Inno di Katzenau

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(Parole di Romano Ioris da Levico e musica del valzer di Giacomo Sartori "Fior di Roccia")

In alto i cor
bando al dolor
canti d'amor
ogni cantor,
l'aspro rigor
mitiga già
è il primo albor
di libertà.
Com'è dolce l'udir
che s'appressa il partir,
Katzenau non sperar
di vederci tornar,
triste nordico ostel
o, dolente città,
ci dischiudi il cancel
ci ridà libertà.
Quando verso Trento moverà
il treno d'esiliati innalzerà
forte al cielo un grido e il ferirà,
a cui il cielo risponder dovrà (!)
Scorre il pensier
l'azzurro del ciel,
sogna veder
spiegato un vel:
puro in candor
cinto d'allor,
sacro un rossor
ci arde nel cor.
Ne l'azzurro del ciel
sogna già di veder
dispiegato nel ciel
un purissimo vel
tra una fronda d'allor
e di roccia il bel fior
armoniosi color
del vessillo del cor.
O voi, gavette insipide
di acqua e di navoni,
o, baionette lucide,
profossi e voi, baroni,
se fia che un giorno memori
d'un tempo che già fu
diteci, diteci, diteci
che non ci siete più,
In alto i cor...

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