Punti di vista sul territorio: Sandra Endrizzi
Il senso del limite e del silenzio

Nata a Trento nel 1974. Appassionata di montagna, ha fatto sci da fondo a livello agonistico. Laureata in Scienze della formazione a Verona, ha fatto ricerca in Bangladesh presso una cooperativa di donne (la sua esperienza è diventata un libro intitolato Pesci piccoli. Donne e cooperazione in Bangladesh, Bollati Boringhieri, 2002). E' responsabile del settore educazione della cooperativa di commercio equo e solidale "Mandacarù" di Trento.

Un territorio montuoso come il nostro ha qualche influenza sullo spirito del popolo che vi abita?
Più di una. Il territorio trasmette le sue caratteristiche, influisce sul carattere, sull'introspezione. Soprattutto, la montagna lascia spazio alla solitudine. Il silenzio dei montanari rispecchia quello del loro territorio. Spesso il silenzio viene interpretato come scontrosità, ma non si tratta di questo. Il silenzio è ascolto di sé, non tutti hanno la capacità di stare in silenzio. Queste cose, viaggiando, mi sono mancate.

Le montagne sono barriere naturali o buoni osservatori?
Non avverto un limite nelle montagne, vedo solo vie da percorrere. Come punti di osservazione te la fanno "pagare cara", perché sono mete necessariamente faticose. Che vanno raggiunte con lentezza. Ecco perché non mi piacciono le funivie: portano chiasso in vetta, mancano di rispetto al silenzio e al senso stesso di appartenenza. Mia nonna mi ha insegnato che devi arrivare dove le gambe ti portano...

Che cosa significa la parola sviluppo applicata al nostro territorio?
Intendo la parola sviluppo in senso umano. Non si tratta di aumentare i numeri del turismo e delle industrie, gli aumenti di capienza non sono aumenti di sviluppo. Non è neppure sviluppo la voglia di luccicare di alcune ricche valli del Trentino. Non c'è sviluppo che non parta dai rapporti di qualità tra le persone. Credo che occorra superare l'individualismo diffuso nella mia generazione. Sviluppo è recuperare il meglio della nostra tradizione, lasciando da parte gli aspetti più "duri". Sta nella capacità di dono, nel dare, ricevere, ricambiare.

La frase audio
Mi sembra che la montagna abbia perso la sua imponenza e sia vista come uno spazio da riempire: di persone, di turisti e di luci e di strade, che non fanno altro che accelerare la distanza. Le montagne sono barriere che si fanno percorrere e raggiungere. In loro trovo il senso del limite e del silenzio. E da lì le osservo. Ma senza la fatica di (fare) un passo dopo l'altro, è difficile vedere qualcosa.