L’eredità degli esploratori

I nostri più lontani antenati erano uomini di Neandertal (Homo sapiens neanderthalensis).
Il neandertaliano conduceva una vita breve e dura. Pur essendo un po’ testone, aveva un suo bagaglio emotivo, un linguaggio, una spiritualità
La loro cultura è detta musteriana. Provenendo da sud, quegli uomini visitarono la nostra regione da autentici pionieri, addirittura prima dell’ultima espansione glaciale, tra centomila e quarantamila anni fa. Che faccia avessero i primi esploratori nessuno lo sa con precisione, si possono fare soltanto delle ipotesi, perché tutto quello che hanno lasciato è qualche punta di pietra scheggiata. Dal fatto che queste selci sono state trovate in quota, tra 1100 e 1600 metri, sul Monte Baldo, sul Monte Bondone e probabilmente anche sulla Paganella, gli archeologi deducono che i primi neandertaliani fossero montanari. Così come lo furono i loro cugini e forse nemici mortali, Homo sapiens sapiens, che dopo
Il cacciatore (32 KBytes)

Grandi camminatori, arrampicatori e cacciatori, i primi uomini che visitarono il Trentino prediligevano l’arrosto di stambecco (lo confermano i reperti ossei). Ma non erano tonti come si può credere: oltre a una buona mira, avevano una loro cultura.

l’ultima glaciazione si distribuirono alle medie quote montane.
Il neandertaliano conduceva una vita breve e dura. Pur essendo un po’ testone, aveva un suo bagaglio emotivo, un linguaggio, una spiritualità (in Europa sono noti casi di sepolture che fanno pensare a riti funerari) e persino un senso estetico: conosceva e usava le ocre colorate. Era curioso, come tutti gli uomini e le donne: collezionava le pietre strane, i fossili e le conchiglie. In definitva, come ha osservato uno dei maggiori paletnologi del mondo, André Leroi-Gourhan, lo stesso studioso di preistoria è l’erede diretto della curiosità dei neandertaliani.
C’è ancora molto in noi dei cacciatori “rocciatori” neandertaliani, più di quanto si creda. Nel bene e nel male, s’intende, soprattutto nel rapporto che abbiamo con l’ambiente. Del resto, secondo certi antropologi non abbiamo mai perso i contatti con l’età della pietra, né ci diamo granché da fare per troncarli: anzi, facciamo continuamente appello ai nostri istinti primordiali, traendone spesso i piaceri più intensi. Nello sport, nell’avventura, nella caccia, nel cibo, nell’amore.



Bibliografia:

André Leroi-Gourhan, Le religioni della preistoria, Adelphi, Milano 1993.
Hermann Schreiber, Sulle orme dei primi uomini, Sugarco Edizioni, Milano 1988.
Rick Gore, “Neandertals”, in National Geographic, January 1996.