Volto sotto la Loggia

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In quest’ambiente il Romanino dipinge una scansione architettonica ricca di effetti illusionistici, con scene di genere ambientate in piacevoli paesaggi all’aperto, come nella coppia di amanti seduti su un prato, e con episodi di gusto popolare, come nella castrazione del gatto al fine di ricavarne filtri cosmetici e afrodisiaci.

La raffigurazione di credenze e usanze diffuse all’epoca fra la gente trentina, che può sembrare poco adatta all’abitazione di un Principe Vescovo, in realtà bilancia e completa il messaggio moraleggiante dato dagli affreschi nella Loggia e del pianerottolo soprastanti, caratterizzati da un tono più aulico e segnati da un più frequente passaggio di visitatori.

Inoltre gli affreschi a carattere profano di questo che era un locale secondario del Magno Palazzo evidenziano, almeno in alcuni episodi, la particolare disponibilità del pittore bresciano nell’attingere dalla cultura tedesca. Essa, infatti, poteva offrire all’artista un ampio repertorio di scene "realistiche" o di genere, la cui diffusione, permessa con l’ausilio di stampe o disegni, era particolarmente facilitata a Trento per la vicinanza di questa città con il mondo d’oltralpe.