"Memoria della mia malattia riccevuta in guera nella Galizzia contro la Russia il I novembre 1914"
dal diario di Giulio Cimadom
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"...La sera a notte abbiamo dovuto dare il cambio alla 5 compagnia che era accampata da 2 giorni a circa 50 metri di distanzza da noi. E mangiare? che era 3 giorni che mangiavamo patate sole! Però prima di partire abbiamo riccevuto un pezzetino di carne freda assieme a un cucchiaio di minestra ancora più fredda, per dopo stare altri 2 giorni anche senza patate. Come descrivervi quella notte? Non posso altro che dire sempre in piedi guardare in faccia al nemico che non venga avanti e sparare un colpo ogni minuto mentre il nemico ne sparava almeno cento al minuto. Finalmente la notte è passata ma aimè!
Al mattino mi aspettava il cambio, in una posizzione descoperta e più freda. Venuto l'ora viene il comandante della mia squadra e comincia uno fino al sei e poi ne conduce al posto destinato. Era una posizione piutosto pendente che a guardare il nemico bisognava guardare in giù. Abbiamo dovuto restare la 2 giorni e due notti a un vento freddo e potentissimo. Mi ricordo che uno è statto ferito da uno shrapnell alla fronte fortunatamente era ligiera lò fasciato proprio io poi è andato ad anunciarsi. Noi se abbiamo voluto stare in piedi abbiamo dovuto sfidate le palle che continuava senza tregua, e per lo più li shrapnell per andare in cerca di patate e l'acqua era più sporca che una latrina. Con quel buon mangiare a mè mi à cominciato subbito la diarea, così potente che credevo di non poter rittirarmi. Quando è venuto l'ordine che viene datto il cambio era proprio il primo di novembre di sera. Siamo appena adagiati che i chiama che tutta la compagnia quella notte deve sempre preparata, cioè il cosi detto paraisof.
Mi annuncio al nostro capo che vado alla visita, non posso resistere più, mi dice che prenda la mia canistra ed arma e che vada, non me lo fò dire due volte prendo i miei atrezzi e parto. (Ecco in che maniera ha principiato la mia malattia) Era circa le otto del 2 novembre.
Dunque come che ho detto mi invio in cerca del medico per farmi visitare, per seccurezza mi tengo nella trincea fatta il giorno avanti dai zappatori, ma circa 500 passi in giù era terminata, devo salire al descoperto, però le pale di sciopo non si sentiva.
Continuo la strada e mi tengo a sinistra dove si scorgeva delle case, e dietro alla via pensava la ce deve essere la sanità.
Arivo viccino a una chiesetta che, anzi devo fermarmi per l'effetto delle mia malatia passo davanti alla chiesa e guardo dentro, se avesse visto!
non si scorgeva che appena un immagine della Madonna e del resto era tutta gombra di mobili di quelle povere famiglie che anno dovuto partire per i stragi della guerra.
Doppo detto un ave continuo la mia strada ma fatti apena pochi passi mi reccapita una canonata proprio vicino oh Dio!
Il sangue mi si gela dalla stremida, vado avanti me ne reccapita 4 cinque affila, lascio pensare a voi in che statto si trovava il mio cuore, a pensare che scampavo ammalato per andare in cerca dell'ospitale.
Quando Iddio a voluto dopo girato 4 o 5 case oh trovato la sanità. Vado avanti e mi presento al medico, lei natturale, mi demanda a casa ai?
Vado di corpo sangue e tanto lei mi risponde con quella voce da uomo senza cuore, si si, fuori il cuchiaio e mi da mezo cuchiaio di medicina amara e mi risponde va alla compagnia,
pensate voi in quello stato che mi trovavo! credevo di morire all'istante".
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