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La Grotta d'Ernesto venne
alla luce casualmente nell'autunno 1983 in occasione di sterri per la costruzione della
strada forestale di Val d'Antenne, nell'angolo nord-orientale dell'Altopiano dei Sette
Comuni (Grigno, prov. di Trento). E' situata a 1130 metri s.l.m., ai margini orientali
della vasta piana della Marcèsina, che ha restituito tracce di numerosi insediamenti
della fase recente dell'Epigravettiano (cultura del tardo Paleolitico Superiore italiano),
datati attorno a 11000-12000 anni dal presente.
Le ricerche alla Grotta di
Ernesto hanno evidenziato una frequentazione episodica della cavità da parte di gruppi
umani preistorici testimoniata nella Sala del Focolare da un gran numero di ossa di
stambecco e di cervo (alcune con tracce di scarnificazione), da piccoli strumenti in selce
usati per la caccia (microliti) e da un focolare costruito con pietre accostate e
contenente frammenti di ossa bruciate. La Sala del Focolare si trova a 15 metri
dall'ingresso attuale, dopo una zona atriale e un corridoio d'accesso; presenta ancora
visibile l'antico piano di calpestio preistorico, parzialmente concrezionato.
Nella Camera della Torcia,
situata nella parte più interna della Grotta, sono stati rinvenuti un esteso livello
caratterizzato da resti di tizzoni e numerose ossa appartenenti
ad uno stesso esemplare di
Orso bruno. Su un elevato numero di tali resti faunistici sono presenti evidenti tracce di
azione di denti di carnivori, mentre le tracce di azioni umane (macellazione,
fratturazione, bruciatura) sono limitate a poche ossa.
Dal momento che l'ingresso
alla grotta fu ostruito subito dopo l'occupazione preistorica, i materiali archeologici si
sono mantenuti praticamente intatti: in alcuni punti essi sono stati ricoperti o inglobati
da concrezioni carbonatiche che ne hanno favorito la conservazione; essi inoltre sono
stati rinvenuti nella stessa posizione in cui furono abbandonati migliaia di anni fa.
L'occupazione preistorica della Grotta d'Ernesto risale a circa 7.000 - 8.000 anni a.C., cioè ad una fase finale del Paleolitico superiore (35.000 - 8.000 a.C.) e a quelle iniziali del Mesolitico.
E' questo il momento in cui giunge al termine l'ultimo periodo glaciale (glaciazione di Würm), iniziato circa 80.000 anni fa, e si instaura un clima più temperato. L'attribuzione della presenza umana nella grotta a questo periodo è stata resa possibile oltre che dallo studio dei materiali archeologici anche grazie alle datazioni radiometriche ottenute con l'analisi del C14 su alcuni carboni del focolare.