Punti di vista sul territorio: Piero Zanini
Un grembo materno, un laboratorio di sviluppo

Piero Zanini, architetto e geografo nato a Trento nel 1966, ha collaborato con l'Istituto universitario di architettura di Venezia. Ha pubblicato Significati del confine. I limiti naturali, storici, mentali (Bruno Mondadori, Milano 1997). Vive tra Mezzocorona e Parigi.

Un territorio montuoso come il nostro ha qualche influenza sullo spirito del popolo che vi abita?
Sì, come qualunque territorio: capire poi quale sia questa influenza è più difficile. Posso dire che per me, la stretta di Ceraino col suo tunnel buio, rappresenta una soglia fondamentale. Dal mio punto di vista è veramente uno stretto, cioè un passagggio chiave: uscire vuol dire aprirsi alla luce della pianura, rientrare, tornare, magari la mattina presto con i treni dell'alba, vuol dire sentirsi riacciuffare da una sorta di grembo materno, anche un po' opprimente, che però tira a sé in maniera molto forte. E' veramente una percezione fisica. Per noi le montagne hanno un effetto di questo tipo, credo.

Le montagne sono barriere naturali o buoni osservatori?
Non vedo le montagne come barriere naturali. La montagna mi fa pensare alla salita, la salita all'allargamento dello sguardo. Le montagne, in passato, sono state osservatori non soltanto di orizzonti terrestri, ma anche celesti. Sia dall'archeologia, sia dalla storia sappiamo che le montagne hanno visto nell'antichità transiti intensi. Altro cher barriere.

Che cosa significa la parola sviluppo applicata al nostro territorio?
Anzitutto cosa significa la parola sviluppo! Se lo sviluppo significa ricerca, analisi dei problemi e capacità di verificare alcune soluzioni, credo che le possibilità per il Trentino siano molte. Se invece sviluppo vuol dire aumento del traffico automobilistico, incremento del turismo e questo genere di cose, la questione è molto meno interessante. Proprio per le dimensioni contenute, per la particolarità dei problemi cui si trova di fronte, e per il carattere di osservatrio che hanno le montagne, un territorio alpino come quello Trentino potrebbe diventare un buon laboratorio per quelle che sono le scommesse del futuro e che riguardano in generale un po' tutti: penso all'acqua, all'aria, alla mobilità.

La frase audio
C'è una soglia evidente che mi fa sentire il ritorno in quello che Montesquieu chiamava "l'orrido paesaggio" della valle dell'Adige. Questa soglia è la stretta di Ceraino. Tornando verso Trento è forte la sensazione di attrazione, anche un po' opprimente, che mi provocano le montagne: una sorta di richiamo. Quando lascio il Trentino e vado verso sud è altrettanto forte, viceversa, la percezione di distacco, di lasciarsi alle spalle qualcosa, e di grande apertura verso il sud.