L'Autonomia prima della guerra di Armando Vadagnini

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Durante tutto l'Ottocento e fino allo scoppio della prima guerra mondiale, nel Trentino si fecero sempre più insistenti le richieste di un'autonomia provinciale, giustificata principalmente da due motivi: in primo luogo dalla volontà di difendere la propria identità nazionale e in secondo luogo dall'esigenza di favorire lo sviluppo economico della provincia.

Dopo il crollo dell'impero napoleonico, il Trentino era stato inserito nella Contea principesca del Tirolo assieme al Tirolo del Sud, al Vorarlberg e al territorio tirolese vero e proprio. Una certa autonomia era stata mantenuta, sia per quanto riguardava l'elezione dei rappresentanti locali alla Dieta tirolese, sia soprattutto nelle amministrazioni comunali. Ma questo non bastava. I trentini si sentivano discriminati dal governo tirolese, sia per lo scarso peso numerico dei propri rappresentanti all'interno dell'assemblea regionale, sia per il mancato sostegno da parte del governo tirolese alle attività economiche locali.

La maggioranza dei trentini, in verità, non chiedeva il distacco del Trentino dall'Austria, anzi la popolazione locale e soprattutto quella delle valli si dimostrò per lo più devota alla Casa d'Asburgo e all'imperatore Francesco Giuseppe. Ciò che invece i trentini chiedevano era il rispetto delle proprie caratteristiche nazionali (della lingua, della cultura, della vita sociale ecc.), essendo ben consapevoli di costituire una minoranza all'interno della monarchia plurinazionale asburgica.

Questo motivo, che in passato forse venne troppo accentuato dalla storiografia, sta alla base di molti interventi di uomini politici trentini e di episodi assai significativi.

Si può ricordare, ad esempio, il vibrante discorso tenuto il 12 agosto 1848 all'Assemblea Costituente di Francoforte dall'abate Giovanni a Prato, in cui si chiedeva l'autonomia per il Trentino secondo motivazioni di tipo nazionale, essendo i due Circoli di Trento e di Rovereto "in tutto e per tutto italiani". Si aggiungeva poi la richiesta del distacco del Trentino dalla Confederazione germanica e la separazione del Trentino dal Tirolo tedesco.

Questa forte perorazione, tuttavia, venne respinta. Ma nello stesso anno in varie parti del Trentino erano sorte iniziative popolari, con la raccolta massiccia di firme per il distacco del Trentino dal Tirolo, secondo lo slogan Los von Innsbruck ("Via da Innsbruck"). La "Protesta" firmata da 5 mila trentini il 19 maggio a Calliano, il "Memoriale" sottoscritto da 3 mila trentini e consegnato nel settembre dello stesso anno al commissario governativo Luigi Fischer e, infine, la "Petizione" inviata nello stesso mese all'Assemblea Costituente dell'Impero con in calce ben 46 mila firme di trentini, sono documenti assai significativi per capire la volontà dei trentini di staccarsi da Innsbruck e di costituire una provincia autonoma a tutela delle proprie caratteristiche nazionali, senza per questo motivo spingersi fino alla richiesta di distacco dall'Austria.

Nella seconda metà dell'Ottocento la lotta dei trentini per l'autonomia diventò anche lotta per realizzare il decentramento delle risorse economiche. Il problema era quello di poter usufruire di tutti i benefici e sussidi economici che Vienna concedeva ai vari Lànder. Dalla situazione in cui si trovava, il Trentino traeva vantaggi piuttosto esigui perché i contributi economici venivano distribuiti in maniera diseguale fra Tirolo e Trentino. Da qui le lamentanze di molti trentini, come ad esempio il liberale Vittorio de Riccabona e il cattolico Enrico Conci, secondo il quale la questione dell'autonomia poteva essere in definitiva considerata come la "questione del mio e del tuo", volendo con questo condannare la sperequazione seguita dal potere pubblico nel sostenere l'economia del Trentino e quella del Tirolo.

Queste lamentanze si fecero più forti soprattutto a cavallo dei due secoli, quando nel Trentino si verificarono condizioni propizie per lo sviluppo economico, che interessò soprattutto i settori dell'agricoltura e dell'industria manifatturiera, dei lavori pubblici e del turismo.

Dagli anni Settanta in poi, inoltre, vennero stesi anche vari progetti organici di autonomia, che impegnarono le energie migliori del gruppo dirigente trentino del tempo. Questi progetti, pur con varie sfumature, si ispiravano a una visione ragionevole del problema, nel senso che si rivendicava l'autonomia amministrativa per il Trentino e la divisione della Dieta di Innsbruck in due sezioni.

Il progetto forse più complesso ed elaborato fu quello dei deputati tirolesi Karl von Grabmayr e Theodor Kathrein, al quale portarono il loro contributo anche i trentini Luigi Brugnara e Enrico Conci. Le novità presenti in quel progetto non erano poche. In sostanza la Dieta regionale tirolese rimaneva unita, conservando competenze sulle materie di rilevanza generale, mentre invece per i problemi locali era previsto lo sdoppiamento in due sezioni - una tedesca, l'altra italiana - con piena autonomia negli affari comunali, economici e scolastici.

Il progetto fu presentato a più riprese nelle sedute della Dieta tra il 1900 e il 1902, ma non trovò vento favorevole sul proprio cammino, anzi la Dieta venne chiusa d'autorità proprio per impedire che fosse approvato; questo grave gesto suscitò forti proteste da parte dei deputati trentini e rafforzò la tattica dell'ostruzionismo ad ogni ripresa dei lavori parlamentari.

Tuttavia proprio quel progetto, secondo lo storico Silvio Furlani, rappresenterà nel secondo dopoguerra il modello cui si ispirerà il primo statuto dell'autonomia speciale del 1948.

Armando Vadagnini, storico

Bibliografia essenziale

S. Furlani, Il modello storico dell'autonomia della regione Trentino-Alto Adige, "Storia e politica", XIII (1974) n. I-II.

R. Schober, La lotta sul progetto d'autonomia per il Trentino degli anni 1900-1902 secondo le fonti austriache, Trento, Società di Studi Trentini di Scienze Storiche, 1978.

S. Benvenuti, L'autonomia trentina al Landtag di Innsbruck e al Reichsrat di Vienna. Proposte e progetti, 1848-1914, Trento, Società di Studi Trentini di Scienze Storiche, 1978.

ID., La richiesta del Trentino di un'autonomia separata dal Tirolo tedesco dal 1848 al 1914, in Atti del Convegno storico - giuridico sulle autonomie e sulle minoranze a cura di M. Garbari, Trento, Temi, 1981.

R. Schober, Storia della Dieta Tirolese 1816-1918, Trento, Centro Stampa della regione Trentino-Alto Adige, 1987.

A. Vadagnini, Quarant'anni e otto secoli. Profilo storico dell'autonomia nel Trentino, Trento, Provincia autonoma, 1993.

G. Faustini, Storia dell'autonomia del Trentino-Alto Adige. Mille anni di incontri/scontri con il Tirolo, Trento, Publilux, 1995.

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