Il paesaggio è un linguaggio

Il paesaggio non è un bel panorama, ma un territorio umanizzato. E' una mediazione tra l'uomo e l'ambiente. Il paesaggio rispecchia il modo in cui viviamo, perché è un tessuto di relazioni. Il geografo Eugenio Turri ha scritto che i paesaggi "sono come frasi di un discorso lungo". Anche Aldo Gorfer usa questa metafora: "Il paesaggio agrario è fraseggiato da campi vignadi e non vignadi...". Il paesaggio è dunque un linguaggio. Osservarlo è come assistere a una rappresentazione teatrale, dove siamo al contempo attori e spettatori. Più conosciamo la lingua, più apprezziamo lo spettacolo. Silenzioso il paesaggio montano, silenziosi noi.
Due esempi di paesaggio "ordinato" e dunque culturale: legna sotto la ( Fototeca APT del Trentino) e terrazzamento con muro a secco .
L'ambiente trentino è variegato: montano, agrario, lacustre, forestale. Si va dal lecceto submediterraneo dell'alto Garda al ghiacciaio dell'Adamello. Anche i paesaggi modellati dall'uomo sono diversi.
I primi insediamenti, la colonizzazione, la coltivazione, diventano presupposti per accampare un diritto di appartenenza. La misurazione della terra (a spanne, a piedi, a giornate di cammino, a pertiche) fa parte di questo processo di appropriazione. La conoscenza dei luoghi, delle piante e degli animali, con la codifica dei loro nomi, è una lenta e progressiva scoperta, che ha valore radicante.
Due esempi di paesaggio "ordinato" e dunque culturale: legna sotto la ( Fototeca APT del Trentino) e terrazzamento con muro a secco .
Nel bene e nel male, i paesaggi sono il risultato delle attività finalizzate alla nostra sopravvivenza. Gettare terrazze sui pendi per facilitarne la coltivazione ed evitare l'erosione delle terre arabili, per esempio, è un'idea geniale. La sua realizzazione ha richiesto un lavoro comunitario complesso. Queste costruzioni conservano il loro valore etico ed estetico, anche quando sono abbandonate. Sono un elemento costitutivo dell'identità di una regione. Per questo i muri a secco dei terrazzamenti (450 chilometri soltanto in Val di Cembra) si possono definire un paesaggio culturale.
Gli "spettatori" più attenti oggi lamentano una crisi del paesaggio. Se il paesaggio è in rapporto con l'identità dei residenti, dobbiamo temere una crisi d'identità?


Bibliografia:

Eugenio Turri, Il paesaggio come teatro. Dal territorio vissuto al territorio rappresentato, Marsilio, Venezia 1998.
Aldo Gorfer e Giuseppe Gorfer, La regione dell'Adige, Edizioni ARCA, 1988.

Per saperne di più
"La tristezza dell'uniformità" di Aldo Gorfer, in Il paesaggio Trentino, Sezione Trentina di Italia Nostra, 1992.
"Quando una strada cancella un sentiero" di Franco de Battaglia, in Il paesaggio Trentino, Sezione Trentina di Italia Nostra, 1992.