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Creatività e Cultura per uno Sviluppo Locale Innovativo

"QUALITÀ DELL'INTERVENTO PUBBLICO E RIORGANIZZAZIONE DELL'OFFERTA:
IL MODELLO ITALIANO PER LO SVILUPPO. IL PATRIMONIO CULTURALE E AMBIENTALE.
ROBERTO GROSSI

Parlare di cultura in Italia vuol dire abbracciare in solo attimo con la mente millenni di storia, civiltà e città, arti visive e musica, cinema e paesaggio. 4 mila palazzi, 2 mila chiese, mille monumenti e poi 4 mila musei, 12 mila biblioteche, mille e cinquecento teatri e più di mille aree naturali protette. Numeri impressionanti ma che ancora non riescono a dare un’idea di quanto il nostro territorio sia pervaso di cultura. È ovvio, quindi, che il nostro Paese possa essere considerato un’officina di sperimentazione nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.
Negli ultimi anni tale valore aggiunto ha generato la nascita di un fenomeno sociale di straordinaria importanza. Le famiglie italiane hanno investito una quota sempre maggiore sia del proprio tempo libero sia del proprio “portafoglio” nella frequentazioni di luoghi d’arte, siano essi musei che teatri o spazi all’aperto. Ancora nel 2004 si registra una aumento dei consumi mensili per la cultura, più di quanto succeda per abbigliamento, comunicazioni, sanità e altri beni e servizi. Aumentano i visitatori dei musei statali, dei civici e delle mostre, gli spettatori degli spettacoli dal vivo e dei festival culturali, e il pubblico di rassegne come la Notte Bianca di Roma o Napoli.

> CULTURA, AMBIENTE E TURISMO: I SISTEMI INTEGRATI
La crisi del turismo italiano nella passata stagione è stata drammatica (-5,5% di turisti stranieri, retrocessione al quinto posto nella classifica mondiale dei paesi più visitati, calo costante dal 2000 in presenze e in ricavi); l’unico segmento in controtendenza, anzi in forte crescita è quello del turismo culturale (+3,2%), che, al di là delle stime nazionali, ottiene durante l’estate ottimi risultati in città grandi e piccole: da Roma (+13%) a Siracusa (+20%), da Venezia (+2% di italiani e +8% di stranieri) a Ravenna (+8%). Si tratta, tra l’altro, di una forma di turismo ad elevata barriera competitiva, dato lo stock di patrimonio culturale, archeologico ed ambientale italiano ed a più alto valore aggiunto, in considerazione alla maggiore propensione alla spesa di questa specifica domanda turistica (101 euro contro i ca 65 del turista generico). Nonostante ciò, il sistema culturale e paesaggistico italiano e il sistema turistico fanno ancora grande fatica ad integrarsi. Uno degli obiettivi è quello di avviare un processo più stretto di integrazione finalizzato a rafforzare il processo, in atto, di creare una vera e propria ‘economia della cultura’ valorizzando e gestendo il patrimonio culturale e facendone leva per lo sviluppo locale e per il territorio. Cultura, ambiente e turismo come un prodotto unico del Paese Italia. Non si può più programmare adeguatamente senza un’adeguata concertazione tra i diversi livelli istituzionali coinvolti sullo stesso territorio e i soggetti privati. In tutti i settori emerge tale necessità: dall’ambiente (per cui è assurda, e dannosa, la distinzione tra poteri delle Regioni, dei Comuni e dell’ente di gestione di un parco), alla cultura (in cui non si può più prescindere da l’integrazione con i settori dei servizi pubblici, come i trasporti, e dal coinvolgimento del privato istituzionale: camere di commercio e fondazioni bancarie).

> LA CENTRALITA’ della GESTIONE e le AZIENDE STRUMENTALI: programmazione e controllo pubblico e gestione a soggetti terzi
Diventa prioritario realizzare scelte coraggiose e innovative. Avendo chiaro il “progetto politico” dell’organizzazione del prodotto cultura/turismo è fondamentale organizzare dei sistemi di gestione adeguati, aperti alla collaborazione di forze politiche, produttive e sindacali.
Il perseguimento di questi fini implicherebbe un impegno crescente da parte di amministrazioni centrali e locali, tese al raggiungimento di livelli qualitativi sempre maggiori, all’ampliamento dell’offerta, ad una migliore programmazione. È però un dato di fatto che viviamo in un periodi di risorse decrescenti, dove lo sforzo fino a oggi intrapreso da grandi e piccoli comuni, e dalle altre amministrazioni pubbliche, rischia di vanificarsi di fronte a tagli e ad esigenze di risparmio sempre più stringenti. In tale contesto, in cui comunque si deve riconoscere la necessità di arrivare ad un uso più efficiente delle risorse, un ruolo di rilevante importanza potrebbero giocare le gestioni autonome della cultura e dei servizi del tempo libero, che al momento soffrono da una parte di un’incertezza normativa e dall’altra una grave crisi di identità.
Nel primo caso, infatti, la contrapposizione che si è avuta tra normativa statale, normativa comunitaria e giurisprudenza ha sicuramente determinato uno scenario confuso e incerto, causando un rallentamento nei processi di esternalizzazione degli enti locali. D’altra parte ci si trova in una situazione di sospensione in attesa che le Regioni, una volta rafforzato dal Codice Urbani il loro ruolo in materia di forme di gestione, applichino strategie di intervento e di indirizzo puntali su questo argomento.
Intanto, come per fortuna succede da tempo, i Comuni sperimentano, creano nuove realtà, modificano forme giuridiche e modelli, alla ricerca di quella efficienza e di quel miglioramento nell’offerta che sono la matrice comune delle quasi 400 realtà nate in questi 15 anni. Tanto per citare alcuni esempi di nuove realtà nate nel 2005: - la nascita della Istituzione Musei del Mare e della Navigazione del Comune di Genova, nata allo scopo di gestire il patrimonio museale recuperato grazie agli interventi dell’anno europeo della cultura; - l’acquisto da parte del Comune di Roma del 75% del capitale sociale di Zetema srl, che oggi a tutti gli effetti diventa la service del Comune per il settore culturale; - la trasformazione in Fondazione di Musica per Roma, al fine di accogliere oltre ai capitali della Camera di Commercio anche quelli della Provincia di Roma ; - la creazione della Fondazione per la gestione del nuovo Museo della Fotografia Contemporanea in una villa del Seicento a Cinisello Balsamo (MI), un bene architettonico che sopravvive nel travagliato territorio dell’hinterland milanese; - l’imminente nascita di una Fondazione mista pubblico-privata per la gestione della cultura a Firenze, partecipata da Comune, Provincia e Camera di Commercio; - le annunciate intese per la costituzione della Fondazione delle Regge Sabaude e della Fondazione per la valorizzazione di Aquileia; - la Fondazione Parma Capitale della Musica, che, istituita dal Comune di Parma insieme ai ministeri delle Infrastrutture e Trasporti e dei Beni e delle Attività Culturali, si avvarrà del sostegno di Arcus Spa e della collaborazione dell’Aga Khan Trust for Culture; - la costituzione dell’azienda speciale Villa Manin nei pressi di Udine per la gestione del Centro d’Arte Contemporanea della Regione Friuli Venezia Giulia; - la nascita dell’Istituzione "Macerata Cultura, Biblioteca e Musei”, strumento operativo del Comune che si occuperà di gestione, valorizzazione e accrescimento del patrimonio bibliotecario e museale, promuovendo e organizzando attività culturali, nonché eventi e i servizi relativi alla fruizione.
 

"QUALITY OF PUBLIC POLICIES AND NEW ORGANIZATION OF SUPPLIES:
THE ITALIAN MODEL TO DEVELOPMENT. THE CULTURAL AND ENVIRONMENTAL HERITAGE.
ROBERTO GROSSI

When thinking of culture and Italy the mind is immediately brought back to millennia of history, civilization and cities, visual arts and music, film-making and landscape: 4,000 palaces, 2,000 churches, a thousand monuments, 12,000 libraries, 1,500 theatres and more than 1,000 protected natural areas. These are impressing figures which yet do not provide an exhaustive idea of the way Italy is pervaded by culture. Italy should therefore be considered as a workshop to test methods to protect and enhance its cultural and environmental heritage.

Over the years such heritage and added value have generated a social phenomenon of extraordinary importance. Italian families have been investing an increasing share of their leisure time to visit places of arts, museums and landscapes. In 2004, the average monthly consumption in the field of culture was still increasing, more than the purchase of clothing, communication, health care and other goods and services. The number of visitors to national and civic museums and exhibitions is increasing, as well as the number of people attending live shows and cultural events and those attending the Notte Bianca (all night long) events in Rome and Naples.

> CULTURE, ENVIRONMENT and TOURISM as INTEGRATED SYSTEMS
The tourist sector in Italy suffered from a very severe crisis during the past season (- 5.5% tourists from abroad, the country being demoted to ranking fifth in the world list of most visited countries, constant downward trend since 2000, in number of tourists and revenues): the only sector against the run of the market is that of cultural tourism (+3,2%), which, besides the performance at national level, has best performances in both big and small cities: Rome (+13%), Siracusa (*20%), Venice (+2% tourists from Italy and +8% from abroad), Ravenna (+8%) to mention just a few. This sector of tourism has a high barrier to competition, due to the size of the cultural, archaeological and environmental heritage in Italy, with a high added value due to more willingness to spend than other sectors of tourism (€ 101 as opposed to the app. € 65 spent by tourists in general). However, culture, landscape organization and tourism are difficult to integrate. The objective would be that of starting a closer integration process to stimulate a true "economy of culture" while enhancing and managing the cultural heritage, so that it leverages local development and territory. Culture, environment and tourism as a single and unique product of Italy as a Country. No adequate planning can be made in the absence of agreements and cooperation between the different levels of local public governance and the private sector. That is emerging in all sectors (and therefore separating the role of Regions, from that of Municipalities and, for example, the managing board of a park, is absurd and harmful) in the field of culture (there, an integration among the public sector services, i.e. transports, the involvement of the private sector institutions such as chambers of commerce and bank trusts is mandatory)

> A CENTRAL ROLE FOR MANAGEMENT AND AD HOC AGENCIES: planning and public control and management outsourcing
Courageous and innovative choices are mandatory. Once a clear "political project" for the organization of the culture/tourism product is defined a key step is that of providing for adequate management systems, open to the collaboration of political forces, labour forces and the trade unions.

The implementation of such targets would imply a growing commitment on part of central and local administrations to achieve ever improving quality levels, to widen the supply and improve promotional activities. We are however living at a time when resources are increasingly limited, where the efforts devoted so far by small and large municipalities, as well as other public administrations risk to be nullified for the cut in resources and the increasing demand for savings. There, though recognising that a more efficient use must be made of resources, one should however recognise that the autonomous management of culture and leisure time services might play a fundamental role at a time when the legislation is not well defined and there is a severe identity crisis.

In the first case, the differences among national, community legislation and case law contributed to create a confused and uncertain scenario, slowing down the process of outsourcing by local boards and authorities. On the other hand, there is some uncertainty pending that Regions - after their role has been strengthened by the Urbani Code, in the field of management - apply specific policies and strategies

For the time being, as it has been happening for some time now, Municipalities are testing new approaches and adjust their legal instruments and models, in the search for efficiency and the improvement of the services supply, a common feature in the nearly 400 examples implemented over the past 15 years. Just to mention a few: the Musei del mare e della navigazione (Marine and Maritime Museum) by the Municipality of Genoa, for the management of the heritage recovered during the activities implemented for the European Year on Culture; the Municipality of Rome acquired 75% of the shares of Zatema ltd, which is the service provider in the field of culture for the Municipality of Rome; the Fondazione di Musica per Roma, to collect funds from of the Chamber of Commerce and the Province of Rome; the Foundation to manage the new Museo della Fotografia Contemporanea in a 17th century villa in Cinisello Balsamo (Milan), a building heritage that survives in the troubled outer city of Milan; the forthcoming private-public Trust for the management of culture in Florence, a joint-venture among the Chamber of Commerce and the Municipal and Provincial authorities; the announced setting up of the Fondazione delle Regge Sabaude (Trust for royal palaces); the Foundation for Aquileia; the Trust Parma Capitale della Musica set up by the Municipality of Parma; the Ministry on Infrastructures and Transports and the Ministry for Cultural Policies with the support of Arcus Spa and the collaboration of the Aga Khan's Trust for Culture; the special Villa Manin agency near Udine, to manage the Centre for Contemporary Arts of the Friuli Venezia Giulia Region; the Macerata Cultura Biblioteca e Musei (Culture, Libraries and Museums) an operational instrument by the Municipality of Macerata to manage, enhance and develop the library and museum heritage, by promoting and organising cultural activities, as well as services and events.

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