostruzione.

Le tre lettere sulla Valsugana orientale furono pubblicate da "La Perseveranza" di Milano con il titolo emblematico "Il cimitero del Trentino".
"Torcegno, 11 settembre 1919. Il cimitero del Trentino è la povera Valsugana, già così prosperosa, per la feracità del suolo, la bontà del clima, la ricchezza del suo carbone bianco e delle acque salutari di Roncegno e di Levico (per non ricordare le minori), e specialmente per la laboriosità e parsimonia dei suoi abitanti. Ora i paesi di questa valle, specialmente nella sua parte più bassa od orientale, sono ridotti a cumuli di rovine..." I tre scritti, ripresi integralmente nel volume, rappresentano il filo conduttore per la presentazione del materiale fotografico, ripartito in tre sezioni: "Dal Ceggio al Maso" (comuni di Carzano, Telve, Telve di Sopra e Torcegno), "Dal Maso al Grigno" (Scurelle, Spera, Strigno, Samone, Ivano Fracena, Villa Agnedo, Bieno, Ospedaletto, Grigno e la conca del Tesino), "Sulle rive della Brenta" (Novaledo, Roncegno, Borgo e Castelnuovo).
I danni subiti, rapportati al valore attuale, ammontarono a circa 845 milioni di Euro, a fronte dei 2,9 miliardi dell'intero Trentino. La ricerca ha escluso le numerose e più note immagini di operazioni militari, postazioni in alta montagna, armamenti, soldati di entrambi gli eserciti, portando l'attenzione sui centri abitati, muti testimoni dei drammatici eventi.

Vittorio Curzel (da Il Trentino, 30 settembre 2003)

Per saperne di più: www.croxarie.it

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