Itinerario 1
La Loggia del Romanino:
immagini e cultura rinascimentale/2

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1. Dipinto su un cielo azzurro che pare sfondare la reale consistenza architettonica della volta, il riquadro centrale è forse quello che colpisce maggiormente l’occhio del visitatore: è dedicato al mito di Fetonte, il giovane figlio del Sole che, impadronitosi del carro paterno, sopravvalutando le sue capacità di guidarlo, si lancia in una corsa sfrenata, rivelatasi pericolosa al punto da richiedere l’intervento di Giove che punisce l’imprudenza del ragazzo.

Qui è raffigurato il momento più alto del dramma: il volto di Fetonte tradisce l’angoscia, mentre uno dei cavalli si volta all’indietro a cercare un comando più sicuro delle redini. La scelta di raffigurare questo episodio mitologico (narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, libro II, 19-102) parrebbe mettere in guardia dal contare eccessivamente sulle proprie forze nell’affrontare missioni impegnative, che, nel caso del Principe Vescovo o dei governanti da lui ospitati a Trento, riguarderebbero la sfera delle responsabilità politiche, dove saggezza e, talvolta, prudenza si rivelano virtù indispensabili. A conferma di ciò è interessante ricordare il testo di Erasmo da Rotterdam, fine umanista a cui lo stesso Bernardo Cles si rivolse per suggerimenti bibliografici, intitolato L’educazione del principe cristiano e dedicato a Carlo V. Il testo, pubblicato nel 1516, presenta il mito di Fetonte come esemplare per la formazione del futuro regnante che "se afferra le redini con precipitazione per l'ardore dell’età, ma senza il sussidio della saggezza, manda tutto quanto in rovina, per il suo danno e quello di tutti".