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Il
maggiore fatturato della provincia di Trento non è il turismo ma l'agricoltura. I contadini sono i nuovi aristocratici del pianeta: è infatti la classe che ha il privilegio del contatto diretto con i prodotti della terra e con l'energia della germinazione.
- La scarsità della terra: gran parte del nostro territorio è montano.
- La scarsità di giovani che si dedicano all'agricoltura. In cinquant'anni i contadini di profession sono calati da 63 mila (1951) a 11 mila.
- Il frazionamento dei campi (un fenomeno sconosciuto in Alto Adige). Il 53 per cento delle aziende agricole trentine ha una superficie utilizzabile inferiore a un ettaro. La micropropietà induce il fenomeno del part-time, tanto che in certi casi si è parlato di agricoltura hobbistica.
- La preponderanza delle monoculture, cioè uva e mele. Le monocolture, dal punto di vista economico, subiscono gli andamenti del mercato e sono quindi obiettivamente rischiose.
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Elaborazione grafica di una foto di Paul Scheurmeier, tratta da Il Trentino dei contadini 1921-1931, a cura di Giovanni Kezich, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, San Michele all'Adige (Trento) 1995.
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Un vistoso processo di cambiamento è in atto nella comunità trentina. La dura vita dei contadini di montagna che per secoli è rimasta quasi immutata, è stata improvvisamente travolta dalla civiltà della tecnologia. Non sempre gli agricoltori trentini ricordano con nostalgia il "passato dei valori", perché era segnato anche dalla miseria. Il contadino, oggi, è mediamente più ricco del cittadino. La nuova figura del contadino benestante è dovuta ai processi di meccanizzazione e di industrializzazione che hanno investito l'agricoltura, ma anche dagli incentivi e dalle sovvenzioni provinciali. L'agricoltore oggi è informato e informatizzato, spesso guarda le previsioni del tempo in Internet. Ma la sua cultura è rimasta la stessa. Le Casse Rurali distribuite capillarmente sul territorio, per esempio, sono paragonabili al "materasso" sotto al quale noi trentini continuiamo a infilare i guadagni.
Una nuova e controversa figura di contadino, antropologicamente molto interessante, si sta delinenado oggi in Trentino: quella del contadino giardiniere e guardiano del territorio. Il presidente della Giunta provinciale Lorenzo Dellai ha dichiarato: "Gli agricoltori hanno un ruolo di manutenzione e di tutela dell'ambiente. E un ambiente ben conservato è un'attrazione per i turisti, previene i dissesti e fa risparmiare un sacco di soldi alla comunità". Di fronte a queste aspettative, la risposta degli agricoltori è pressoché univoca: d'accordo, basta che la Provincia paghi.
Bibliografia:
Flavio e Verena Faganello, Spaventapasseri: fantasmi d'autore, Museo tridentino di scienze naturali, Trento 1998.
Duccio Canestrini, Lo spirito della quercia, capitolo "Al contadino basta una rosa?", Baldini&Castoldi, 2001.
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