Com’erano i nostri antenati?

Che faccia avevano i nostri più lontani progenitori? In mancanza di fotoritratti
Ötzi ha fornito preziose informazioni agli studiosi
preistorici, si possono fare soltanto ipotesi. Il poeta roveretano Gustavo Chiesa (1858-1927)

Peloso (25 KBytes)

“La prima gente che è capitata in valle
era pelosa peggio d’un bruschino;
parlava una lingua originale,
che aveva somiglianza col latino”.

Da: Gustavo Chiesa, Storia de Roveredo,Libreria Editrice G. Giovannini, Rovereto 1911.
nella sua Storia de Roveredo assicura che la prima gente che capitò in valle era fatta di individui pelosi come bruschini. Che i neandertaliani e poi gli uomini del Neolitico fossero pelosi come spazzole può anche darsi, ma che la loro lingua somigliasse al latino, ovviamente, è una licenza (o un’ironia) poetica.
Un vero e proprio colpo di fortuna ebbero gli antropologi con la scoperta casuale di un tipo alpino dell’età del Bronzo, trovato mummificato nel ghiacciaio altoatesino del Similaun, nel 1991. Ötzi, così è stato soprannominato l’uomo, ha fornito preziose informazioni video agli studiosi. L’analisi del Dna dell’uomo del Similaun - per quanto i suoi geni siano frammentati e danneggiati dal tempo - ha dimostato un corredo genetico molto
Da cinquemila anni a questa parte non siamo cambiati molto
simile a quello degli attuali abitanti delle Alpi orientali. Non vi sono state infatti immigrazioni importanti di popoli provenienti da luoghi lontani, dopo l’Età del Bronzo.
Per quanto sia poco entusiasmante specchiarci oggi nelle fattezze di una mummia alpina, sulla base di quanto afferma il genetista Luca Cavalli Sforza possiamo concludere che da cinquemila anni a questa parte non siamo cambiati molto. Salvo nella statura: Ötzi era più basso della media dei trentini, misurava infatti un metro e sessanta.



Bibliografia:


Luigi Luca Cavalli-Sforza, Geni, popoli e lingue, Adelphi, Milano 1996.