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data dinizio del degrado complessivo del Castello del Buonconsiglio, con progressiva
dispersione dei suoi arredi e delle suppellettili, ebbe il suo culmine nel 1796, quando le
truppe francesi si insediarono al Buonconsiglio. I drammatici avvenimenti dei decenni
successivi, con lavvicendarsi dei governi francesi, bavaresi e austriaci e il
conseguente scardinamento dellistituzione politica del Principato Vescovile, non
fecero che aggravare la situazione del complesso architettonico-monumentale, che rimase
critica fino alla fine della I guerra mondiale. Inoltre nei difficili anni di guerra il
Castello, punto di riferimento urbanistico e politico della città, fu scelto quale luogo
deputato di volta in volta a comando militare, caserma, carcere, residenza commissariale.
Così camminamenti, fuciliere e pezzi di artiglieria vennero piazzati lungo le strutture
murarie, sulle torri e nel giardino., mentre le sale interne servivano da dormitori per i
soldati, cucine, depositi e fucine militari. Nel 1803 larchivio vescovile, conservato nelle stanze di
Castelvecchio, fu trasferito dagli Austriaci ad Innsbruck, e gli ambienti destinati
anchessi a scopi militari.
Negli anni Venti, al termine della I guerra
mondiale che vide il Trentino fino ad allora sotto il governo austriaco, passare
allItalia, anche il complesso del Buonconsiglio divenne parte del patrimonio
nazionale. Vennero avviate impegnative campagne di restauro, seguite dal soprintendente
Giuseppe Gerola, il quale poté inaugurare, nel 1924, il Museo nazionale, sorto
intorno ad un primo nucleo di collezioni provenienti dal Museo Civico di Trento,
costituitosi a metà dellOttocento.
Sospesi durante la II guerra mondiale, i
lavori di restauro proseguirono sotto la guida dei nuovi soprintendenti Guiotto negli anni
1949-59, e Rasmo, al quale si deve la "scoperta" degli affreschi della Stua della Famea, rimasti
coperti dallintonaco steso sulle pareti duranti il governo austriaco fino ai primi
anni Sessanta.
A seguito del passaggio delle competenze in
materia di beni culturali dallo Stato alla Provincia Autonoma di Trento, il Castello del
Buonconsiglio è stato trasformato nel Museo Provinciale dArte, suddiviso nelle
sezioni archeologica, darte antica, medievale, moderna e contemporanea.
Dal 1992 il complesso ha assunto la
denominazione Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali; esso
si articola su più sedi nel territorio trentino, comprendendo dal 1973 il Castello di
Stenico nelle Giudicarie, dal 1988 Castel Beseno fra Trento e Rovereto, e, dal 1992,
Castel Thun in Val di Non. |