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Concilio fu indetto da parte cattolica in un momento estremamente delicato per
lEuropa, scossa dalle istanze riformatrici di Lutero, al fine di tentare una
riconciliazione religiosa, promuovendo la condanna degli errori nel campo della fede
insieme alla riforma dei costumi del clero e della società in generale. Trento, dopo anni di trattative, venne scelta quale
sede dellassise cattolica nel 1542, in virtù soprattutto della sua posizione
geografica. Si presentava infatti come una città fortificata, sede di un principato
vescovile, fedele sia al Papa che allImperatore ma politicamente autonomo, inoltre
si trovava sulla grande via di traffico che collegava il nord, e la Germania in
particolare, con il sud, cioè con Roma. Non va inoltre dimenticata lazione di renovatio
urbis compiuta dal Principe Vescovo Bernardo Cles negli anni del suo principato
(1514-1539); egli, grazie agli interventi architettonici e di risistemazione urbanistica,
aveva trasformato Trento in una città moderna e accogliente, capace di stare al passo con
i tempi e di offrire le strutture necessarie ad ospitare un evento di così vasta portata
come un Concilio.
Giunti a Trento i legati papali nel marzo
1545, il 13 dicembre dello stesso anno, con una lunga processione diretta alla Cattedrale
cittadina, si diede inizio ai lavori. Gli storici suddividono gli anni del Concilio di
Trento in tre periodi fondamentali:
Primo periodo (13 dicembre 1545 - 13
settembre 1549) 25 sessioni
Sono presenti 4 cardinali, 4 arcivescovi,
21 vescovi, 5 generali di Ordini religiosi, 42 teologi, 8 giuristi, 2 ambasciatori e 8
rappresentanti della nobiltà locale. Il legato Giovanni Maria Del Monte (futuro papa
Giulio III), in qualità di presidente, dichiara aperto il Concilio. I lavori utilizzano
sedi diverse: le sessioni generali e conclusive si tengono sempre in Duomo (Cattedrale di
S. Vigilio), le riunioni preparatorie, invece, si svolgono per gruppi di argomenti nei
palazzi dove risiedono i legati.
11 marzo 1547: nella ottava sessione del
Concilio, complice il timore di unepidemia di tifo petecchiale, i padri decidono di
trasferire i lavori a Bologna, anche per sottrarsi alla pressione imperiale che a Trento
si faceva molto pesante. Tuttavia a Bologna nessun decreto viene promulgato.
Secondo periodo (1 maggio 1551 28
aprile 1552) 6 sessioni
Papa Giulio III riconvoca i padri
conciliari a Trento. Alla ripresa delle assemblee preparatorie, laffluenza è tale
da rendere necessario lo spostamento dei partecipanti nella basilica di Santa Maria
Maggiore. In questi anni sono emanati i decreti sullEucarestia, sulla Penitenza e
sullEstrema Unzione; tuttavia, per la difficile situazione politica e militare in
Europa, il Concilio viene nuovamente sospeso.
Terzo periodo (18 gennaio 1562 4
dicembre 1563) 9 sessioni
Papa Pio IV convoca nuovamente il Concilio
a Trento, dove i padri simultaneamente presenti raggiungono il numero di 237 e sono di
nazionalità diverse: italiani, spagnoli, francesi, greci, savoiardi, tedeschi, inglesi,
croati, moravi.
I lavori conciliari si chiudono nel Duomo
di Trento nel pomeriggio del 4 dicembre 1563 con lapprovazione degli ultimi decreti,
sottoscritti ai piedi del Crocefisso ligneo, attualmente custodito nellomonima
cappella barocca in Cattedrale. |