Giardino e zona verde

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Attualmente poco rimane della sua sistemazione cinquecentesca voluta da Bernardo Cles, il quale inviò il suo giardiniere a visitare tutti i giardini più famosi del tempo per trarne ispirazione, dedicando poi molta cura alla scelta delle piante ornamentali e da frutto da coltivare a Trento.

Da una stampa del 1542 raffigurante il Buonconsiglio con giardino e, in particolare, dalla descrizione che di esso fa il Mattioli, possiamo farci un’idea di come, nel Rinascimento, era concepito lo spazio verde intorno a una residenza nobiliare.

Innanzitutto il giardino, sorto a scopo ricreativo e ornamentale, doveva essere separato dall’orto, destinato alla coltivazione di ortaggi; presentava poi una serie di aiuole circondate da lastre di pietra e da viali selciati, mentre al centro doveva esserci una fontana con la statua di Nettuno.

Sul giardino si apriva una loggia affrescata, lungo l’ala meridionale del Magno Palazzo, contenente una grotta artificiale di tufo con giochi d’acqua e macchine funzionanti. Nel XIX secolo, durante la dominazione austriaca in Trentino, gli archi furono murati e la loggia trasformata in prigione; al suo interno sono visitabili le celle dove furono imprigionati Cesare Battisti e gli irredentisti trentini.