| Nato
a Siena nel 1501 ma trasferitosi a Venezia, si laurea in medicina, esercitando la
professione di medico prima a Siena e poi a Roma. Si sposta a Trento nel 1527, divenendo medico personale del Principe
Vescovo Bernardo Cles. Al potente protettore dedica
il trattato De morbo gallico e il poema in versi Il Magno Palazzo del Cardinale
di Trento, pubblicato nel 1539. Questopera costituisce un documento di grande
importanza, perché fornisce preziose informazioni sul nuovo aspetto assunto dal Castello
del Buonconsiglio dopo gli interventi architettonici di gusto rinascimentale voluti da
Bernardo Cles.
Mattioli si trattiene in Trentino per circa
un trentennio, durante il quale soggiorna soprattutto in Val di Non, nei dintorni di
Trento e sul monte Baldo. In queste zone di montagna ha modo di dedicarsi alla botanica,
sua grande passione e di venire in contatto con quel bagaglio di conoscenze e tradizioni
popolari riguardanti la natura, che forniranno la base delle sue ricerche sulle proprietà
terapeutiche delle piante.
Nel 1539, forse a seguito della morte del
Principe Vescovo Cles, parte alla volta di Gorizia e, in seguito, di Praga. Nel 1544
pubblica a Venezia lopera a carattere naturalistico e terapeutico che lo rese
celebre: i Commentari a Dioscoride Anazarbeo, arricchita in seguito con ulteriori
indicazioni tratte da altri autori classici.
Raggiunge lapice della sua carriera
nel 1555, quando Ferdinando I dAustria lo chiama a corte come medico personale del
suo secondogenito. Mattioli rimane a servizio degli Asburgo fino al 1571, anno in cui
decide di far ritorno a Trento, dove rimane fino alla morte.
La sua pietra tombale è conservata
allingresso del Duomo di Trento. |