E
probabile che la solitudine e i recessi di montagna, in cui per millenni si è
vissuti nella nostra regione, ci abbiano disposti alla meditazione. Apparizioni,
segnali, presagi, sogni premonitori fanno parte del nostro bagaglio spirituale
precristiano. Il cammino delluomo è sempre stato accompagnato da uninfinità di
interrogativi circa lessenza della vita. Ma la dimensione trascendente per un verso
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In diverse località del Trentino avevano luogo le
cosiddette rogazioni minori, con una processione che si faceva allo
scopo di provocare la pioggia
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rincuora, per laltro spaventa. La divinità a prescindere dalle forme in cui si
manifesta ha sempre suscitato timore, spingendo a quel bel gesto irrazionale che
è il sacrificio, cioè allo spreco rituale. I nostri avi Reti, per esempio, gettarono
preziose spade nei fiumi Sarca e Noce, sacrificando così alle divinità delle acque.
La fede cristiana ha assorbito quando non ha potuto bandire molti culti e riti,
bollandoli come pagani (termine che deriva dal latino
pagus, villaggio). Non esiste
una linea netta di demarcazione tra magia e religione. Per fare qualche esempio, tre
giorni prima dellAscensione in diverse località del Trentino avevano luogo le
cosiddette rogazioni minori, con una processione che originariamente si faceva allo
scopo di provocare la pioggia. A capodanno, in val di Cembra, per secoli si sono
rivestiti gli alberi da frutto con paglia intinta in acqua santa: un bel compromesso
tra culti diversi. Le povere anime del purgatorio corrispondono agli spiriti dei
morti che vagano perché non hanno pace, mentre i santi considerati protettori o
guaritori (basti pensare ai sassetti di S. Giuliano in val Rendena, tradizionalmente
ritenuti amuleti contro il morso dei serpenti), dimostrano una continuità di credenze
popolari nel soprannaturale.
Il rischio di malattie e di incidenti, in passato, faceva pronunciare speciali
preghiere che una volta esaudite si concretizzavano in quadri votivi, detti ex voto,
dipinti o fatti dipingere in segno di riconoscenza. Per le malattie più gravi cerano
solo la preghiera o la magia; limportanza di questultima nella medicina popolare era
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Furono comunque condannate e bruciate come
streghe, nonostante gli appelli dellilluminista roveretano Girolamo
Tartarotti
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fondamentale. Le credenze e le pratiche magico-religiose forniscono una consolazione
nei momenti traumatici dellesistenza e non di rado contribuiscono alla guarigione di
disturbi dorigine psicosomatica. Tra le erboriste, o tra i cosiddetti botanici, che
guarivano con le erbe e con le acque, allignava qualche individuo particolarmente
dotato in grado di segnare, cioè di togliere il male attraverso formule, gesti e un
particolare rituale di esorcismo.
Con la messa al bando della magia e delle superstizioni, soprattutto nel periodo
che seguì la Controriforma trentina, si scatenò la caccia alle streghe. Forse qualcuna
tra quelle povere contadine era depositaria delle antiche conoscenze sulle virtù di
piante medicamentose e di antichi rituali. Furono comunque condannate e bruciate come
streghe, nonostante gli eruditi appelli dellilluminista roveretano Girolamo
Tartarotti. Il termine strega deriva dal folklore dei Latini e corrisponde a un
misterioso uccello notturno, chiamato Strix, che vola sulle culle dei bambini e
succhia loro il sangue. Incrociata con la Lamia, la Strix (Strigidi è anche il nome
della famiglia di rapaci notturni cui appartiene la civetta) è così diventata la
strega. La toponomastica trentina abbonda di forre, grotte e cuspidi montane dette
delle strie, ma anche altri esseri soprannaturali del folklore ormai
desacralizzati hanno lasciato traccia sul territorio, come lorco, le anguane
(o vivane, le fanciulle delle acque) e una varietà di bestioni antropomorfi boschivi,
che sono chiamati volta a volta Salvanèl, Om Selvàdeg, Om pelós, Béatric, o
semplicemente Orco. Questo paesaggio magico, dove gli elementi naturali del
territorio sono interpretati in chiave fantastica, coesiste con il paesaggio religioso
costellato di croci, cappellette,
capitèi, vie crucis, eremi, santuari, icone dei
santi e della madonna inchiodate sui tronchi di alberi secolari.
Senza farne per questo un elemento di specificità trentina, oggi il sentimento
religioso è evidentemente dominato dalla confessione cattolica. Le antiche credenze
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"prediche corte e lugàneghe longhe"
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qualche volta fanno capolino, ma sono briciole. Soltanto unetnografia avveduta può
riconoscere, per esempio nelle pietanze e negli oltraggi osceni riserbati alla novella
sposa nel corso del banchetto nuziale, un precristiano rito augurale di fertilità.
Vuoi per qualche insofferenza nei confronti di una liturgia prolissa (come si
intuisce dalladagio popolare
prediche corte e lugàneghe longhe), vuoi per
contrappeso alla società dei consumi, sono diversi i trentini che non si accontentano
della spiritualità propria del culto ufficiale, dimostrando inquietudini che sfociano
nella ricerca di altre dimensioni metafisiche: dallesoterismo alla cartomanzia, dal
nuovo magismo televisivo allastrologia, dal buddismo (diffuso tra gli artisti) alla
New Age, allo sciamanismo. Una rassegna ecumenica di queste e altre attitudini nei
confronti del soprannaturale, ha luogo proprio a Trento: è Religion Today,
filmfestival internazionale del cinema delle religioni.