| La
richiesta riguardante lautonomia della regione veniva ufficialmente sostenuta dai
deputati trentini eletti alla Dieta di Innsbruck e al Parlamento di Vienna, appoggiati
dalla stampa locale e, con sempre maggior vigore, dal movimento irredentista che mirava ad
annettere il Trentino allItalia, sottraendolo al dominio dellAustria. Già durante le guerre dindipendenza italiana
(dal 1848 al 1870) i trentini erano accorsi numerosi per combattere fra le fila
garibaldine. In particolare durante la terza guerra dindipendenza (1866) Garibaldi e
il suo esercito, schierati a difesa del Garda, riuscirono a penetrare in Trentino da
ovest, fermati tuttavia a Bezzecca dallordine del Re dItalia, al quale
Garibaldi rispose il famoso "obbedisco". Alla conclusione degli scontri la pace
di Vienna del 1866 portò allItalia il Veneto, ma non il Trentino.
Sempre vivo, nella seconda metà del secolo
lirredentismo trentino si manifestò anche attraverso lazione di società
patriottiche: fondata nel 1872 la Società Alpina, dopo quattro anni fu sciolta a
motivo di alcune manifestazioni a carattere irredentista; essa fu subito ricostituita con
il nome di Società Alpinisti Tridentini (S.A.T.) che si contrappose al tentativo
egemonico e nazionalistico delle analoghe società alpine germaniche (Deutsche
Alpenverein). Nel 1885 si costituì a Rovereto la società Pro Patria, sciolta con
provvedimento di polizia, ma rinata col nuovo nome di Lega Nazionale, che
contrappose scuole, asili e biblioteche italiane allazione di penetrazione
pangermanica nelle zone mistilingue di Salorno, Luserna - Lavarone e nel Perginese,
difendendo il carattere italiano delle popolazioni trentine.
Nel decennio precedente lo scoppio della
prima guerra mondiale la questione dellautonomia non venne più proposta attraverso
specifici progetti dai deputati trentini (fra cui Cesare Battisti) al parlamento di Vienna e alla Dieta di Innsbruck, ma
essa rimase ugualmente sempre presente come motivo di fondo nei loro interventi. |