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Per
quanto statisticamente irrilevanti, dal punto di vista antropologico alcune anomalie
fisiche, caratteri recessivi o tare più o meno ereditarie, hanno sempre suscitato una certa
curiosità.
“Donna Boschimana”, dal manuale di antropologia di Giovanni Canestrini, Antropologia, Hoepli, Milano 1878.
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un saggio intitolato "Anomalie del cranio
trentino" (pubblicato nel 1880)
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Sia da parte degli scienziati depositari di una cosiddetta cultura “alta”, sia da
parte della gente comune. Un esempio di trattazione dotta di questo tema è il saggio
craniologico
di Giovanni Canestrini e Lamberto Moschen intitolato Anomalie del cranio
trentino (pubblicato nel 1880); secondo questo studio alcuni crani trentini presenterebbero
un carattere “pitecoide”, cioè scimmiesco.
Bisogna dire che le anomalie naturali sono un po’ il pallino degli scienziati ottocenteschi.
Anche lo zoologo e antropologo trentino
Giovani Canestrini
dimostra un grande interesse per
le anomalie. Nel suo manuale di Antropologia (1878) annovera casi di polidattilia e di
polimastia (rispettivamente, un eccessivo numero di dita e di mammelle), descrive un
“uomo istrice” con la cute coperta di aculei e riporta l’illustrazione di una donna boscimane,
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L'eccezionale longevità rilevata in una parte della popolazione femminile di Rovereto
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dai glutei eccezionalmente prominenti. Nel caso dello studio sulle
anomalie del cranio trentino, forse occorre leggere tra le righe. Nell’amato Trentino
Giovanni Canestrini non ebbe vita facile. Offeso e irriso dalla stampa cattolica e additato
come professor Scimmia in quanto scienziato evoluzionista, viene bandito dal Trentino e da
tutto l’impero austroungarico per i suoi ideali irredentisti. Rifugiatosi all’Università di
Padova, da lì Canestrini chiederà al Museo Civico di Rovereto quei crani da esaminare, per
servire poi una “diagnosi” antropologica, offensiva e fredda come la vendetta.
Meno sospetti appaiono i reali casi di
gigantismo
registrati, in passato, in val di Ledro.
Al giorno d’oggi il solo dato anomalo che balza agli occhi è l’eccezionale longevità rilevata
in una parte della popolazione femminile di Rovereto, dove si trovano diverse donne
centenarie.
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