Copertina


Severino Riccadonna
Ponte Arche, nascita di un paese
Gruppo Ricerca e Studi Giudicariese, Comano Terme. Litografica Saturnia, Trento. 2010
F.to 16,5 x 24, pagg. 352, illustrazioni a colori. Brossura

Finalmente anche Ponte Arche ha la sua "carta di identità"!

La "maggiore età" conseguita al compimento dei suoi primi centocinquant'anni (una storia giovanissima paragonata a quella dei borghi plurisecolari che lo attorniano) esigeva un attestato di maturità. Un riconoscimento delle sue radici, anche se ancora tènere e in formazione. Soprattutto dopo le ultime vicende che hanno visto l'unificazione amministrativa del paese e la sua promozione a capoluogo del nuovo Comune di Comano Terme.
Questa in sintesi la giustificazione del volume: "Ponte Arche, nascita di un paese", frutto delle ricerche del prof. Severino Riccadonna. "Nato" a metà Ottocento con l'erezione del primo edificio (l'antica Osteria alle Arche) lungo la nuova Strada delle Giudicarie, il paese ha avuto uno sviluppo impensabile cogliendo appieno le opportunità offerte dal trovarsi in una posizione strategica, proprio al crocevia tra le direttrici del traffico Sarche-Tione e Riva del Garda-Molveno, e a pochi passi dalla prodigiosa Fonte Termale di Comano.
La storia (non si può non definirla una bella storia), arricchita da un prezioso corredo di immagini d'epoca, passa in rassegna i capitoli di una breve, ma intensa "avventura". Dal radicale mutamento della mobilità valligiana, con l'abbandono dei tracciati in quota, all'erezione, a spese dei comuni giudicariesi, della nuova strada di fondovalle, ragione determinante della nascita del nuovo paese.

Dalle complesse vicende dell'antico "Ponte delle Tre Pievi" che dà il nome al paese (monumento storico di Ponte Arche), al sorgere delle cosiddette "industrie dell'acqua e del fuoco" (mulini, fucine, segherie, tintorie, copère, il forno essiccatoio e la màsera) che hanno dato il via allo sfruttamento della "Busa".
Dallo sbocciare della prima espansione edilizia dovuta, oltre che al nascente fenomeno del turismo, all'istituzione del mercato di animali nello spiazzo vicino al ponte delle tre arche, alla costruzione "autarchica" della chiesa e della "Casa Sociale". Alla fortunata presenza nelle immediate adiacenze del Bagno di Comano ...
La "piccola America", come l'ha definita Roberto Bombarda nell'introduzione, invitando i pontearchesi alla valorizzazione degli elementi identitari del paese (la Strada, il Ponte, la Duina e la Sarca, la Parrocchia ...) che soli fanno di un gruppo di case abitate una vera comunità, ne ha fatta di strada. Da "porto di mare" dove si riversava gente da tutta la vallata e da fuori, di necessità, si è trasformata in un laboratorio di integrazione e di convivenza.

Con un futuro tutto da scrivere.

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