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L'oreficeria d'Oltralpe in Italia
Atti della giornata di studi


a cura di Daniela Floris

Trento, Provincia Autonoma di Trento - Soprintendenza per i Beni storico-artistici, 2007
(Beni Artistici e Storici del Trentino. Quaderni 14).
189 p. Ill. 28 cm. Euro 15,00

Si affronta il tema della diffusione di manufatti di oreficeria, prodotti a nord delle Alpi e in particolare in Baviera, lungo l'intera penisola italiana a partire dal XIII e fino al XIX secolo.

Il presente volume - che raccoglie gli atti del convegno L’oreficeria d’Oltralpe in Italia, tenutosi a Trento il 18 aprile 2005 - affronta il tema della diffusione di manufatti di oreficeria, prodotti a nord delle Alpi e in particolare in Baviera, lungo l’intera penisola italiana a partire dal XIII e fino al XIX secolo. Il seminario di studi è nato dalla necessità di approfondire la portata della presenza di oggetti orafi non solo nell’area trentina, regione tradizionalmente ‘vocata’ ad essere snodo di scambio tra il mondo italiano e tedesco, ma anche nella gran parte degli altri territori degli antichi stati italiani. Ciò non può non destare sorpresa, dal momento che la storiografia più conservatrice ha sempre insistito sulla unidirezionalità dei rapporti artistici tra l’Italia e il resto d’Europa, come se il primato artistico italiano non potesse prevedere la penetrazione di manufatti d’arte di altra provenienza. I saggi raccolti in questo volume dimostrano inequivocabilmente che è esistita una rete di diffusione artistica non solo molto ampia, ma anche priva di pregiudiziali sia culturali che confessionali. In altri termini il manufatto artistico ha una capacità di circolazione così vasta e capillare che non può essere messa a confronto ad esempio con quella della stampa, soggetta ad una marcata azione censoria. Questo passaggio delle opere d’arte da contesti apparentemente così lontani è ovviamente favorito da una struttura socio-culturale molto ben articolata.
Non è solo merito dei rapporti personali tra membri della stessa bottega o della medesima famiglia, ma anche grazie ai flussi commerciali collegabili a precisi orientamenti di gusto; e ancora in virtù di migrazioni temporanee o definitive di maestranze straniere, spesso agevolate da connazionali che già avevano impiantato le loro attività in un determinato centro; non da ultimo bisogna ricordare anche il ruolo di singoli episodi di collezionismo, come quello di Niccolò Perotti da Sassoferrato.

Questi i saggi contenuti nel volume:

- Maria Concetta di Natale, I gioielli dell'imperatrice Costanza e la nuova esposizione della corona nel tesoro della cattedrale di Palermo

- Paola Venturelli, Orafi e oreficerie tedesche a Milano. Dati d'archivio e opere nei secoli XIV-XVI

- Claudio Strocchi, I Padri domenicani di Santa Maria Novella e Giovan Guglielmo Petres, orefice fiammingo e argentiere todescho sul Ponte Vecchio

- Franco Buggero, Ambra Giacobini, Argentieri alemanni a Genova nel XVII secolo

- Leo Andergassen, Arte orafa augustana nei tesori delle chiese dell'Alto Adige

- Michela Villotta, Le oreficerie sacre provenienti da Augsburg catalogate in Friuli Venezia Giulia

- Giovanni Borraccesi, Oreficerie tedesche e austriache in Puglia

- Annette Schommers, Opere dell'arte orafa di Augsburg a Gandino

- Melanie Thierbach, Franz Taddhäus Lang. Vita ed opere con particolare riguardo alle suppellettili liturgiche nella provincia di Trento

- Daniela Floris, Argenti di gusto storicista in Trentino

- Gabriele Barucca, Oreficerie d'Oltralpe nelle Marche: dai reliquiari di Nicolò Perotti ai doni di Pio IX.

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