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LINEE GUIDA PER IL RIORDINO DELLA DISCIPLINA DELLE ATTIVITÀ CULTURALI NELLA
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO marzo 2004
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INDICE
PREMESSA
1. CONSIDERAZIONI STRATEGICHE PRELIMINARI
2. EVOLUZIONE DELLE POLITICHE CULTURALI PROVINCIALI
2.1 Come si è modificato il ruolo della Provincia
2.2 Sviluppare un patto per la cultura
2.3 Punti critici del settore culturale:
Sistemi e reti culturali
musei
ecomusei
biblioteche
scuole musicali
Enti funzionali culturali
Centro della scienza
Museo storico in Trento
Rapporti con gli enti locali
Industria culturale
Giovani
Osservatorio
3. LE RAGIONI ISPIRATRICI DELLA RIFORMA DELLA
LEGGE PROVINCIALE 12/1987
4. LE LINEE GUIDA DELL’AZIONE RIFORMATRICE
4.1 La sussidiarietà verticale nel comparto delle attività culturali
4.2 La Sussidiarietà orizzontale e le tendenze in atto nel settore delle Attività culturali
4.3 Enfasi del ruolo strategico delle Attività culturali rispetto allo sviluppo economico del territorio e promozione delle
imprese del settore
4.4 Promozione dell’efficienza, economicità e trasparenza
dei singoli Enti operanti nei diversi comparti delle Attività culturali
4.5 Spunti per la riorganizzazione di alcuni comparti delle Attività culturali
5. LO STUDIO PRELIMINARE - METODOLOGIA DI LAVORO
PREMESSA
Nell’arco di trent’anni in Trentino, grazie agli strumenti derivanti dall’Autonomia speciale, si è venuto gradualmente a configurare un sistema culturale ricco ed effervescente, che ha visto il coinvolgimento sia delle istituzioni pubbliche, sia del tessuto comunitario. In questo arco di tempo sono sorti e si sono consolidati diversi importanti enti culturali, si sono sviluppate alcune significative "reti" (prima fra tutte il sistema bibliotecario trentino, fortemente diffuso sul territorio) e si sono affermate, talvolta in maniera professionalizzata, numerose realtà associative e private, spesso con riconoscimenti nazionali ed internazionali.
Lo sforzo compiuto ha riguardato, da un lato, la tutela e la promozione delle diverse espressioni della cultura popolare e della tradizione e, dall’altro, l’investimento sulla modernità, sull’innovazione, sull’apertura, tessendo rapporti con altri territori, in particolare quelli delle altre regioni alpine e del mondo tedesco.
Affinché questo sistema possa continuare a crescere qualitativamente ed a rispondere efficacemente ai nuovi bisogni di una comunità in rapido cambiamento, sempre più interconnessa col mondo esterno, è necessario il riordino degli strumenti legislativi del settore culturale. Un riordino che tuttavia, come accennato, parte da un patrimonio di tutto rispetto, che va salvaguardato e che deve costituire la base su cui costruire il cambiamento.
Sono tre gli elementi coi quali ci si deve confrontare e che spiegano il perché di una riforma:
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Anzitutto, la consapevolezza che il processo di globalizzazione in atto rischia di produrre fenomeni di alienazione e di degrado civile, se ad esso non si accompagna il contrappeso di un investimento sui fattori dell’identità e del senso civico, vale a dire un maggiore investimento sulla cultura quale elemento cruciale per la crescita civile della comunità e per il miglioramento della qualità della vita.
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In secondo luogo, va tenuto conto del fatto che, anche per i motivi appena esposti, il settore culturale è attualmente oggetto di revisione un po’ ovunque, a livello nazionale come nelle altre regioni italiane e straniere, cambiamenti dei quali il Trentino deve tenere conto e coi quali deve coordinarsi, se non vuole rischiare di rimanere isolato e marginalizzato. A questo riguardo, strategica diviene la costruzione di nuove occasioni di scambio e collaborazione con la vicina Provincia di Bolzano, anche alla luce della trasformazione degli assetti istituzionali indotti dall’annunciata riforma della Regione.
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Infine, ma questione forse più importante, non si può prescindere dal fatto che si sta aprendo una fase storica nella quale le risorse finanziarie pubbliche sono destinate ad espandersi in misura inferiore rispetto alla crescita della domanda di cultura. Ciò comporta la necessità di una revisione delle modalità di allocazione delle risorse ed un più forte coinvolgimento di tutta la società nei processi di cambiamento, per trovare i punti d’incontro tra nuovi bisogni, assetti organizzativi e volume delle risorse. Serve dunque introdurre modelli innovativi e flessibili, superando le rigidità indotte da assetti consolidati, che talvolta hanno generato forme di autodifesa corporativa.
Per sintetizzare: una riforma è necessaria per rispondere alla crescente domanda di cultura, tipica di una società avanzata quale quella trentina è ormai diventata e vuole continuare ad essere nella nuova era della globalizzazione; tuttavia, rispondere a questa crescente domanda significa oggi impegnarsi per migliorare la qualità e l’efficacia della spesa, stimolando una maggiore partecipazione di tutti i soggetti, pubblici e privati, presenti sul territorio.
La dimensione della sfida che s’intende affrontare, in un campo così strategico ed al contempo così complesso e "democraticamente delicato", comporta l’adozione di un metodo capace di coinvolgere, sin nella fase dell’elaborazione delle idee, il più ampio numero di attori, dagli enti locali alle istituzioni culturali, dal mondo dell’associazionismo a quello finanziario e produttivo, da quello della formazione fino ai singoli cittadini.
La cultura in Trentino è patrimonio e "competenza" di tutti questi soggetti, ed è essenziale che ciascuno di essi si senta partecipe e responsabilizzato nella costruzione del futuro del sistema culturale trentino, elemento cruciale di crescita civile, sociale ed economica di questa provincia.
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1. CONSIDERAZIONI STRATEGICHE PRELIMINARI
La dimensione globale che caratterizza il nascere del terzo millennio ci pone dinanzi un insieme complesso di scenari, sfide e opportunità. E’ difficile sottrarsi all’impressione di vivere un’epoca nuova, tali e tante sono le innovazioni che invadono il nostro vivere quotidiano; e a tale percezione si associa spesso l’inquietudine, il senso di responsabilità di chi è chiamato a imprimere il movimento di avvio: quasi che dalla corretta impostazione di scelte, processi e fenomeni, dipenda in gran parte il loro buon evolversi e dunque la qualità della vita delle generazioni future. La gestione dell’ambiente, lo zenith della ricerca genetica, lo sviluppo crescente di fenomeni su scala mondiale (l’economia, la finanza, ma non solo) il cui governo sfugge al controllo dei singoli Paesi, la gestione dei grandi squilibri economici, sociali e culturali nell’era della comunicazione globale: sono solo alcuni dei grandi temi che richiedono una messa a fuoco.
E’ ormai un dato di fatto che oggi lo sviluppo sociale ed economico dei territori non possa prescindere dalla sfida globale. I territori devono gioco forza imparare a misurarsi con altre realtà, ponendo in essere, laddove possibile e conveniente, processi di aggregazione.
Piccoli territori che abbiano saputo organizzarsi in modo strutturato e nel contempo tessere intelligenti rapporti di coalizione con altre zone, possono competere nel mercato globale. E dunque diventa cruciale perseguire una strategia che si muova su due direttrici:
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sul fronte interno, favorire processi di riorganizzazione dei diversi settori, sociali ed economici: una riorganizzazione che investa gli assetti istituzionali e gestionali, la comunicazione, le alleanze, ecc. e che quindi migliori l’efficacia complessiva del sistema territoriale;
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-
sul fronte esterno, avviare e promuovere percorsi coalizionali, capaci di attivare innovazione e crescita.
In questo processo strategico la Cultura può giocare il ruolo di avanguardia che le è connaturato, aprendo nuove frontiere di confronti, costruendo intuizioni e suggestioni sui grandi temi del terzo millennio, diffondendo nuove consapevolezze, favorendo in generale l’innovazione, mediando lo spirito del nuovo con l’identità storico culturale della nostra popolazione, coltivando relazioni e contatti, ed infine perseguendo politiche di sistema in un contesto territoriale ultra
- provinciale.
Sono obiettivi in linea con gli orientamenti espressi nel Programma di sviluppo provinciale e confermati nel programma politico del Presidente della Giunta Provinciale, laddove
"si riconosce una nuova e più dinamica concezione della Cultura" e ne auspica
"una funzione fondamentale nelle politiche provinciali e nelle azioni di governo
dell’Autonomia".
In particolare il programma di legislatura individua come linee guida:
1. la cultura come fattore portante dello sviluppo economico e sociale del Trentino per
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rafforzare un’identità che coniughi storia e apertura alla modernità
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migliorare la coesione comunitaria e la qualità della vita
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qualificare l’azione di governo dell’autonomia, coinvolgendo come co-protagonisti i comuni e le istituzioni locali, secondo il criterio della sussidiarietà
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favorire la nascita di progettualità innovative, come opportunità per il futuro
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valorizzare le capacità di produzione culturale del territorio, garantendo una competitività efficace e nuove forme di occupazione
2. una cultura che coniughi:
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tradizione e contemporaneità
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conoscenza, conservazione e valorizzazione dei patrimoni e della memoria
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innovazione e ricerca scientifica e tecnologica.
Il Programma individua, quali prospettive dell’azione di governo per i prossimi anni, lo sviluppo di un nuovo concetto di identità coniugato con quello dell’innovazione ed in particolare ribadisce che " Il Trentino, pur rimanendo fedele alle proprie tradizioni e alla propria storia, deve saper sviluppare nell’area strategica intorno al Brennero
- ma più in generale in quella alpina - una nuova e più dinamica concezione alimentata dall’esperienza di identità territoriale del presente e da un proprio progetto di "modernizzazione sostenibile". Saperi, capacità e intraprendenza sono elementi fondamentali per creare e sostenere un tessuto comunitario coeso e competitivo e la cultura rappresenta uno strumento strategico fondamentale per raggiungere questi obiettivi e quindi per permettere al Trentino di assumere un ruolo da protagonista del proprio futuro, nel panorama nazionale ed europeo.
......La cultura e l’identità delle nostre comunità rappresentano una risorsa essenziale ed un valore aggiunto determinante per vivere in maniera originale un futuro basato su elementi competitivi che consentano di rendere qualitativamente forte il nostro territorio, facendolo riconoscere ed apprezzare per le sue peculiarità, e per comprendere ed affrontare la complessità della modernizzazione, senza confondersi e disperdersi. Il senso di appartenenza, radicato storicamente e socialmente, deve saper creare forme di interazione e di progettualità comune fra giovani e anziani e aprire finestre curiose e intelligenti sulle contraddittorie sfaccettature del presente e sulle opportunità del futuro."
E’ quindi evidente che gli interventi di politica culturale dovranno porre particolare attenzione verso tutte le componenti che hanno qualificato il passato della comunità trentina, mettendo in relazione in modo virtuoso le potenzialità della "autonomia speciale" con le sue connessioni storiche e territoriali ed i processi della globalizzazione e dell'ammodernamento complessivo della società contemporanea. Pertanto il patrimonio culturale tradizionale non può essere solamente
"conservato e ricordato", ma deve poter sopravvivere ed evolversi consapevolmente attraverso un confronto critico con i cambiamenti in corso a livello internazionale.
Non va inoltre dimenticato che l'azione culturale è anche un efficace motore di sviluppo sociale ed economico ed esprime una diretta convergenza di obiettivi e di attività con i settori dell’ambiente, del turismo, dell’artigianato Per questo motivo sarà importante potenziare un costante coordinamento dei diversi soggetti che operano creando un sistema a rete che possa valorizzare nel loro insieme il territorio ed i soggetti che in esso operano (musei, università, ITC, associazioni, enti locali).
Questa modalità di operare è oggi riconducibile al concetto di DISTRETTO CULTURALE, con il quale si definisce un modello generale teso a raccordare la valorizzazione dell'assetto culturale di uno specifico territorio con i processi di valorizzazione delle altre risorse, come i beni ambientali, le manifestazioni culturali e i prodotti della cultura materiale e immateriale della stessa area. Fanno parte del distretto non solo i beni culturali oggetto del processo di valorizzazione e le altre risorse del territorio (dal patrimonio storico ambientale a tutte le espressioni culturali), ma anche le imprese, in quanto fornitrici degli input richiesti dal processo di valorizzazione, produttrici di servizi e come utilizzatrici degli output del processo di valorizzazione (imprese multimediali).
Lavorare in un’ottica di distretto culturale significa individuare come i diversi soggetti che agiscono nel campo della cultura siano capaci di lavorare insieme e disegnare una geografia di luoghi, nel territorio, La strategia si basa su una forte integrazione tra le attività del settore culturale e quelle dei settori connessi: innanzitutto il turismo, ma anche la comunicazione museale, l'educazione scolastica e universitaria, la formazione professionale, la produzione specializzata e l'artigianato di qualità.
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2. EVOLUZIONE DELLE POLITICHE CULTURALI PROVINCIALI
2.1 Come si è modificato il ruolo della Provincia
A partire dagli anni ’70, anche grazie alle opportunità offerte dallo Statuto di Autonomia, la cultura è venuta ad assumere progressivamente un ruolo strategico fondamentale come fattore di sviluppo politico e sociale del Trentino nel suo complesso e delle comunità locali.
Successivamente i processi di modernizzazione, il confronto con le molteplici sfaccettature della contemporaneità, le sfide poste dalla globalizzazione e l’incontro con la multiculturalità hanno posto l’accento su nuovi temi e costretto a coniugare identità e innovazione, conservazione e valorizzazione della memoria storica e delle tradizioni popolari.
Gli obiettivi politici che coerentemente sono stati individuati hanno permesso la nascita di una fase di costruzione organizzativa e di innovazione operativa.
Una fase che si è sostanziata:
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nel riconoscimento dell’importanza
della cultura popolare (la storia locale diffusa, le bande, i cori, le
filodrammatiche e i gruppi folcloristici)
nella creazione di una gamma di soggetti, configurati anche sul piano istituzionale, che hanno posto le basi per affrontare a livello provinciale i profondi mutamenti.
Gradualmente si è passati da un contesto relativamente semplice, nel quale la maggior parte dei soggetti locali operava sulla base del volontariato, ad uno ricco e complesso, caratterizzato da un fortissimo incremento dell’offerta di iniziative della più svariata natura. Un’offerta variegata, accompagnata ad un ampliamento dei consumi e delle fruizioni culturali, che ha permesso di favorire il miglioramento della qualità della vita della gente trentina, nonché la capacità di comunicare i propri valori e la propria realtà ai molti interlocutori del turismo.
Negli anni ’80 la Provincia si è trovata a svolgere un ruolo centrale rispetto alla creazione e al sostegno di gran parte delle attività culturali organizzate sul territorio.
Lo ha fatto con una strategia che:
-
si è polarizzata su fattori di sistema
-
ha coinvolto le comunità locali, le istituzioni e l’associazionismo
-
ha dato origine ai vari sistemi settoriali (anche mediante modalità di formazione e diffusione della cultura con le leggi 31/1983, 17/1985, e 12/1987).
Tale strategia ha stimolato le realtà locali e i Comuni a rafforzare il loro intervento, favorendo la qualità operativa del volontariato ed il raccordo fra le istituzioni culturali e l’associazionismo.
Nel corso degli anni ’90, coerentemente con il principio di sussidiarietà, i Comuni sono venuti ad assumere un ruolo determinante nella promozione e nella diffusione della cultura a livello locale, con un concomitante e progressivo mutamento del ruolo della Provincia.
Oggi la Provincia rappresenta uno dei soggetti che promuovono la cultura nel Trentino, con un forte ruolo di promozione, accanto ai Comuni, agli enti funzionali culturali, alla Regione, all’Università di Trento, all’Istituto Trentino di Cultura, con finanziamenti che provengono, oltre che dal comparto pubblico provinciale, anche dallo Stato, dall’Unione Europea, dalla Fondazione Cassa di Risparmio e da altri soggetti privati.
La Provincia è quindi chiamata a giocare un ruolo di:
Si è venuto così a costituire un sistema culturale multipolare che comprende una gamma di soggetti operanti in ambiti di specializzazione diversificati, caratterizzati da gradi differenziati di complessità e di capacità operativa, talvolta orientati verso una crescente professionalizzazione determinata dall’esigenza di adeguare importanza delle iniziative, standard di qualità, affinamento della domanda e orientamento alle esigenze del pubblico.
Il
Programma di Sviluppo provinciale per la XII legislatura ha posto per il settore cultura una serie di ambiziosi obiettivi:
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favorire la crescita della capacità di produrre cultura secondo
standard internazionali, con particolare riferimento agli ambiti di "frontiera",
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razionalizzare e potenziare l’offerta culturale proveniente dalle istituzioni attuali operanti in provincia e da altre iniziative, temporanee o meno, provenienti dalle istanze della società civile
-
promuovere e consolidare i centri di eccellenza potenziali della provincia
-
rafforzare, integrandoli istituzionalmente e operativamente, i centri di produzione culturale e di ricerca orientati al territorio
-
sostenere, differenziando maggiormente, le espressioni culturali tradizionali e popolari, sostenere l’attuale politica di tutela del patrimonio urbanistico e paesaggistico
Di conseguenza nell’ultimo quinquennio si è lavorato nell’ottica di portare strutturalmente ad eccellenza nelle sue varie componenti specialistiche il comparto della cultura, garantendo ai singoli soggetti forte autonomia sul versante della proposta e della sperimentazione e nel contempo avviare sperimentazioni su nuovi modelli di programmazione e di gestione dei progetti culturali.
Concretamente si è provveduto a:
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istituire come ente il Museo del Castello del Buonconsiglio
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aprire la nuova sede del MART a Rovereto
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istituire il sistema degli ecomusei
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definire il sistema delle scuole musicali
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definire le linee di intervento per il settore dello spettacolo
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realizzare accordi con la Trentino S.p.a. per la valorizzazione dei luoghi e delle attività culturali
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elaborare progetti di compartecipazione fra soggetti diversi per la salvaguardia della propria memoria storica delle singole comunità locali
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elaborare convenzioni con soggetti di rilevanza provinciale
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disciplinare il comparto dei Beni culturali
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programmare la realizzazione del museo archeologico provinciale
-
elaborare uno studio di fattibilità per la realizzazione di un Centro della scienza in Trentino
Questa politica culturale ha quindi impostato un metodo di lavoro che ha inteso:
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riaffermare come fondamentale il ruolo dei Comuni nella realizzazione delle iniziative e nel sostegno dei soggetti di livello locale, anche attraverso appositi incentivi per le gestioni associate
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riconoscere la rilevanza provinciale di una gamma di associazioni sostenute anche dal livello comunale
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prevedere il diretto coinvolgimento di alcuni soggetti, che hanno saputo interpretare il divenire dei processi culturali, come partner attivi della Provincia nella realizzazione delle politiche provinciali.
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2.2 Sviluppare un patto per la cultura
L’idea di un patto per la cultura nasce dalla consapevolezza ormai diffusa che il territorio è il motore e, al tempo stesso, il destinatario dello sviluppo. Risulta evidente che ogni intervento debba essere "tarato" sulle specifiche esigenze delle realtà locali. Una sinergia di sforzi tra tutti gli attori che hanno responsabilità sulle scelte politiche e gli operatori culturali risulta fondamentale in quanto l’obiettivo è quello di operare per innescare, con le amministrazioni pubbliche, le imprese e il mondo del lavoro, un sistema di relazioni che orienti efficacemente la programmazione degli interventi a favore dello sviluppo del territorio. Se l’intento è di attivare duraturi processi di sviluppo locale per contribuire, così, allo sviluppo economico e finanziario, la vera sfida consiste nell’imparare a gestirlo correttamente, adottando le soluzioni più efficienti.
Per quanto riguarda la valorizzazione e gestione del patrimonio culturale occorre creare le condizioni per la più ampia flessibilità, a livello territoriale, delle modalità e degli strumenti organizzativi di gestione ed in questa prospettiva è auspicabile una nuova normativa che stabilisca standard e principi generali per il funzionamento dei sistemi e dei servizi. Una forte regia pubblica potrà facilitare l’adozione di strategie di sviluppo per la realizzazione di distretti culturali che sappiano integrare armonicamente in un sistema territoriale musei, biblioteche, teatri, parchi, servizi per il tempo libero.
Assolutamente prioritario per la definizione di questo nuovo sistema di gestione della cultura è il fattore lavoro. Accertata la potenzialità occupazionale dell’insieme dei servizi legati alla cultura e al turismo è necessario predisporre strumenti e modelli di qualificazione e formazione professionale rivolti sia agli operatori pubblici che ai privati, anche avvicinando le attuali grandi distanze tra il mondo dell’Università e della ricerca con le realtà d’impresa e del lavoro. Solo in questo modo sarà possibile qualificare l’intero sistema dell’offerta e fornire reali sbocchi all’occupazione.
Il patto per la cultura dovrà comunque concretizzarsi anche su nuovi contenuti e progetti che diano un’immagine forte del Trentino, alle persone motivate al turismo culturale ma anche a tutta la popolazione della provincia,
Vanno pertanto create le condizioni per realizzare un progetto di grande spessore culturale che per il nostro territorio può diventare un'opportunità straordinaria per riflettere sulla propria cultura, sulla storia passata, sullo sviluppo futuro e per lanciare un’immagine rinnovata in Italia e ed in Europa. Un progetto dalla forte connotazione storica ma anche contemporanea, dove le identità del passato si intreccino con energie e identità più legate al presente come la scienza, la ricerca, l'arte, la musica, la danza, il cinema, l’architettura e il design.
Cultura vuol senz'altro dire "arte", ma ha sempre voluto dire e ancora vuol dire "conoscenza" e "senso della comunità".
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2.3 Punti critici del settore culturale
L’attuale programma di legislatura per il settore cultura individua alcuni temi prioritari ed indica con chiarezza alcuni punti critici che debbono essere affrontati con tempestività in un’ottica innovativa e pertanto presuppongono precise scelte di politica culturale.
Sinteticamente:
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SISTEMI E RETI CULTURALI
L’efficace organizzazione di un sistema territoriale della cultura si realizza mediante una serie di sistemi funzionali: musei, ecomusei, biblioteche, scuole musicali. La realizzazione ed il sostegno e il funzionamento di queste reti comporta la definizione dei ruoli della Provincia, dei comuni, degli enti funzionali e dei soggetti culturali presenti sul territorio.
Nel riordino legislativo del comparto è necessario prevedere per ogni sistema modalità e strumenti per la gestione, individuando le responsabilità organizzative e finanziarie dei singoli soggetti partecipanti e le attività che possono essere realizzate in comune.
MUSEI
la nuova normativa dovrà disciplinare il complesso delle attività museali e più in generale dei luoghi distribuiti sul territorio provinciale e gestiti dalle municipalità e da associazioni locali finalizzati alla conservazione, valorizzazione e fruizione della memoria. Si dovranno quindi individuare strumenti per garantire la programmazione coordinata delle attività, l’adozione di forme di gestione in rete e sviluppare modalità progettuali basate sul continuo monitoraggio dei risultati raggiunti.
ECOMUSEI
entro il prossimo mese di maggio verrà completato uno studio sulla realtà degli ecomusei che consentirà di rappresentare un quadro di sintesi sull’attuale assetto delle strutture riconosciute. Questo lavoro consentirà di individuare i possibili modelli organizzativi-gestionali degli ecomusei, anche tenendo conto delle indicazioni, a livello nazionale e provinciale, che auspichino il principio di
sussidiarietà orizzontale.
BIBLIOTECHE
Il sistema è fortemente radicato sul territorio ed offre un servizio di alto livello agli utenti di ogni fascia di età ed esigenza specialistica. Va comunque intrapresa una forte azione di incentivazione verso le gestioni associate del servizio, individuando specifici interventi di supporto sia dal punto di vista economico che di progettualità innovativa.
Si dovrà inoltre affrontare il tema della multimedialità e della produzione, anche prevedendo la realizzazione di laboratori creativi che potranno rispondere all’esigenza di educazione integrativa e ricorrente.
SCUOLE MUSICALI
La LP 12/1987 ha istituito un Registro delle scuole musicali al fine di qualificare la formazione musicale che si effettuava sul territorio al di fuori delle istituzioni scolastiche. Su questa base e con il sostegno finanziario della Provincia è cresciuto ed ha assunto consistenza un sistema formativo territoriale, parallelo e complementare a quello scolastico, costituito da 14 operatori, quasi sempre privati (associazioni e cooperative), che offrono al complesso della popolazione trentina percorsi qualificati di educazione musicale di base. Questo sistema necessita ora, di un più organico raccordo con il complesso dell'offerta formativa provinciale e di un quadro istituzionale aggiornato entro il quale continuare ad operare garantendo la programmazione coordinata delle attività, l’affermarsi di forme di gestione in rete ed il costante monitoraggio dei risultati raggiunti.
ENTI FUNZIONALI CULTURALI
E’ opportuno ripensare agli assetti istituzionali ed organizzativi degli enti funzionali culturali in una nuova ottica di programmazione e gestione fortemente integrate fra loro ed aperte a sostenere le attività culturali presenti in tutto il territorio provinciale. Andrà quindi esaminata la possibilità di configurare una formula unitaria di tipo dipartimentale e di tipo holding pubblica che coinvolga le amministrazioni locali e private.
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CENTRO DELLA SCIENZA
Lo studio di fattibilita' ha evidenziato che la realizzazione di un Centro della Scienza in Trentino risponde alle esigenze di potenziamento della capacita' di produrre cultura a livello internazionale ed il collegamento con le altre strutture museali presenti sul territorio consente di dare vita ad un vero e proprio cluster culturale, in grado di promuovere la cultura scientifica su ampia scala e di caratterizzare ulteriormente il prodotto turistico trentino. La missione della nuova istituzione renderebbe possibile promuovere il Trentino come una regione di welfare ambientale tramite programmi che propongano una combinazione originale e innovativa - unica nel panorama museale europeo - di ricerca nel settore delle scienze naturali e di esposizioni interattive sui temi della scienza e delle sue applicazioni. Il Centro potrebbe inoltre rappresentare la Provincia di Trento come un’area dell’innovazione, volto pubblico della ricerca condotta da soggetti pubblici e privati, finestra della innovation tecnology trentina. In tal modo il Centro della Scienza combinerebbe l’aspetto educativo con la dimensione dell’intrattenimento, candidandosi a diventare un luogo di dialogo scientifico e di discussione sulla ricerca e le tecnologie innovative.
In ogni caso, trattandosi di un investimento particolarmente impegnativo, la decisione sulla realizzazione del centro della scienza dovrà tener conto di ulteriori valutazioni di carattere economico ed organizzativo in rapporto alle risorse finanziarie della Provincia per i prossimi anni"
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MUSEO STORICO IN TRENTO
In questi ultimi anni il Museo ha ampliato il suo raggio di azione ed ha incrementato il suo ruolo di centro studi della storia del Trentino. Si deve quindi prefigurare ora l’istituzione di un nuovo soggetto che, oltre alle attività espositive, svolga le funzioni di istituto di ricerca sulla storia moderna e contemporanea, di conservazione delle raccolte documentarie e bibliografiche, di produzione e gestione di attività didattiche e di formazione storica non solo per la scuola. Il nuovo soggetto dovrà operare in collaborazione con enti, istituzioni ed associazioni di ambito locale ed europeo.
In particolare si dovrà configurare una duplice funzione museale relativamente alla storia del Trentino e della città di Trento.
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RAPPORTI CON GLI ENTI LOCALI
Se si tiene ferma la scelta della distinzione tra i livelli e l'autonomia di scelte della Provincia e degli enti locali, si dovrà operare secondo un'idea di Trentino come unico bacino culturale, impostando alcune linee di azione innovative:
- favorire l'incubazione di progetti che, in ambito locale, conducano a organiche forme di gestione sovracomunale
- prevedere forme di partenariato tra la Provincia e Comuni per l'ideazione e la realizzazione di progetti a termine, di rilevanza anche provinciale
- diversificare i trasferimenti provinciali finalizzati per la cultura, privilegiando le situazioni che attivano la realizzazione e la gestione in rete
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SPETTACOLO
La complessità assunta in questi anni dal settore dello spettacolo e l’accresciuta importanza che lo stesso ha assunto nella fruizione culturale, nella vita associativa e nel comprendere i processi delle società aperte, rende necessaria una nuova e specifica normativa che dovrà riguardare le attività di spettacolo dal vivo e riprodotto, portandole ad organizzazione di sistema. Tale riordino dovrà comprendere l’apprendimento e l’uso di nuovi linguaggi, l’utilizzo delle nuove tecnologie (anche sotto l’aspetto produttivo) e l’utilizzo ottimale delle strutture. La nuova legge dovrà:
- riconoscere la promozione dello spettacolo dal vivo (musica, teatro, danza) e riprodotto (cinema, audiovisivi) aspetto fondamentale della politica culturale della Provincia quale mezzo di espressione artistica, di formazione, di promozione culturale, di sviluppo economico, di aggregazione sociale;
- determinare gli obiettivi e le forme del concorso al loro perseguimento da parte dei soggetti;
- individuare le tipologie di intervento in materia di spettacolo ponendo il pluralismo culturale a fondamento di esse;
- orientare gli interventi in materia di spettacolo con particolare riguardo alla produzione, circuitazione, formazione del pubblico.
Per raggiungere questi obiettivi si dovranno identificare ed adottare specifici strumenti e modalità di valutazione e d’intervento per lo sviluppo del settore professionale per il miglioramento delle attività, della qualità delle produzioni e dell’offerta degli eventi e per un ruolo del settore amatoriale (cori, bande e filodrammatiche) rendendole sempre più aperte alle nuove domande di espressione culturale non professionali che sorgono dalla comunità trentina.
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INDUSTRIA CULTURALE
Anche in Trentino è fortemente sentita l’esigenza di predisporre un progetto che favorisca lo sviluppo di attività di impresa di produzione dei media, ampliando la comunicazione multimediale ed editoriale progettata e realizzata per le attività culturali e turistiche. In collaborazione con il settore dell’industria, andranno ricercati percorsi per incentivare la nascita di piccole imprese distribuite sul territorio e l’affermarsi di nuove professioni in campo culturale che vedano in particolare il protagonismo dei giovani.
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GIOVANI
La ricerca promossa dalla Provincia sulla condizione giovanile in Trentino ha evidenziato che i giovani di oggi vivono con difficoltà la transizione alla condizione adulta con una crescente estraneità verso la sfera pubblica della società. Affrontare queste tematiche comporta una configurazione delle politiche di welfare, comprendendo gli interventi di politica culturale, anche sul versante del rafforzamento della solidarietà interpersonale e del mantenimento e del cambiamento delle forme di coesione sociale.
Se si tiene conto che nel 2002 meno di un decimo (8,9%) dei giovani trentini dichiarava di aderire ad associazioni di volontariato e che meno del 2% affermava di essere iscritto a qualche partito od associazione a carattere politico emerge che uno dei filoni entro i quali operare deve riguardare proprio il comparto dell'associazionismo. Va quindi superata l’idea tradizionale di associazionismo, pensando a forme di aggregazione di vita temporanea che nascono, si sviluppano, ma possono anche esaurirsi, nella formazione e nella realizzazione di progetti specifici e parallelamente si devono promuovere cooperative costituite e governate da giovani in grado di assumersi la responsabilità di gestire servizi e iniziative collettivamente significative.
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OSSERVATORIO
Per il comparto culturale è fortemente sentita la necessità di avviare un osservatorio delle attività quale strumento per la programmazione di settore, lo sviluppo di sistemi informativi e di valutazione di supporto alle decisioni in campo culturale, il coordinamento e la qualificazione in senso unitario delle iniziative di promozione e come attività conoscitiva degli operatori e degli attori della cultura. Il suo ruolo sarà propositivo per i vari soggetti e nello stesso tempo andrà a realizzare puntuali analisi sulle forme di gestione, sulle modalità di comunicazione, sull’impatto ed il gradimento del pubblico verso le proposte culturali attuate in provincia e sull’incremento dell’occupazione in campo culturale.
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3. LE RAGIONI ISPIRATRICI DELLA RIFORMA DELLA Legge provinciale 12/1987
La Provincia autonoma di Trento ha esercitato la propria competenza legislativa nel settore dei beni e delle attività culturali sviluppando, a partire dagli anni ’70, un sistema articolato di norme nei settori:
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della tutela e conservazione del patrimonio storico, artistico e popolare
-
della catalogazione e inventariazione del patrimonio artistico e popolare del Trentino
-
della promozione e valorizzazione delle attività culturali
-
della tutela, conservazione, valorizzazione e fruizione degli archivi
-
della tutela, conservazione e valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali mediante l’istituzione degli ecomusei
La recente legge provinciale 17 febbraio 2003 n. 1, recante Nuove disposizioni in materia di beni
culturali, è intervenuta, da un lato, a ridefinire l’assetto organizzativo delle strutture della Provincia preposte alle funzioni di
tutela e conservazione dei beni culturali e, dall’altro, a disciplinare puntualmente il settore degli
archivi, sia pubblici che privati, rinviando ad un tempo successivo la riorganizzazione del comparto delle attività culturali.
Il ruolo centrale che i decisori locali riconoscono oggi alla cultura come fattore strategico per lo sviluppo sociale ed economico del Trentino, si accompagna all’esigenza, non più differibile, di attivare un processo di riordino e ammodernamento (del quadro legislativo) dei restanti comparti delle attività culturali.
La riforma del comparto delle attività culturali, dovrà tener conto di specifiche esigenze di base, ed in particolare:
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armonizzarsi con il contesto normativo e programmatico provinciale in quanto finora il testo della Legge 12/87 non è stato adeguato per recepire le riforme introdotte negli ultimi anni in materia, soprattutto di finanza locale e di programmazione provinciale;
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rapportarsi con la disciplina degli enti funzionali culturali istituiti in epoche successive al 1987 con leggi disomogenee fra di loro. Oggi la rilevanza di tali enti per la politica culturale complessiva della Provincia si è accresciuta con un sempre più forte peso sul versante economico-finanziario;
-
orientare in ottica innovativa lo sviluppo futuro del settore Attività culturali;
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promuovere e interpretare le dinamiche intersettoriali nella prospettiva dello sviluppo (sostenibile) economico del territorio;
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mediare le tendenze in atto a livello nazionale ed europeo, e dunque sia coerente con l’esigenza non differibile di preparare il nostro territorio a interagire su scala internazionale.
E’ di tutta evidenza che le stesse ragioni ispiratrici della riforma, testè elencate, prefigurano un testo normativo:
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ampio, che abbracci l’intero settore delle attività culturali (ad eccezione dei comparti Beni culturali e
Archivi);
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di carattere strategico, rispetto all’obiettivo generale della promozione socio-economica del territorio;
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innovativo, che sintetizzi le tendenze in atto e orienti con sapiente lungimiranza l’evoluzione del settore dei prossimi anni.
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4. LE LINEE GUIDA DELL’AZIONE RIFORMATRICE
Cinque le linea guida dell’azione, che andremo ad illustrare nel prosieguo nei contenuti principali:
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La sussidiarietà verticale nel comparto delle attività culturali
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La sussidiarietà orizzontale e le tendenze in atto nel settore delle Attività culturali
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Enfasi del ruolo strategico delle Attività culturali rispetto allo sviluppo economico del territorio e promozione delle imprese del settore
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Promozione dell’efficienza, economicità e trasparenza dei singoli Enti operanti nei diversi comparti delle Attività culturali
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Spunti per la riorganizzazione di alcuni comparti delle Attività culturali
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4.1 La sussidiarietà verticale nel comparto delle attività culturali
Considerati gli indirizzi normativi e le tendenze in atto, si andranno a precisare ruoli e funzioni della Provincia e degli altri Enti locali nel comparto delle attività culturali.
Il riordino potrà accompagnarsi alla elaborazione di nuovi orientamenti e strategie per la gestione del bilancio provinciale delle Attività culturali.
Il processo di attuazione del principio di sussidiarietà verticale nel settore delle attività culturali ha portato i Comuni del Trentino a svolgere un ruolo importante nella promozione e nella diffusione della cultura a livello locale.
L’evoluzione normativa in atto a livello comunitario e nazionale e i conseguenti processi di responsabilizzazione dei governi locali, rendono opportuno l’avvio di una serena rimeditazione delle dinamiche attivate nella nostra Provincia in relazione ad almeno due profili:
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l’espletamento, da parte dell’Ente Provinciale, delle funzioni di programmazione, coordinamento,
evaluation;
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la sostenibilità finanziaria del sistema in una prospettiva di lungo termine.
La fase di studio che precederà la definizione dell’intervento normativo si estende dall’analisi della normativa comunitaria, nazionale e locale sul tema, alla ricognizione dello
status quo nel settore delle Attività culturali della Provincia, all’esame di alcuni singolari casi nazionali.
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4.2 La Sussidiarietà orizzontale e le tendenze in atto nel settore delle Attività culturali
Si tratta di stabilire una linea di azione rispetto al tema della sussidiarietà orizzontale nel settore delle attività culturali, sulla scorta degli indirizzi normativi, delle tendenze in atto e degli orientamenti del piano di sviluppo della Provincia Autonoma di Trento.
Il tema del coinvolgimento del privato nella gestione/prestazione dei servizi pubblici, come noto, è tanto attuale quanto critico.
L’apertura ai privati risponde ad un processo che ha assunto di recente rango costituzionale (L. Cost. 3/2001), riconoscendosi che la sussidiarietà, nella sua valenza orizzontale, mira a
"favorire l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse
generale" (art. 118, comma 4 Cost.).
Si assiste, di conseguenza, all’evoluzione del ruolo degli Enti pubblici nel senso del loro progressivo spostamento verso funzioni di indirizzo, controllo e coordinamento, piuttosto che di gestione diretta.
Se il comparto dei servizi pubblici economici ha saputo negli anni recenti sviluppare interessanti e intense forme di collaborazione con il mondo privato, i servizi pubblici non economici si trovano in piena fase di transizione.
Nel settore dei servizi pubblici non economici (tra cui la Cultura) il coinvolgimento dei privati va assumendo una configurazione diversamente caratterizzata rispetto al comparto dei servizi pubblici economici, non foss’altro in relazione:
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al ruolo strategico e di garanzia che rimane affidato all’Ente Pubblico,
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alle finalità della partecipazione, sotto il duplice profilo dell’interesse dell’Ente pubblico partecipato e del privato.
In conclusione, ci pare di poter così riassumere la sfida sul terreno della sussidiarietà orizzontale (e, per quanto ci interessa, della partecipazione dei privati nel settore dei servizi pubblici culturali): si tratta, da un lato, di coniugare le dinamiche e le logiche del
welfare state, che sinora hanno caratterizzato l’approccio europeo ai servizi pubblici non economici, con l’esigenza sempre più pressante di tagli alla spesa pubblica; dall’altro, di avviare percorsi sinergici e duraturi tra cultura ed economia.
L’indagine conoscitiva preliminare svilupperà il quadro normativo di riferimento, a livello comunitario e nazionale, per diffondersi sulle recenti teorie sul tema, sino all’esame di alcuni casi particolarmente significativi. Seguirà uno
zoom sulla realtà trentina: dall’impianto normativo e programmatico alla ricognizione della realtà odierna nel comparto delle attività culturali.
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4.3 Enfasi del ruolo strategico delle Attività culturali rispetto allo sviluppo economico del territorio e promozione delle imprese del settore
Se il ruolo strategico delle Attività culturali nello sviluppo sociale di un territorio è indiscusso, l’attuale contesto ci impone di promuovere le dinamiche economiche connesse al mondo della Cultura. Si tratta di favorire l’emersione di potenzialità in gran parte inespresse, di costruire percorsi nuovi, di ricercare azioni per la promozione ed il sostegno delle imprese della Cultura.
Non è possibile prevedere gli indirizzi dell’azione normativa a questo riguardo, giacché essi dipenderanno fortemente dai risultati dell’analisi preliminare, che pure non possono essere presunti; pur tuttavia, riteniamo che un incentivo importante alla intensificazione delle ricadute economiche delle Attività culturali perverrà dalla riorganizzazione di alcuni comparti cruciali (come ad esempio il museale): si pensi soltanto alla maggiore intensità e visibilità che potrà avere l’azione di marketing, sino alla creazione di nuovi "prodotti" che potranno essere circuitati dalla stessa Trentino spa.
Ulteriori apporti potranno pervenire dall’adozione diffusa delle logiche di distretto culturale.
Quanto al tema della promozione delle imprese operanti nel settore Cultura, l’analisi che sarà svolta permetterà di disporre di una panoramica dell’esistente ed eventualmente cogliere lo spazio per nuovi business. Ovviamente qualsiasi azione di promozione, oltre ad essere compatibile con le disposizioni europee, dovrà raccordarsi con le norme provinciali esistenti.
Il tema del ruolo strategico delle Attività culturali rispetto allo sviluppo economico del territorio è relativamente nuovo, ragione per la quale sono in atto varie sperimentazioni, più o meno di successo, ma non esistono formule scontate. Per questo l’analisi preliminare:
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partirà dall’esame dell’attuale dimensione economica del settore delle Attività culturali,
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effettuerà una ricognizione del fenomeno emergente degli ecomusei, nell’accezione di processi di sviluppo sostenibile locale, basati sulla valorizzazione in chiave turistica delle risorse culturali e ambientali;
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metterà in luce i profili di criticità, le eccellenze, le aspettative e le proposte degli interlocutori economici locali rispetto al tema
"Attività culturali e promozione dell’economia Trentina ";
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andrà ad esaminare alcuni casi eccellenti rispetto al tema indagato, dai quali poter trarre ulteriori spunti per l’azione normativa.
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4.4 Promozione dell’efficienza, economicità e trasparenza dei singoli Enti operanti nei diversi comparti delle Attività culturali
Lo sguardo ai diversi comparti delle attività culturali interesserà anche gli aspetti organizzativi e gestionali dei singoli Enti.
Si pone l’accento sul tema dell’organizzazione (a livello sia dei singoli Enti che dei comparti), nella consapevolezza che essa rappresenta un presupposto importante per una crescita equilibrata.
L’analisi permetterà di mettere in luce eccellenze nonchè eventuali aspetti critici e di suggerire gli indirizzi per un complessivo miglioramento della performance dei comparti.
L’azione normativa potrà andare nella direzione di favorire processi strutturati di riorganizzazione dei singoli Enti in armonia con gli indirizzi disegnati per i vari comparti.
Il processo di riorganizzazione potrà svilupparsi per tappe:
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dalla previsione di un modello di gestione contabile comune ai singoli Enti appartenenti ad un comparto, che permetta al Servizio Attività Culturali della Provincia di effettuare sistematiche rilevazioni significative (sulla base di sistemi di trasmissione informatizzata),
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ad interventi volti al miglioramento dell’organizzazione interna, tanto più importanti quanto maggiore è la dimensione / complessità dell’Ente,
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alla costruzione di sistemi di controllo interno di gestione (ovviamente per le realtà di certa dimensione),
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alle applicazioni conseguenti alla eventuale messa a punto (da parte del Servizio Attività Cultuali della Provincia) di strumenti di
evaluation;
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alla previsione di modelli di social corporate
responsability, sino alla formazione del bilancio sociale (presumibilmente per i singoli comparti delle Attività culturali).
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4.5 Spunti per la riorganizzazione di alcuni comparti delle Attività culturali
Si collocano qui le azioni volte a promuovere percorsi di riorganizzazione sistemica di comparto, con le seguenti finalità principali:
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favorire il processo di riorganizzazione armonizzata dei singoli Enti,
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rendere più intellegibili (significative e comparabili) le informazioni di carattere contabile e finanziario trasmesse al Servizio Attività Culturali,
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generare economie di spesa a livello di comparto, in primis attraverso la concentrazione di servizi comuni,
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migliorare l’efficienza gestionale, mediante una più forte incisività dell’azione del comparto a parità di spesa (dai vantaggi connessi ad un maggior potere contrattuale, ai benefici conseguenti alla creazione di funzioni comuni rafforzate),
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rendere più visibile il comparto e la sua azione rispetto al territorio e dunque favorire processi di coinvolgimento del privato,
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favorire la costruzione di dinamiche di sistema capaci di promuovere lo sviluppo economico del territorio,
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valorizzare la funzione di programmazione e coordinamento dell’intero comparto, affidata al Servizio Attività Culturali della Provincia,
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agevolare processi di evaluation (a cura del Servizio Attività Culturali della Provincia);
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valorizzare, a beneficio dell’intero comparto, le relazioni tessute all’interno dei singoli Enti.
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5. LO STUDIO PRELIMINARE - METODOLOGIA DI LAVORO
La percezione diffusa e condivisa dell’importanza strategica della Cultura, la vastità della prevista azione riformatrice estesa all’intero comparto delle Attività culturali (1), il fortissimo impatto sociale delle Attività culturali e la quantità dei soggetti interessati, rendono necessaria la predisposizione di un complesso di analisi preliminari, di approfondimenti scientifici, di confronti con altre realtà ed esperienze, sì da predisporre le basi conoscitive per operare le scelte migliori.
Le stesse ragioni impongono una metodologia di lavoro che:
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parta con la ricognizione puntuale della realtà delle Attività culturali in Trentino,
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prosegua con lo studio scientifico rigoroso dei fenomeni di interesse (rispetto alle linee guida già illustrate),
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affianchi allo studio scientifico un’azione di benchmark. Ciò nella considerazione che il confronto con altre esperienze:
o permetterà di valutare il posizionamento (di partenza e di arrivo) della Provincia rispetto al panorama nazionale e (su alcuni aspetti) straniero;
o fornirà spunti per ideare nuove azioni;
o permetterà di sostenere con forza le scelte che si adotteranno;
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preveda il contatto con soggetti / realtà strategiche operanti a livello locale (ed anche extra), sì da accogliere le indicazioni dei più significativi interlocutori locali;
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in conclusione, conduca a formulare proposte concrete e soluzioni operative.
La delicatezza e dei temi trattati e la vastità dei soggetti coinvolti, rende opportuno
prevedere finestre strutturate di ascolto: a tale riguardo si pensa ad una formula di gestione soft, quale l’apertura di un tavolo di confronto su web, così da permettere a tutti gli interessati di esprimere costruttivamente il loro apporto.
Il team di lavoro raggruppa professionalità multidisciplinari e si coordina intensamente con il Servizio Attività Culturali della Provincia, sì da valorizzate le competenze del Servizio, anche nella prospettiva della costruzione di nuovi processi e modalità, nonché della gestione della futura normativa che si andrà ad emanare.
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