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Il Sonar coglie lo spirito del nostro tempo, Kuhn no.
Trento 28 giugno 2004
A cura di: Un appassionato di musica
Mi permetto di stigmatizzare la precedente lettera "La musica è arte": con le migliori intenzioni e esprimendo dei concetti sicuramente condivisibili e cari agli appassionati della musica di ricerca d'arte colta e quant'altro gli autori commettono un errore fondamentale proponendoci la musica che a loro interessa (e che anche io apprezzo) come l'unica valida e da promuovere... e concludendo con un bignami che vorrebbe essere un'enciclopedia della musica ed invece è una lista dettata da gusti personali piena di grossolani errori e semplificazioni.
Cari amici, la musica come l'arte non può essere ipostatizzata, l'arte non è teologia, non esistono dogmi a cui credere e fare professioni di fede, la fruizione dell'arte come della musica sono indissolubilmente legate alle nostre personali inclinazioni, alla nostra cultura e all'ambiente e al contesto storico in cui viviamo.
Quindi non perché la musica è d'arte e classica o di ricerca è per forza bella o da promuovere (anzi), mentre della musica popolare pop commerciale o rock con tutte le declinazioni del caso può essere valida e bella e da promuovere anche se non apertamente colta, d'arte, di ricerca (che poi sono solo etichette...)
In ogni caso gli amici della musica d'arte 2 o 3 cose davvero interessanti e condivisibili le scrivono, le riporto:
"Si ritiene importantissimo, tra l'altro, che si aboliscano gli "incarichi a vita", attraverso le riconferme a catena degli incarichi. La riconferma di un unico mandato, al massimo, non deve poter essere superata. La democrazia ha i suoi diritti irrinunciabili."
"Tra l'altro è appena il caso di segnalare che nel consiglio d'amministrazione della ovviamente costosissima orchestra Haydn, siede su 10 consiglieri, un solo musicista ed un solo musicologo di musica antica."
Sono due concetti che nella foga didattica della mail si perdevano.
Credo che ognuno abbia molto da riflettere riguardo a questi fatti.
Un piccolo consiglio all'assessore Cogo che - sento - oggi non si recherà a Barcellona perché ritenuto non opportuno, e secondo me ha fatto male perché il Trentino avrebbe molto da imparare dall'organizzazione e dalla promozione artistica di Barcellona.
Le faccio un esempio connesso proprio alla musica: Barcellona è sede di quello che è diventato negli anni il più importante festival di musica contemporanea non colta (trattasi di elettronica, rock, pop della miglior qualità e fattura) si chiama Sonar, raggiungibile al sito www.sonar.es, sono concerti che in buona parte si svolgono nelle sedi di musei di arte contemporanea (a Rovereto qualcuno è in ascolto?) e hanno il pregio non indifferente di attirare migliaia di persone (prevalentemente non spagnoli), di promuovere musica d'avanguardia (ma non noiosa e polverosa), di avere un richiamo internazionale e un livello di apprezzamento riconosciuti dalla migliore stampa specializzata in arte e musica contemporanea (cito The wire la più famosa e autorevole rivista internazionale del settore).
E tutto questo in un paese latino, non nordico (dove storicamente hanno sede i festival musicali più famosi).
Ora quando lessi le sue dichiarazioni a favore della cultura giovanile, della musica giovane contro i cori e le bande che un po' ci stufano, ammettiamolo, (con tutto il rispetto per i musicisti e cantori), pensai: la Cogo la pensa proprio come me!
Quando però autorizzò e sponsorizzò il festival di Pasqua dell'ineffabile maestro Kuhn mi caddero le braccia: infatti Kuhn nella brillante definizione di un noto maestro musicale già stimato consulente di Trentino Spa (l'Apt) rappresenta l'accademia di quella corrente musicale che fu avanguardia 40 o 50 anni addietro... insomma ci propone e propina una musica considerata sorpassata persino da un professionista della musica classica. Con questo non vi ingannate Kuhn è davvero un eccellente direttore ed è più furbo di tutti noi messi assieme...
Insomma perché organizzare un festival (costoso) di musica accademica della corrente di pensiero d'avanguardia alla fine della guerra mondiale... che non ha richiamo internazionale, quasi insignificante rilievo sui giornali non locali, non richiama se non pochissime persone dall'estero e forse soprattutto
dà un immagine compassata, conservatrice, senile, pretenziosa del Mart e
della nostra regione tutto il contrario della dinamicità della visione del
futuro (che è il nostro presente) dell'energia, della freschezza e della
gioia che una citta' come Barcellona dà e che penso Rovereto (o Trento)
potrebbe dare ....
E non mi dite che il Trentino - Tirolo ha un carattere diverso, più sobrio...
Perché una delle star del festival di Barcellona "Il Sonar" di quest'anno è stato proprio (coincidenza) un Austriaco!
Ora cari queste sono scelte politiche, intendo quale cultura finanziare:
la festa della birra o un'associazione geniale e meritevole come Arte Sella?
Il bravo e furbissimo Kuhn con la sua musica non interessante e senile (ma è solo un'opinione, ovviamente de gustibus ...), oppure un festival come il Sonar...
Vi ricordo solo che sui gusti non si può discutere, ma... mentre il festival Sonar di Barcellona si è creato negli anni una credibilità e visibilità eccezionale tanto da essere il primo al mondo per la raffinatezza della ricerca artistica fra arte contemporanea e musica, tanto da creare un notevole richiamo turistico e d'immagine (qualcuno a Rovereto ascolta?), il festival di Kuhn al massimo avrà sollazzato i giornali locali per le sue trovate istrioniche e furbe e qualche estimatore tirolese...
Sono scelte politiche e culturali come vediamo, ma non solo...
Anzi infatti a parità di spesa i risultati sarebbero assai diversi.
Un altro esempio potrebbe essere la brillante e coraggiosa gestione delle nuove sale della musica di Roma (quelle di Renzo Piano per intenderci...) da parte della giunta Veltroni: anche lì concerti di musica classica contemporanea non noiosa, ma anche di jazz, di improvvisazione, di rock, di musica brasiliana, di pop, di classe elettronica...
Spero vi rendiate conto che le vostre scelte politiche saranno decisive per come vogliamo che diventi il Trentino e la sua cultura.
Il Trentino è nelle vostre mani abbiatene cura.
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