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Il teatro in lingua batte il dialetto

 

Che fine ha fatto il dialetto nel mondo del teatro amatoriale trentino? È una domanda che sorge spontanea nel leggere il verbale della giuria di «Palcoscenico Trentino», il festival delle filodrammatiche della provincia organizzato dalla Cofas, edizione 2007/8. Infatti ci sono alcune frasi che, in un verbale di giuria, suonano con la forza di una sirena d'allarme: «La Commissione giudicatrice non ha potuto fare a meno di constatare la notevole differenza qualitativa delle proposte teatrali presentate dalle varie Filodrammatiche, annotando come le proposte in lingua italiana - non solo come tessuto narrativo, ma anche come allestimento scenico e tecnico - siano risultate nettamente superiori rispetto agli spettacoli proposti nella sezione della lingua dialettale». E ancora: «Si è avvertita, nelle proposte in lingua italiana, una maggiore attenzione verso la ricerca di indirizzi diversi da quelli routinari, mentre nel dialetto questo sforzo innovativo è risultato piuttosto limitato». In altre parole, il dialetto è rimasto inchiodato alla collaudata formula delle quattro risate su battute scontate, mentre il teatro - e si parla di quello amatoriale - sta andando avanti. Tutto il contrario di quello che accadeva fino a qualche anno fa, almeno così sembrerebbe, quando il dialetto trionfava e sembrava l'unica espressione ammessa sui palcoscenici popolari. Ma se nella giuria il presidente è un cultore del vernacolo come Elio Fox, nessuno può pensare che le frasi citate nascano da pregiudizi. Così i premi hanno seguito quella impostazione, con qualche lodevole eccezione. Come ad esempio il fatto che miglior attrice è stata ritenuta Flavia Segata (Delia ne «El sol en te i oci» di Gigi Cona, Filo di Sopramonte), assieme ad Eleonora Angeli (Sally Hills, nel «Colpo della strega» di J. Graham, Filo di Ischia di Pergine). Segnalata anche Chiara Angeli , sempre della Filo di Ischia. Tra gli attori, un altro ex aequo: Paolo Pasqualini (Filippo de Pasquali in «A volte se cambia» di Gianni Facchin, Filo San Giorgio di Castel Tesino), e Nicola Endrizzi (Tommaso Cerciolini in «Cercasi tenore» di K. Ludwig, Filo Amicizia di Romeno). Anche il premio per le scenografie è andato alla Filo di Ischia per «Il colpo della strega».

 

 

 

Poi, il colpo di scena: la giuria, con decisione sofferta ma all'unanimità «ha ritenuto di non premiare nessuna delle opere presentate nella sezione del dialetto» perchè «non poteva non tener conto del differenziale che ha contraddistinto le due sezioni di proposta». Tuttavia, la Commissione, tenuto conto «dell'impegno di alcune Filodrammatiche (...) ha ritenuto di dover dare un riconoscimento (...) alle opere «El sol 'n tei oci» di Gigi Cona ( Filo di Sopramonte ) e «A volte se cambia» di Gianni Facchin ( «S.Giorgio» di Casteltesino ). Due le commedie considerate nella Sezione Lingua Italiana: «Il colpo della strega» di J. Graham ( Filo di Ischia di Pergine ), «in considerazione dell'impegno offerto da un gruppo di attori e per la scelta di un testo originale». Primo Premio come Miglior Spettacolo alla commedia brillante «Cercasi tenore» di Ken Ludwig ( Filo «Amicizia» di Romeno ) sia «per l'impegno nella scelta di un testo originale e scorrevole» che «per l'attenta messa in scena, la fluidità dell'impianto narrativo e per una regia minuziosa, dinamica e moderna». La serata è stata impreziosita dalla rappresentazione di «Via del Mercato Vecchio - Il Simonino» di Antonia Dalpiaz.

 

di ALEX FRANCHINI

 

da L’Adige del 26 gennaio 2008

 

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