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Gli atti ufficiali del Concilio di Trento
si trovano presso l’Archivio Vaticano di Roma.
Per un approccio all’esperienza conciliare diverso da quello tradizionale,
ma comunque di indubbio valore storiografico, si consiglia la consultazione
dell’opera di Paolo Sarpi, “Istoria del Concilio tridentino”,
pubblicata a Londra nell’anno 1619. Il lavoro di Sarpi, brillante
ed originalissimo sia nei contenuti che nello stile, più che affrontare
le argomentazioni dogmatiche nella maniera tradizionale, arricchisce la
narrazione degli eventi che animarono il Concilio di Trento con un personale
atteggiamento critico verso il papato e una concezione della Chiesa decisamente
diversa da quella uscita dall’intera vicenda del Concilio. Pur sacrificando
a volte l’obiettività storica e la capillarità nell’analisi
dottrinale delle questioni, l’opera del teologo veneziano ha ancora,
a distanza di quasi quattrocento anni, un fascino del tutto particolare,
che ne rende la lettura assai scorrevole ed in alcuni tratti avvincente.
Frequenti richiami alla storia della diocesi di Trento e del principato
tridentino utili per comprendere il contesto politico e religioso nel quale
avvennero le vicende del Concilio, si possono trovare nella rassegna di
biografie
dei vescovi di Trento, pubblicata in Trentinocultura.net
Il percorso espositivo del museo
Diocesano tridentino presenta un'interessante sala dedicata al Concilio di Trento.