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E’ morto Winkler, presidente dell'ARCI

 

Si è spento ieri, all'età di 64 anni, Ugo Winkler, fondatore e presidente dell'Arci del Trentino. Da mesi sapeva di essere malato, ma ciò non gli aveva impedito di portare avanti i suoi progetti e di guardare sempre al futuro. Lo piange il mondo della cultura trentina con tutte le persone che lo hanno conosciuto e che ieri sono state vicine alla moglie Wanda Chiodi, presidente dei Ds del Trentino e, fino alla scorsa legislatura, consigliere provinciale ed assessore regionale. Ugo Winkler, primogenito del compianto scultore Othmar, insegnò alle scuole superiori prima di dedicarsi a tempo pieno alla promozione della cultura. Nel 1973 fondò in forma sperimentale-propedeutica il Circolo Picasso, primo passo verso la formazione della sezione trentina dell'Arci due anni dopo. Era il 1975 e l'obiettivo era quello di creare un'area di integrazione e di scambio per tecniche e per contenuti soprattutto tra la zona del Nord-est europeo e l'Italia, attraverso esposizioni e conferenze. Il fine era la sprovincializzazione della cultura. Fra i fondatori dell'Arci, c'era anche Renzo Francescotti. «Ugo è sempre stato anima dell'Arci e l'Arci si identifica in lui. Sarà difficile raccogliere la sua eredità - spiega Francescotti, con commozione - Si spegne un grosso personaggio, un artista anche come modo di proporsi: imprevedibile, genialoide, un organizzatore sui generis, non programmatico ma pieno di fantasia e di immaginazione. Le sue esposizioni erano originali, fuori dagli schemi». Un ricordo speciale di Ugo Winkler rimarrà per sempre nel Gruppo interpretativo Neruda.

 

 

 

 

 

 

«Aveva una bellissima mano come disegnatore, come pittore: è stato uno degli autori del primo scenario sulle rivolte contadine de "La guerra dei Carneri" nel 1979». Commossa la vicepresidente della giunta ed assessore provinciale alla cultura Margherita Cogo. «È scomparso un uomo che aveva molto vigore e molta voglia di partecipare alla vita culturale della nostra comunità - ha detto Cogo - Solo qualche giorno fa l'ho incontrato ed era pieno di entusiasmo per i suoi progetti. Sapeva della malattia, ma l'ha accettata con assoluta serenità, merito anche della donna eccezionale che ha avuto al suo fianco e che l'ha sempre sostenuto dandogli forza. Personalmente vorrei ricordarlo così, come un un uomo con una volontà straordinaria, un uomo sempre molto entusiasta e frizzante nelle sue idee culturali. Idee del resto molto interessanti, che andavano ad esplorare settori particolari della cultura, a tessere relazioni con altri Paesi nell'ottica dell'approfondimento e della ricerca. Winkler non si occupava di cose scontate sotto il profilo culturale». Infine, l'assessore Cogo invita ad una riflessione. «Ci ha insegnato che la vita bisogna accettarla così come è, senza arrendersi. Sapeva di avere un brutto male, ma ha sempre guardato avanti».

 

Da L’Adige del 19 marzo 2008

 

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