Stua della Famea
(Locus refectionis o Sala del tribunale)
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Questo luogo, situato di fronte alla Cappella, riporta sopra l’ingresso la scritta Locus refectionis, ponendo così l’attenzione sulla necessità di cibo per corpo, oltre al nutrimento spirituale disponibile nella vicina Domus orationis.

Quest' ambiente, chiamato nel cinquecento Stua della Famea, era adibito a sala da pranzo per la familia (famea), o corte vescovile.

Gli affreschi che lo decorano furono eseguiti fra il 1531 e il 1532 da Dosso e Battista Dossi. Al centro della volta è dipinta l’impresa (raffigurazione di un motto, di un ideale o programma politico), di Bernardo Cles, circondata agli angoli dagli stemmi di famiglia e del principato.
Antiche sculture mutile sono affrescate in monocromo nei pennacchi alternati alle lunette, le quali raffigurano, ambientate in dolci paesaggi, alcune delle più famose favole di Fedro ed Esopo dall'intento moraleggiante.
La sala è detta anche tribunale perché qui, durante la prima Guerra Mondiale, si stabilì la corte che processò l’irredentista trentino Cesare Battisti.