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Padre Eusebio Francesco Chini
«Eusebio Francesco Chini fu il più caratteristico pioniere e missionario di tutto il Nord-America: esploratore, astronomo, cartografo, costruttore di missioni e di fattorie, grande allevatore di bestiame e difensore delle frontiere. La sua vita non è solo quella di un individuo eccezionale: essa illumina la storia della cultura di gran parte dell'emisfero occidentale nella stagione pionieristica». Con queste parole nel 1936 lo storico statunitense Herbert Eugene Bolton risvegliava l'opinione pubblica attorno alla figura e all'opera di colui in cui onore il 14 febbraio 1965 sarebbe stata eretta una statua nel Campidoglio di Washington. Già nel 1930, durante il 19esimo Congresso della Società Italiana per il Progresso delle Scienze tenutosi nelle città di Trento e Bolzano, Trento aveva riconosciuto l'importante contributo di civiltà apportato dal suo illustre rappresentante: il 12 settembre di quell'anno, infatti, nei giardini di piazza Dante, alla presenza, tra gli altri, dell'allora senatore Guglielmo Marconi e dei noti geografi Roberto Almagià e Renato Biasutti, la città aveva dedicato un monumento alla figura del missionario esploratore nato nel 1645 a Segno: un'alta stele a blocchi di marmo di Lasa sovrapposti, realizzata dallo scultore di Brez Stefano Zuech. A partire dagli anni Sessanta del Novecento, prendeva quindi inizio un ininterrotto percorso di valorizzazione di questo grande portatore di civiltà e speranza; un percorso che ora, a trecento anni dalla morte avvenuta a Magdalena de Kino, pone ancora una volta la figura del Padre gesuita al centro di una serie di iniziative che, sia nei luoghi delle sue missioni, sia in quelli che gli hanno dato i natali, intendono far conoscere e commemorarne l'opera e la memoria.
Padre Kino a cavallo sulle vie della fede e della scienza
Il gesuita Eusebio Chini "Kino", a scavalco del Seicento e del Settecento, seppe percorrere con integrità e curiosità le vie della fede e quelle della scienza che lo condussero fin nel Messico d'oltreoceano, alla pari di padre Martino Martini che qualche decennio prima aveva raggiunto la Cina ove divenne uno stimatissimo storico, geografo e cartografo e di don Angelo Gonfalonieri che, nell'Ottocento, andò a vivere con gli aborigeni d'Australia per capirne la lingua e conoscerne i costumi. Sono i “grandi” del nostro Trentino, sono i giganti che hanno illuminato il mondo con il loro esempio e le loro azioni. Ricordare oggi, a distanza di trecento anni dalla morte, la figura, le opere e l'eredità morale lasciata da Padre Kino in Messico, negli Stati Uniti del sud e anche qui da noi, nella sua Val di Non, significa recuperare la memoria di questo personaggio, delinearne meglio i contorni e coglierne quei valori identitari che sono anche nostri e che ancor oggi guidano la nostra vita e la nostra comunità. Abbiamo voluto solennizzare questa ricorrenza con un nutrito programma di eventi che costituiscono ottime occasioni per conoscere la storia di quel "prete a cavallo" che partì da Segno e che si ritrovò a calpestare il suolo desertico di un mondo difficile ma ricco di umanità. Oggi in Messico e in America il nome di “Padre Kino” viene ripetuto con rispetto e venerazione, come se il nostro noneso fosse ancora vivo: noi confidiamo che, al termine di questo trecentenario dalla sua scomparsa, Padre Eusebio torni ad essere vivo e presente nei cuori di tutti i “suoi” trentini, figli della medesima terra che lui non dimenticò mai.
Alberto Chini Presidente Associazione culturale Padre Eusebio Francesco Chini
Stefano Cova Sindaco del Comune di Taio
Franco Panizza Assessore alla Cultura della Provincia autonoma di Trento
Approfondimenti >>
Manifestazioni in Trentino in occasione del trecentenario della morte >>
Didascalia immagini:
Missione di San Ignacio
Museo di Segno dedicato a Padre Kino
Deserto dell’Arizona
Tavola della California tracciata da Padre Kino nel 1702
Conchiglia blu del Pacifico