Un
fantasma saggira per il Trentino, quello della trentinità. Quando questo fantasma
ulula, emette un verso poco simpatico: il cosiddetto trentinismo. Si tratta dello
spettro di unidentità provinciale che qualcuno dà per viva e qualcun altro dà per
morta. La trentinità risulta davvero dispersa quando ci si ostina a cercarla con gli
attrezzi e negli oggetti del passato; se la si concepisce fuori della sfera dell
esperienza ordinaria, se la si relega nel regno crepuscolare della nostalgia paesana
e delle radici più o meno divelte.
Il fatto è che una volta la trentinità stava anche nelle povere cose, nella cultura
materiale, nei mestieri. Il Trentino ha ormai rifiutato questa immagine, scacciandone
il fantasma. I trentini non si riconoscono più nella quotidianità fatta di privazioni,
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I trentini non si riconoscono più nellindigenza degli anni delle vacche magre. Sicché
tendono a rimuovere in blocco il passato
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nella ruralità miserevole, nellindigenza degli anni delle vacche magre. Sicché
tendono a rimuovere in blocco il passato, a rigettare insieme ai ricordi dolorosi
anche un pezzo della loro storia. Nessuna nostalgia delle pezze al culo, insomma.
Il fantasma della trentinità per molti risulta sospetto, poiché è stato agitato
strumentalmente, a fini politici. Per tenere separate le due diverse categorie del
sentimento avito e della passione politica cè chi ha negato addirittura che una
trentinità esista. Scrive, per esempio, il direttore del Museo degli Usi e costumi
della gente trentina di S. Michele, Giovanni Kezich: Invano si dannerà lantropologo
a ricercare matrici o specifiche connotazioni etnografiche di quella identità
trentina che dal punto di vista dellevidenza etnografica propriamente detta è senza
dubbio una specie di araba fenice, oltre ad essere diventata nella politica locale,
come ben sappiamo, una sorta di pietra filosofale.
Ciò non toglie che la trentinità venga percepita, rivendicata, addirittura costruita
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Ciò non toglie che la trentinità venga percepita, rivendicata, addirittura costruita
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e in mancanza di riscontri oggettivi (ma esistono riscontri oggettivi in questo campo?)
autocertificata. In diverse comunità locali del Trentino emerge la credenza di
possedere unidentità particolare, ma spesso la volontà di tipicizzarsi si fonda
su caratteristiche culturali presupposte.
Abbiamo una trentinità latente dunque,
leit motiv di un vecchio ma intramontabile
dibattito, dove si oppongono il radicalismo trentinista e lapertura alle molte linfe
della modernità. Una trentinità sollevata dalle cose, come un fantasma, appunto. O
forse proprio come unaraba fenice, immortale e sempre pronta a rinascere dalle ceneri
delle tradizioni. Come scrisse il poeta Metastasio del mitico uccello orientale, così
anche della trentinità, in conclusione, si potrebbe dire: Che ci sia ciascun lo dice,
dove stia nessun lo sa.