Il Magno Palazzo del Cardinale Bernardo Cles
Architettura ed arti decorative nei documenti
di un cantiere rinascimentale (1527-1536)

Luca Gabrielli

Società di Studi Trentini di Scienze Storiche, Collana di Monografie, LXIV, Trento, 2004, 520 pp., 133 illus. Introduzione di Howard Burns.


Il primo studio unitario sul Magno Palazzo che spazia tra arte, architettura, storia, botanica per presentare "un'opera d'arte totale"

Il volume prende in esame le vicende di fabbrica del cosiddetto Magno Palazzo, la sontuosa dimora eretta dal principe vescovo di Trento Bernardo Cles fra il 1527 e il 1536, immediatamente a ridosso dell'antico castello del Buonconsiglio a Trento.
   Scopo principale del lavoro è tentare una valutazione complessiva di un cantiere oggetto di molteplici indagini specialistiche fra Otto e Novecento, ma che ancora attendeva di essere letto come vicenda unitaria: Howard Burns, nella presentazione che apre lo studio, parla opportunamente di una "storia unita" in cui l'architettura, le arti plastiche e pittoriche, e financo le arti suntuarie, insieme alle meraviglie botaniche e idrauliche dei giardini e delle fontane, si intrecciavano per dare luogo ad una grandiosa "opera d'arte totale" ben rappresentata dalle vivide testimonianze letterarie dell'epoca.
   Un episodio artistico così rilevante traeva origine dalla forte personalità del committente nonché dal singolare sviluppo dell'architettura a Trento durante il primo trentennio del Cinquecento, nel segno di una riscoperta dell'antico attraverso le forme del costruire e del decorare; allo stesso tempo, si fondava su un solido impianto gestionale-amministrativo rappresentato dalle figure dei soprastanti alla fabbrica, dei contabili e degli architetti. A questi temi sono dedicati i primi due capitoli dello studio.
   All'esame dell'involucro architettonico sono rivolti i successivi due capitoli, rispettivamente all'indagine del primo progetto, stilato nel 1527, e all'analisi della costruzione condotta - con significativi ripensamenti ed ampliamenti di cui tuttora si possono leggere i segni - fra il 1528 e il 1530. In coerente continuità con una scatola muraria pienamente aggiornata rispetto al linguaggio formale del Rinascimento italiano a cavallo fra Quattro e Cinquecento, nel biennio 1531-32 si svilupparono gli interventi decorativi sulle volte, sulle pareti e sui soffitti del palazzo, condotti da molteplici squadre di artisti richiamati dal variegato mondo delle corti italiane o dalle floride città mercantili d'Oltralpe: ecco dunque, nel quinto capitolo, i nomi illustri di Battista Covo, Lorenzo Leonbruno, Domenico Aimo da Varignana, Vincenzo Grandi, Dosso e Battista Dossi, Gerolamo Romanino, Marcello Fogolino, Bartholomaus Dill Riemenschneider.

Seguì, fra 1533 e 1535, l'allestimento degli arredi mobili e dei giardini, esaminato nel sesto capitolo. L'ultima parte del lavoro intende mostrare come l'insieme dell'edificio e dei suoi adornamenti si ponesse in diretto rapporto con i grandi modelli architettonici italiani, come i palazzi vaticani e le ville di Roma, o le grandi dimore dei signori di Urbino, Ferrara e Mantova, ma allo stesso tempo, grazie agli evidenti influssi derivati dalle terre tedesche e fiamminghe, esercitasse da subito un fortissimo ascendente sulla committenza dei signori d'Oltralpe (emblematico in tal senso l'episodio del "palazzo italiano" a Landshut, in Baviera).
   L'intero lavoro poggia su apparati di corredo quali le illustrazioni che accompagnano ciascun capitolo, i rilievi dell'edificio in pianta e in alzato, e soprattutto un regesto ricco di oltre trecento documenti, quasi tutti trascritti, che offre al lettore - per la prima volta in un unico volume - tutte le fonti attualmente disponibili sulla costruzione del Magno Palazzo.
   Ai documenti già pubblicati nel secolo scorso, in più punti rivisti e corretti, si aggiungono l'edizione di stralci di documenti mai pubblicati integralmente, e soprattutto un'ampia selezione di inediti che aiutano a chiarire alcuni passaggi decisivi delle vicende di realizzazione.
   Grazie ai rigorosi criteri di edizione adottati tale corpus documentario si propone come un campo aperto non solo alla ricerca erudita, ma anche alla curiosità del lettore comune, che nei desideri di grandezza del committente Bernardo Cles, o nell'impegno profuso da parte di soprastanti e maestranze, potrà ravvisare le testimonianze vive e toccanti della più splendida stagione del Rinascimento trentino.

Il volume verrà presentato il 21 ottobre 2005 al Castello del Buonconsiglio

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