Se fossimo animali strani, non cè dubbio che dovremmo volgere a nostro vantaggio la stranezza. Il Trentino è diverso dal Veneto e dalla Lombardia. Da queste regioni confinanti, ciascuna con il proprio modello di sviluppo, una parte della società trentina oggi si sente "assediata". Autorevoli pareri concordano sulla specificità del Trentino. Ecco perché nella cosiddetta competizione tra territori la nostra provincia deve puntare sulla sua unicità. Questo significa che i luoghi di produzione del settore primario, ma anche dellindustria e dellartigianato, dovrebbero distinguersi anzitutto per il rapporto con un territorio inconfondibile, poi per la qualità dei prodotti. Andrea Leonardi del Dipartimento di Economia dellUniversità di Trento mette in guardia a proposito delle "effimere sirene di modelli di sviluppo estranei a questo ambiente, avvertendo che "un vero sviluppo sarà soltanto quello che valorizza la cultura del territorio".
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Situato alle porte meridionali della città di Trento, presso una rotatoria, un ristorante McDonalds dà il benvenuto a chi arriva in città da sud.
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Il vicepresidente della giunta provinciale e assessore allUrbanistica Roberto Pinter ha pronunciato parole pesanti: "Per secoli antichi saperi hanno permesso, anche nel cambiamento dei luoghi, un equilibrio tra uomo e ambiente. Poi uno sviluppo disordinato e intensivo ha aggredito il territorio producendo ricchezza ma anche degrado e perdita di identità".
Molti
segni tradizionali sono sepolti, molti paesaggi sono ormai
relitti. Nuove
periferie, nodi infrastrutturali, centri commerciali, poli industriali, stanno colonizzando un Trentino un po distratto. Anche il nostro lessico quotidiano e la
toponomastica cambiano velocemente: i nuovi punti di riferimento dei giovani, quando si danno appuntamento, sono il pub, lo store, il parking, lo snack bar, il centre, lo shop, il service, la showroom e il fast food.
Il paesaggio (landscape, lo chiamano gli anglofoni) non è fatto soltanto di "cose da vedere"(soundscape) e di odori (smellscape). I rumori delle lavorazioni artigianali tendono a sparire mentre aumentano i decibel del traffico veicolare.
Lantico odore di strame (farlet) che accompagnava in tutta la regione il paesaggio agricolo è residuale rispetto al panorama olfattivo delle moderne lavorazioni industriali. Siamo in presenza di un fenomeno di erosione, non tanto del territorio fisico, ma delle sue particolarità.
Con lavvento dellera industriale, il dialogo con la realtà locale si è complicato e talvolta ha generato lillusione di poter prescindere dal contesto naturale. È stato uno sbaglio. A distanza di qualche decennio, per esempio, lindustrializzazione delle valli, a scapito dell
agricoltura di montagna, si dimostra una scelta problematica. Laspetto più clamoroso è una evidente
crisi del paesaggio - crisi nel senso etimologico, di cambiamento. Siccome il paesaggio è in stretto rapporto con l
identità dei residenti, viviamo, consapevoli o meno, quella crisi di identità cui fanno riferimento le parole dellassessore allUrbanistica. Il nuovo Piano Urbanistico Provinciale si prefigge precisamente lo scopo di conseguire uno
sviluppo che sia attento alla biodiversità e alla specificità locali.