Le donne trentine

Il Trentino ha regalato al mondo dello spettacolo diverse bellezze femminili, alcune delle quali anche brave attrici. Autorevoli pareri concordano sull’avvenenza delle nostre donne, primo fra tutti quello del poeta tedesco Heinrich Heine, che nel corso del suo viaggio in Italia (Reisebilder, 1828) rimane tramortito dalla bellezza delle donne incontrate a Trento: “Le trentine mi piacquero eccezionalmente (...) Amo quell’andatura ispirata, quella musica muta del corpo, quelle membra che si muovono col più dolce dei ritmi, rigogliose, flessuose, divinamente negligenti, mortalmente pigre, poi ancora sublimi e sempre altamente poetiche”.
“Le trentine mi piacquero eccezionalmente (...) flessuose, divinamente negligenti, mortalmente pigre, poi ancora sublimi e sempre altamente poetiche”.
Poco più tardi, nella sua Inchiesta post-napoleonica sugli usi del Trentino (1835 – 1856) Francesco Lunelli raccoglierà numerosi proverbi sul gentil sesso (per la verità non sempre lusinghieri quanto alle doti morali) e ribadirà l’apprezzamento per la bellezza delle donne trentine audio con grande profusione di aggettivi.
Intorno a quell’epoca il francese Frédéric Mercey, autore di un Viaggio attraverso il Tirolo (1833), giunge a Trento da Nord e rimane colpito dalla passionalità delle indigene. Appena sceso dalla sua carrozza, Mercey capita nel bel mezzo di una rissa, per motivi di gelosia, tra due ragazze, e descrive la caratteristica “foga meridionale” che anima la contendente offesa: “Non ho mai visto niente di più magnificamente feroce di questa superba testa bruna, gettata all’indietro per il furore! I capelli neri, sparsi in disordine sul suo viso, velavano gli occhi scuri, sconvolti, pieni di scintille...”. La spiegazione di tale temperamento video starebbe nel clima: “I cambiamenti causati dal clima non si fermano al paesaggio e alle abitudini esteriori, le passioni e la sregolatezza dell’uomo del mezzogiorno hanno rimpiazzato la flemma sublime e quel buon sangue freddo tedesco (...) che mi avevano tanto colpito dall’altra parte del Brennero”. Quando però il viaggiatore francese compila una “obiettiva” statistica, la percentuale delle belle di Trento, purtroppo, scende a “tre su dodici”.