Roberto
Bortolotti, architetto e urbanista, nato a Rovereto nel 1951 è cresciuto in Val di Fiemme. Ha vinto concorsi di progettazione in Italia e in Spagna e ha progettato numerosi piani regolatori di paesi di montagna.
Un territorio montuoso come il nostro ha qualche influenza sullo spirito del popolo che vi abita?
Credo di si. Non solo sullo spirito, ma anche sul carattere. Fino a quarant'anni fa le nostre valli erano chiuse, difficilmente raggiungibili, poco comunicate e con poca comunicazione. La diffidenza e la chiusura dell'abitante del Trentino si sono formate nei secoli e sono rimaste. La montagna le ha preservate come un freezer conserva i surgelati. Ma le difficili condizioni ambientali della montagna hanno sviluppato anche un forte senso della comunità e della solidarietà. Anche questi sono aspetti del nostro carattere che si sono formati con la vita di montagna. Però... spesso adesso li mettiamo in freezer.
Le montagne sono barriere naturali o buoni osservatori?
Fisicamente le montagne sono entrambe le cose, sono il principio e la fine di ogni paesaggio, anche del più piatto. E sono quindi barriere, barriere superabili ma sempre ostacoli. Soprattutto penso che le montagne siano buoni osservatori. Ma bisogna salirci per vedere il resto, oppure bisogna allontanarsi per vedere quanto sono grandi. Come diceva Calvino, solo allontanandosi dalla città si vedono quanto sono alte le sue torri. Insomma le montagne mi indicano sempre di fare qualcosa. Paradossalmente, per me, le montagne sono dinamiche.
Che cosa significa la parola sviluppo applicata al nostro territorio?
Il territorio è la nostra più grande ricchezza. Il nostro vero sviluppo consiste nell'usarlo molto, nel consumarlo poco, nel preservarlo perché i nostri figli lo usino molto, lo consumino poco e lo preservino perché i loro figli lo usino molto, lo consumino poco... Insomma lo sviluppo di ogni territorio si misura sulla capacità di dare futuro.
La frase
Io penso che le montagne sono soprattutto dei buoni osservatori. Però bisogna salirci per vedere il resto, oppure bisogna allontanarsi per vedere quanto sono grandi. Come diceva Calvino, solo allontanandoci dalla città si vede quanto sono alte le sue torri...