La prima guerra mondiale in Trentino
Didascalie, la rivista della scuola trentina, 3 aprile 1998

* sono stati riproposti gli articoli che Gorfer scrisse trent'anni fa per Il "Trentino"

 
Il dramma del Trentino di Aldo Gorfer*

Delineare, anche se a larghissime tracce, la storia del Trentino durante la prima guerra mondiale, è cosa difficile e fascinosa allo stesso tempo. Non perché manchino le fonti dirette e indirette - la letteratura è infatti ricchissima e può confortarci la viva voce dei testimoni - piuttosto per un senso di angoscia che prende noi moderni dinanzi alle devastazioni di una guerra per molti versi "totale", seppure sia stata definita l'"ultima guerra cavalleresca"...



L'Autonomia prima della guerra di Armando Vadagnini

Durante tutto l'Ottocento e fino allo scoppio della prima guerra mondiale, nel Trentino si fecero sempre più insistenti le richieste di un'autonomia provinciale, giustificata principalmente da due motivi: in primo luogo dalla volontà di difendere la propria identità nazionale e in secondo luogo dall'esigenza di favorire lo sviluppo economico della provincia. Dopo il crollo dell'impero napoleonico, il Trentino era stato inserito nella Contea principesca del Tirolo...



Le trattative diplomatiche di Maria Garbari

L'attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914 contro l'arciduca ereditario Francesco Ferdinando costituì per l'Austria l'occasione di risolvere definitivamente la questione della Serbia. Dopo uno scambio di pareri con il governo di Berlino, il consiglio dei ministri austriaco decise di inviare alla Serbia un ultimatum durissimo, tale da costringere Belgrado a respingerlo. L'ultimatum venne comunicato al governo italiano, che non era stato preventivamente consultato come avrebbe imposto il trattato della Triplice alleanza, solo il 24 luglio, un giorno dopo l'avvenuto inoltro alla Serbia...



Il grande esodo del 1915 di Aldo Gorfer*

Il 22 maggio del 1915 il Trentino fu protagonista di quel tristissimo spettacolo delle folle cacciate dalle case da eventi più grandi di loro, e costrette all'esilio senza la speranza di un immediato domani, spettacolo che da allora, con tragica frequenza si ripeté nell'Europa e nel mondo. E' il cupo quadro della guerra moderna che al diritto di sacco dei capitani di ventura ha sostituito l'assolutismo militare, e qualche volta anche politico...



Le città baracche di Aldo Gorfer*

L'ordine di evacuazione delle famiglie "fortezza" di Trento non sufficientemente approvvigionate, gettò lo sgomento in città esaltando la cupa atmosfera di guerra che da qualche giorno vi regnava. Il Trentino era improvvisamente diventato fronte. Al pari della Galizia dove morivano come le mosche. Il 25 maggio 1915, destinazione Jicin, in Boemia, partirono le famiglie della parrocchia di S.Maria Maggiore, Piedicastello e la Vela...



 

I personaggi di Rodolfo Taiani

Brevi note sui personaggi politici e militari coinvolti nella I Guerra Mondiale...



Profughi in Italia di Manuela Broz

Una completa panoramica sulla situazione del Trentino durante la Grande Guerra implica alcune considerazioni anche sui profughi in Italia, ossia sui Trentini che trovandosi in quelle zone di confine occupate militarmente dalle truppe italiane già nel maggio 1915, all'aggravarsi delle situazioni belliche, furono costretti dalle autorità italiane ad abbandonare le loro case e a sfollare verso il Regno d'Italia...



Katzenau, la landa dei gatti di Aldo Gorfer*

Katzenau significa "landa dei gatti". Più esattamente, con pittoresco vocabolo trentino "ischia" (dei gatti), vale a dire terreno sabbioso incolto e piatto lungo un fiume dalle intemperanze del quale ha preso origine. Perché quel luogo in riva destra del Danubio, di fronte alle colline verdi che si affacciano da settentrione, sia stato così appellato, non sappiamo...



I giorni della guerra di Sergio Benvenuti

Cronologia essenziale dei quattro anni di guerra...



Sul fronte della Galizia di Gianluigi Fait

Il senso comune storiografico ha lungamente identificato la Grande Guerra con i fronti occidentale e italiano - Verdun e la Somme, il Piave e il Carso - luoghi simbolo, per noi contemporanei, della guerra moderna e dei suoi protagonisti. Ci furono altri fronti, tuttavia, sui quali si combatterono sanguinose e decisive battaglie: il fronte balcanico, ad esempio, ma soprattutto quello orientale, che si estendeva dal Baltico al mar Nero, lungo il quale - tra il 1914 e il 1917 - si scontrarono gli eserciti austro-ungarico, tedesco e russo...



Dal diario di Giulio Cimadom

"...La sera a notte abbiamo dovuto dare il cambio alla 5 compagnia che era accampata da 2 giorni a circa 50 metri di distanzza da noi. E mangiare? che era 3 giorni che mangiavamo patate sole! Però prima di partire abbiamo riccevuto un pezzetino di carne freda assieme a un cucchiaio di minestra ancora più fredda, per dopo stare altri 2 giorni anche senza patate. Come descrivervi quella notte?...



Prigionieri trentini in Russia di Armando Vadagnini

"Nel luglio 1914 fra Austria-Ungheria e Serbia nacque un diverbio e il 3 agosto si intimarono guerra (ultimatum) e così il giorno 4 agosto 1914 scoppiò la guerra fra questi due Stati, poi seguirono pure gli altri, allora l'Austria pensò di fare la mobilitazione generale". Chi scrive non è uno storico né un letterato, ma Alfonso Cazzolli, operaio tipografo di Tione, nato nel 1887 e morto nel 1969. Allo scoppio della prima guerra, come moltissimi altri giovani trentini, fu arruolato nell'imperial-regio esercito e mandato a combattere sul fronte orientale, cadendo ben presto prigioniero dei Russi...



Gemma Guerrieri Gonzaga di Patrizia Marchesoni

Durante la prima guerra mondiale vi fu un personaggio trentino che ebbe un ruolo non secondario nelle vicende umane e nel destino di molti dei soldati trentini arruolati nell'esercito austriaco che, mandati a combattere sul fronte orientale sui campi della Galizia e della Volinia, erano caduti prigionieri dell'esercito russo...



Le donne nella grande guerra di Rita Cimadom

Se qualcuno pensa che le donne abbiano semplicemente e passivamente subito i rigori della grande guerra nel Trentino martoriato, evidentemente non conosce la storia. Tante sono le figure brillanti che escono da uno scenario di fame, di stenti ma di enorme orgoglio ed impegno...



I "Battaglioni neri" in Siberia di Renzo Francescotti

Agli inizi del 1918, all'interno dell'URSS creata dalla Rivoluzione d'ottobre, cominciò lo sbarco di truppe inglesi, giapponesi e americane nel nord del Paese (Murmansk e Arcangelo) e nell'estremo Oriente (Vladivostock). Secondo la versione ufficiale l'intervento alleato era giustificato per impedire l'espansione vittoriosa dei tedeschi; in realtà ciò che preoccupava gli alleati era il pericolo dell'espansione della rivoluzione sovietica...



Cesare Battisti di Rodolfo Taiani

Condensare in poche righe la vita di Cesare Battisti non è impresa facile sia per l'importanza del personaggio in sé sia per la complessità del periodo nel quale egli visse. Eroe, martire e apostolo sono stati gli aggettivi più utilizzati e spesso abusati per indicarlo, ma questi termini di fatto non rendono giustizia alla ricchezza del personaggio...



Volontari trentini nell'esercito italiano di Miria Manzana

In questa ricerca mi sono occupata di una esigua minoranza di soldati trentini: quei seicentocinquanta uomini che nel maggio 1915 si presentarono ai Comandi Militari Italiani per essere arruolati nell'esercito regolare italiano. Ad essi, nel corso della guerra, se ne aggiunsero altri cento-centocinquanta; per cui si può dire che i volontari trentini nel Regio Esercito furono circa ottocento...



Gianni Caproni

Gianni Caproni nasce a Massone d'Arco nel 1886 e muore a Roma nel 1957. Laureato in ingegneria civile all'Università di Monaco, si specializza in elettrotecnica all'Istituto Montefiori di Liegi. Comincia in Belgio la sua avventura nell'aeronautica, ma il primo aereo vero di Caproni nasce nella sua casa a Massone...



Cronaca dal fronte trentino di Giuseppe Ferrandi

La lettura di uno fra i più celebri libri di memorie sulla Grande guerra, quello scritto dal tenente austriaco Fritz Weber, dimostra quanto sia storicamente inaccettabile una ricostruzione delle vicende di quella guerra risolvendo l'immane tragedia in una mera cronaca di battaglie, di rovesciamenti di fronte, di strategie e di tattiche militari...



Cecoslovacchi sul Doss Alto di Graziano Riccadonna

Durante la Grande Guerra comincia a risvegliarsi nelle popolazioni ceche e slovacche il sentimento di autonomia e di indipendenza, prima che di appartenenza, in funzione anticentralistica e quindi antiimperiale. L'interesse per i problemi boemi e slovacchi acquista spessore con lo sviluppo della guerra e anche la politica italiana se ne occupa...



I forti austriaci in Trentino di Gian Maria Tabarelli

I circa cinquanta forti austriaci del Trentino nacquero per la necessità dell'Austria di rafforzare il confine con l'Italia dopo la perdita del Lombardo Veneto. Si possono raggruppare in gruppi omogenei, secondo la loro dislocazione sul territorio, oppure secondo la data di costruzione, visto che il rafforzamento dei confini è stato condotto in tre ondate successive: attorno al 1860 la prima, attorno al 1890 la seconda, e negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale...



La fine di un Impero di Aldo Gorfer*

Il 1918 si annunciò con tempo avverso, all'insegna di nuovi clamorosi arresti e del presuntuoso ottimismo delle sfere borghesi-militari degli Imperi centrali. Chiuse nelle loro torri d'avorio, incapaci, per vanagloria e mentalità chiusa, di intuire la frattura che stava spalancandosi tra vecchio e nuovo, codeste sfere si cullavano nell'illusione di poter fermare il mondo...



L'entrata delle truppe italiane a Trento

- il bollettino della vittoria - fotografie...



L' armistizio

- fotografie...



I militari trentini caduti in guerra di Aldo Miorelli

Ci si può legittimamente chiedere come mai solo recentemente siano state calcolate le perdite militari trentine della grande guerra. Naturalmente un conteggio più preciso di quei morti, sarebbe stato più facile negli anni a ridosso della guerra, ma ciò, in un Trentino inserito nel nesso statuale dei vincitori, fu esplicitamente proibito a chi si accingeva a farlo...



L'autonomia nel primo dopoguerra di Armando Vadagnini

Nel primo dopoguerra in Trentino il discorso dell'autonomia si impose con grande evidenza. Infatti la provincia era stata annessa al Regno d'Italia e questo fatto se da una parte poteva riempire di profonda soddisfazione coloro che si erano battuti prima e durante la guerra per la "redenzione" del Trentino, dall'altra creava perplessità non di poco conto riguardo al centralismo dello Stato italiano, che si temeva cancellasse le autonomie provinciali e comunali godute dal Trentino sotto il governo austriaco...



Il ritorno del soldato di Lorenzo Dalponte

La fine della guerra nel novembre del 1918 non costituì per il Trentino la fine delle sofferenze. Il conflitto aveva devastato gli abitati di centinaia di comuni; un terzo delle case era ridotto a un cumulo di macerie e quelle rimaste in piedi erano spoglie, razziate fino degli infissi; i campi e i prati ridotti a brughiere incolte, i boschi erano stati tagliati e distrutti per dar legna ai militari, le malghe inagibili e le stalle vuote...



L'archivio della scrittura popolare di Quinto Antonelli

Possiamo iniziare con una definizione sintetica: l'Archivio della scrittura popolare è una istituzione che recupera, conserva e studia testi autobiografici e autografi, riconosciuti come popolari, ovvero di scriventi appartenenti ad una classe sociale medio - bassa (barbieri, contadini, falegnami, fornai, frustai, muratori, negozianti, operai, ruotai, segantini, tipografi…), che condividono, in altri termini, una prossimità sociale e una medesima esperienza scolastica...



Proposte didattiche di Nicoletta Pontalti

I ragazzi di solito studiano la prima guerra mondiale, così come la seconda e le altre guerre del Novecento, sul manuale di storia. Scoprono in tal modo le molteplici cause del conflitto, i meccanismi delle alleanze, le date più importanti, il numero dei morti, i cambiamenti, le distruzioni. Molto più difficile per loro trovare i sentimenti, le fatiche, le diverse storie di uomini, donne, ragazzi che vissero il tempo della guerra. Queste storie non si trovano sulle pagine del libro di storia, perché sono racchiuse in documenti non ufficiali, apparentemente poveri, quali diari, memorie autobiografiche...