Itineraio 3
Agricoltura e società nel ciclo dei Mesi di Torre Aquila/2

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La rivolta, inevitabile, scoppiò nel 1407, come documentato da un graffito proprio sulla parete di Torre Aquila, ad opera di Rodolfo Belenzani, ponendo fine al potere del Principe Vescovo a favore del duca Federico IV, conte del Tirolo. Quest’ultimo, dopo aver fatto suo prigioniero il Liechtenstein, spogliava la residenza vescovile dei beni (arazzi, codici miniati) posseduti dal vescovo e testimonianza dei suoi interessi culturali, in linea con il clima colto e raffinato delle corti europee fra XIV e XV secolo.

Le vicende storiche forniscono utili elementi per datare la realizzazione di Torre Aquila e, di conseguenza, la sua decorazione pittorica, fra il 1391 (ingresso del Principe Vescovo Giorgio di Liechtenstein a Trento) e il 1407, anno della rivolta e fine del suo potere. I termini cronologici si restringono ulteriormente ai primi anni del 1400, in quanto negli affreschi in Torre Aquila è raffigurato il Castello di Stenico, proprietà vescovile nelle Valli Giudicarie, nella forma assunta con i restauri apportativi dal Liechtenstein, appunto in quel giro d’anni.

Incerto è ancora il nome dell’autore del ciclo pittorico, indicato dalla maggioranza degli studiosi come "maestro dei Mesi", data la mancanza di notizie più precise sulla sua identità. Quello che sembra invece assodato è la sua provenienza boema, probabilmente legata all’origine dello stesso Giorgio di Liechtenstein, la cui nobile famiglia aveva vasti possedimenti di terre in Moravia e nella bassa Austria. Un indizio in questo senso è costituito dal tipo di paesaggio affrescato, con spuntoni rocciosi, poca profondità e dai colori irreali, molto simile a quelli delle miniature boeme dell’ultimo decennio del ‘300.