Il
tema dellidentità, come un torrentello carsico, riemerge in tempi di crisi e di
cambiamento, quando la gente è disorientata e vuole essere rassicurata. Non è un caso
che in tutta Europa più aumentano la globalizzazione e la
multietnicità,
più ci si
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Dellidentità trentina è
stato detto, con un po di amarezza, che è la coscienza della sua stessa perdita.
Come mai?
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interroga sullidentità. In maniera speculare a quanto accadeva nellOttocento, quando
gli emigranti trentini presero coscienza della loro comune origine, oggi che il mondo
entra in Trentino, ci si guarda negli occhi e ci si chiede chi siamo. Lidentità è uno
stato di bisogno, ma anche una pretesa sempre insoddisfatta. Dellidentità trentina è
stato detto, con un po di amarezza, che è la coscienza della sua stessa perdita.
Come mai?
Diversi fattori contribuiscono normalmente alle crisi di identità in una società
tradizionale: la deriva delluniverso contadino, il venir meno di legami solidali,
lirruzione delleconomia di mercato, labbandono di pratiche religiose, i mutamenti
del paesaggio, la nuova mobilità degli indigeni. Anche gli impatti del turismo e
dellimmigrazione (entrambi comportano ospitalità) sono da ricordare come agenti di
riflessione sul nocciolo duro della propria identità.
Di tanto in tanto (ri)nasce così un processo di identizzazione, cioè la (ri)costruzione
di una identità nella quale riconoscersi. Questa operazione - un po tribale - non
deve meravigliare. Storici e sociologi concordano sul fatto che lo stesso concetto di
Trentino è per certi versi una costruzione culturale, specie se si risale alla
storia che precede quella degli ultimi due secoli. I classici elementi del catalogo
identitario di origine nazionalista sono: una storia che stabilisca la propria
continuità attraverso le epoche, una serie di eroi campioni dei valori, una lingua,
un folklore, alcuni luoghi della memoria, un paesaggio caratteristico, specialità
culinarie, bandiere, animali simbolici, eccetera.
Ha tutto questo il Trentino? Certo che sì... basta deciderlo. La via più facile - ma
meno interessante e con tutti i limiti della nostalgia - è considerare lidentità un
condensato del mondo tradizionale ormai passato. La via più avventurosa per definire
la nostra identità, invece, è andarla a cercare nei valori della vita quotidiana. A
patto, però, di non partire con preconcetti. E cioè che lidentità esista a priori, o
che lidentità risieda nella famiglia, nel lavoro, nella religione o nella vita
associativa. Entrambe queste identizzazioni alla fine rischiano di diventare
specchietti per le allodole, usati in funzione politica. Sono quasi sempre retoriche,
strumentali, inaccettabili.
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Il Trentino è una regione a cultura policroma
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Nella dialettica tra specificità e omologazione che contraddistingue i nostri tempi,
vi sono due modi di intendere lidentità: la superata visione fissista e quella
convenzionalista. Per la prima lidentità esiste, punto e stop. Per la seconda è
fluida, si può discutere e, come abbiamo visto, decidere. Sempre che il
cambiamento
non sia avvertito come una minaccia. Le identità che nella storia hanno
resistito sono quelle che hanno saputo affrontare e inglobare gli elementi estranei.
Gli irrigidimenti, per contro, di solito producono crepe. Lidentità non è qualcosa
che si conquista e che si ha, per sempre: costruita o ereditata che sia, va lavorata,
conservata, migliorata guardando al futuro. E relazionale, insomma: viene definita
dal rapporto con laltro, dalla cui esistenza essa dipende. Il confronto fa crescere
solo chi non teme la diversità e non ha paura di perdere la propria. Detto per inciso,
una cultura si perde quando non è più viva.
Stando ai risultati di un recente questionario, in Trentino la domanda di identità è
diffusa. Ma a fronte del modello altoatesino, lidentità trentina appare elusiva,
incompiuta, un composto di diverse identità di valle e di somiglianze con aree
confinanti. Ecco perché qualcuno, di fronte a questa congerie di elementi, ha parlato
della frittata identitaria. Una metafora non del tutto fuori luogo, se si pensa
allattuale revival della cucina tradizionale trentina come elemento della cultura
locale! Ma se è vero che il Trentino, come scrisse il grande Aldo Gorfer, è
una regione a cultura policroma le cui aree culturali hanno soluzioni proprie,
così come esiste una trentinità del capoluogo si potrebbe sostenere levidenza di
una roveretanità di Rovereto, una rivanità di Riva del Garda, una nonesità della val
di Non, e così via.
Nellaffrontare la mai sopita questione dellidentità trentina, appare sempre più
evidente la necessità di un concetto più dinamico di identità. Unidentità che va
ricercata, sì,
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Un concetto più dinamico di identità
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nellambiente,
comè sempre accaduto, ma anche nellarte e
nella cultura contemporanea.
Non solo. Probabilmente occorre un nuovo catalogo identitario:
meno schematico, più ricco, più controverso. In questa sezione che dovebbe
rispondere alla domanda cruciale: Chi siamo? troverete quindi una sorta di nuovo
inventario delle identità. Dallidentità cucitaci addosso da chi, un tempo, ci vedeva
come buoni selvaggi, allidentità che abbiamo rifiutato, associata alla miseria.
Identità sognate, rivendicate, autocertificate. Identità che affondano le radici in
una mitologia collettiva, dove ogni tanto torna ad agitarsi
il fantasma della trentinità.