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Italo Campregher Un giovane alla prima Crociata Trento 2005, pp. 600, € 15,00 Le avventure di Andrea, da Calceranica a Conte di Ibelin L'uomo di Biblon Trento 2005, pp. 400, € 15,00 L'avvincente romanzo che anticipa di sette anni "Il Codice Da Vinci" Edizioni Curcu&Genovese Autori ed editori trentini capaci di anticipare gusti e tendenze |
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Un giovane alla prima Crociata
Anno del Signore 1096. Andrea dei Trizi, giovane boscaiolo di Calchedranicae, nominato dal suo Pievano "Cavaliere difensore della Fede", parte alla volta di Gerusalemme con un gruppo di Cavalieri Crociati, incontrati a Tridentum. Coraggioso e temerario, nel viaggio che da Venezia attraverso Costantinopoli ed Antiochia lo porta fino alla Città Santa, colleziona vittorie in battaglia ed amori appassionati. Conquistata Gerusalemme, il giovane cavaliere trentino viene nominato Conte di Ibelin da Goffredo di Buglione. Il matrimonio con una nobile ebrea e la nascita del primogenito consolidano il suo ruolo nella società dell'epoca. Ma la sua indole irrequieta lo porterà a vivere altre avventure sentimentali al di fuori del matrimonio… Dopo il suo ritorno a Venezia, nel 1103, Andrea riabbraccia i suoi cari e diventa, grazie all'eco delle sue imprese in Terra Santa, uno degli elementi di spicco della nobiltà lagunare. Tra storia e fede, amore e passione, un "Giovane alla prima Crociata" restituisce al lettore il sapore di un'epoca che, letta in controluce, svela la sua inaspettata attualità.
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L'uomo di Biblon
Il Dan Brown trentino si chiama Alfonso Lettieri. Avevamo già letto di suo ciò che poi avrebbe scritto Dan Brown in "Codice Da Vinci". Perché se quest'ultimo romanzo porta come data del copyright il 2003, "L'uomo di Biblon" (qui saggiamente ristampato) vide il sigillo del copyright nel febbraio del 1998. Sette anni fa. Sette è numero ricorrente nel "Testamento", e l'uno e l'altro dei due testi fanno riferimento ad una discendenza terrena riconducibile al sangue del Giusto, al "Santo Graal", corruzione di "sang real", sangue reale, ovvero il sangue di Cristo. Quel santo Graal ritenuto (a torto) una coppa, il calice dell'Ultima cena. Altri non fu (non è) che la discendenza diretta del Santo per antonomasia. Qui si innesta, tra ipotesi suggestive, la trama dei due romanzi: le molte similitudini, i differenti percorsi narrativi. E, pur in presenza (non è singolare?) di un identico stile letterario, le medesime conclusioni.
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