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Luca Ciancio

Le colonne del Tempo

Il “Tempio di Serapide” a Pozzuoli nella storia della geologia, dell’archeologia e dell’arte (1750 - 1900)

Edifir Edizioni Firenze, 2009, pagg. 342, euro 35

L’opera ricostruisce la fortuna culturale del Macellum romano di Pozzuoli, un sito archeologico e naturalistico che tra Settecento e Ottocento godette di una vasta notorietà internazionale. I fenomeni di erosione marina cui era soggetto da un lato, l’inedita tipologia architettonica dall’altro, suscitarono l’interesse di geologi, archeologi e artisti e diedero luogo a un intenso dibattito che comportava un costante confronto tra forme diverse di conoscenza. Dunque, oltre a mostrare l’importanza del ‘Tempio’ per l’affermazione di nuove concezioni del mutamento sia nella geologia che nella storiografia, il volume intende esplorare le modalità dell’interscambio teorico e metodologico tra le discipline. A tale scopo è stato necessario superare i tradizionali approcci settoriali (storico-naturale, archeologico, artistico) per costruire una storia multidisciplinare del sito che ne evidenziasse l’esemplarità in quanto occasione di dialogo tra i saperi.

Luca Ciancio

(Rovereto 1957); docente di “Storia della Scienza” all’Università di Verona, accademico degli Agiati. I suoi ambiti disciplinari sono finalizzati all’approfondimento della storia delle scienze naturali tra Settecento e Ottocento in relazione anche alle implicazioni politiche e religiose che queste hanno avuto nella società. Al centro delle sue attività di ricerca vi è il problema dei rapporti tra scienze della natura, scienze della storia e forme della rappresentazione visiva nella convinzione che una storiografia più attenta alla complessità dei suoi oggetti possa contribuire al superamento dell’artificiosa contrapposizione tra sapere “scientifico” e cultura “umanistica”.

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